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Lombardia. Troppo amianto, ancora 2 mln di metri cubi. Mantovani: “Avviare una nuova pianificazione”

Dal 2007 al 2012 sono stati smaltiti solo 800.000 metri cubi, cioè il 27%. Salta l’obiettivo Lombardia “amianto free” per il 2016, ma c’è la volontà di migliorare. “Perché se è bene attivare la cura nei confronti dei malati, è altrettanto fondamentale prevenire le malattie che possono insorgere dall'esposizione all'amianto”, ha affermato l’assessore Mantovani.

08 MAG - Lavorare a una nuova pianificazione sul tema amianto, alla luce delle conoscenze acquisite con gli strumenti tecnologici e informatici. È questa l’intenzione della Regione Lombardia per quanto riguarda l’amianto. Lo ha affermato il vice presidente della Regione e assessore alla Salute Mario Mantovani durante la presentazione di ieri dei risultati della campagna di aggiornamento della mappatura delle coperture di cemento-amianto in Lombardia, a cura di Arpa, e dei dati di censimento e di bonifica, rilevati con il servizio telematico Ge.M.A..
 
"Il tema della salute per noi è un elemento fondamentale - ha dichiarato Mantovani - ed è importante investire anche sul fronte della prevenzione, perché, se è bene attivare la cura nei confronti dei malati, è altrettanto fondamentale prevenire le malattie che possono insorgere dall'esposizione all'amianto. Intervenire è un dovere di Regione". “Il confronto tra i diversi attori interessati - ha proseguito Mantovani - ci spinge verso la necessità di un aggiornamento degli obiettivi regionali, alla luce delle novità adottate per quanto concerne le azioni riferite al censimento dei siti, al controllo della presenza di amianto e degli interventi di bonifica, per la predisposizione di una nuova pianificazione regionale".

 
In Lombardia è attivo dal 2000 il Centro operativo regionale (Cor), istituito dalla Direzione generale Salute presso la Clinica del Lavoro di Milano - Ospedale Maggiore Policlinico - Università degli Studi di Milano Dipartimento di Medicina del Lavoro. Il Cor coordina le ricerche dalle patologie da amianto e implementa il Registro regionale dei casi di neoplasia di sospetta origine professionale, interfacciandosi con Inail. IL PRAL - Tra le diverse azioni messe in campo, la Direzione generale Salute ha provveduto al censimento dei siti con presenza di manufatti in amianto attraverso il Piano regionale Amianto Lombardia (Pral) del 2008. Lo stesso ha previsto che i proprietari di manufatti in amianto inviino alle Asl una comunicazione per censire i siti con amianto. “Dal 2008 al 28 febbraio 2015 risultano censiti 169.526 siti/strutture private e pubbliche, di cui 5.535 in matrice friabile, cui corrisponde un volume censito pari 3.881.084 metri cubi di materiali contenente amianto. Con l'obiettivo di monitorare le attività di bonifica, è stato messo a disposizione Ge.M.A., che ha raccolto i piani di intervento, documentando, nel 2014, la rimozione di 1.009.821 quintali di manufatti in amianto e l'individuazione di 3.701 lavoratori che, operando in questo campo, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria”, spiega la nota della Regione.
 
Un lavoro capillare, che ha dato ottimi risultati, ma che deve proseguire per rendere la Lombardia 'amianto free'. "Lavoreremo anche sulla comunicazione - ha assicurato Mantovani -, sensibilizzando le Istituzioni locali e promuovendo iniziative di informazione, così da consolidare il prosieguo delle nostre azioni".

A fare il punto sui nuovi dati è anche una nota dell’Arpa, che spiega che il nuovo studio è frutto del confronto delle immagini acquisite attraverso la tecnologia di “telemetria con uso di scanner iperspettrale” nel 2007 con le immagini fotografiche aeree - aggiornate al 2012 - fornite da AGEA (l’Agenzia governativa per le erogazioni in agricoltura).

“Si tratta di una doppia fotografia –ha spiegato Bruno Simini, presidente dell’Arpa Lombardia – la prima, nel 2007, può essere paragonata a una ‘scintigrafia con liquido di contrasto’ che ha messo in evidenza la quantità di amianto presente sui tetti della nostra regione. La fase di aggiornamento del 2012 è invece l’‘ecografia’ che ci ha permesso di individuarne la posizione con un ampio margine di esattezza e di fornire un dato importante rispetto al trend di riduzione che si è verificato negli anni”.

L’indagine ha preso in esame una fascia trasversale del territorio lombardo che, da Est a Ovest, ha ricompreso le aree a più alta urbanizzazione, così da fornire un campione rappresentativo del 30% della popolazione lombarda. “L’uso dello scanner iperspettrale, per le rilevazioni aeree effettuate nel 2007, ha permesso di individuare puntualmente le coperture di cemento-amianto sugli edifici e di calcolarne la presenza stimata, attraverso l’elaborazione statistica, in oltre 2.800.000 di metri cubi”.

Nel 2012, con la sovrapposizione modellistica delle immagini della banca dati di AGEA, si è potuto procedere alla georeferenziazione dei punti evidenziati e al calcolo della percentuale di coperture che negli anni sono state eliminate (per demolizione degli edifici, rimozione dei tetti in amianto o riqualificazione energetica con pannelli solari) e che, secondo i dati dell’Arpa, “sono passate a circa 2.000.000 metri cubi con una riduzione del 27%”.

”La tecnologia utilizzata per la prima indagine non verrà adottata per le prossime campagne di rilevamento. – ha spiega Simini - Siamo infatti in attesa degli esiti di una sperimentazione richiesta a una società che gestisce ed è in grado di “personalizzare” i dati forniti dai sistemi satellitari e possiamo contare sul supporto di AGEA che ci fornirà man mano immagini aeree aggiornate. Ciò ci consentirà di ottimizzare i costi e di prevedere una programmazione più frequente delle indagini.”
 

08 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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