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Aperto a Niguarda un centro per trattare l’ipovisione nei bambini

Il nuovo centro dedicato alla presa in carico dei bambini affetti da ipovisione si avvale di un team multi-professionale per un inquadramento diagnostico-terapeutico e un intervento riabilitativo fatti su misura per ogni singolo paziente. Gallera: “Passaggio dal concetto di ‘cura’ a quello del ‘prendersi cura’ della persona”.

04 FEB - "Un parto pretermine, sofferenze prenatali e neonatali, anomalie genetiche possono essere causa di complesse patologie che, nonostante un adeguato trattamento medico e chirurgico, portano a gravi riduzioni visive. Agire precocemente in questi casi è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei piccoli e delle loro famiglie". È quanto si legge in una nota dell'ospedale Niguarda di Milano.
 
"È con questo obiettivo che nasce a Niguarda un centro dedicato alla presa in carico dei bambini affetti da ipovisione - dice Marco Bosio, direttore generale di Niguarda -. Grazie ad un team multi professionale di specialisti, che comprende oculisti infantili, ortottisti, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti e psicologi, l’inquadramento diagnostico-terapeutico e l’intervento riabilitativo vengono strutturati sulle esigenze dei piccoli pazienti".
 
Il numero di persone ipovedenti in Italia supera quota 1,5 milioni. Tra le patologie più importanti della fascia pediatrica ci sono la cataratta congenita e il glaucoma congenito. “Sono situazioni da cui può scaturire una condizione di ipovisione importante, come tutte quelle che si manifestano entro il primo anno di vita - indica Elena Piozzi, direttore dell’Oculistica pediatrica -. Infatti più è precoce l’esordio più possono essere gravi le conseguenze per la vista. Tra le patologie dei piccolissimi rientra anche la retinopatia del prematuro (ROP), che può colpire i bambini nati pre-termine portando a disturbi della vista che richiedono trattamenti specifici e una sorveglianza medica continua. Sono considerati a rischio di retinopatia tutti i prematuri nati sotto le 26 settimane di gestazione oppure di peso inferiore ai 1500g".

 
Il percorso per intercettare le patologie visive più gravi inizia subito dopo la nascita con il test del riflesso rosso, un esame di screening utile per indirizzare la diagnosi su possibili casi di cataratta congenita. E poi ci sono i controlli con il pediatra nei primi mesi. Da non trascurare l’importante aiuto che i genitori stessi possono dare nel segnalare condizioni sospette. “Tra i possibili campanelli d’allarme l’incapacità di stabilire un contatto visivo da parte del bambino mentre ad esempio viene allattato dalla mamma - spiega Piozzi -. È utile segnalare anche eventuali movimenti insoliti dell’occhio, come ad esempio il nistagmo, che si manifesta con continui scorrimenti rapidi e ripetitivi della pupilla. Un altro possibile campanello d’allerta può essere la fotofobia, che si verifica quando il bambino passa in un ambiente con molta luce e tende a coprirsi il volto o a girarsi perché infastidito”.
 
Fondamentale, quindi, una diagnosi precoce così da attivare percorsi abilitativi che possono favorire l’organizzazione della funzione visiva, anche con riferimento anche alla plasticità del sistema nervoso nella prima infanzia. “Gli interventi abilitativi personalizzati vengono disegnati per favorire compensi al deficit visivo, prevenire disarmonie dello sviluppo neuro-comportamentale nella sua globalità, supportando l’organizzazione della motricità funzionale, dell’attenzione e dell’interazione - spiega Roberto Vaccari, direttore della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza -. I programmi coinvolgono direttamente i genitori, anche prevedendo un intervento psicologico clinico di supporto alla loro funzione educativa”.
 
"Il centro di ipovisione - spiega la nota - ha come asse portante l’attività dell’Oculistica pediatrica di Niguarda, primo reparto in Lombardia interamente dedicato ai disturbi visivi del bambino dal 1990. Qui ogni anno si effettuano circa 700 interventi chirurgici e più di 20.000 prestazioni ambulatoriali con una multidisciplinarietà che coinvolge tutte le specialità pediatriche presenti nel Dipartimento Materno-Infantile.
 
Ma la collaborazione valica i 'confini' di Niguarda per una integrazione con i Centri di Riabilitazione visiva presenti sul territorio. Tutto questo per offrire un percorso assistenziale completo in grado di incidere tempestivamente sulle potenzialità visive e sullo sviluppo globale del bambino".
 
“Questo centro rappresenta l'esatta fotografia dell'evoluzione del sistema sanitario che stiamo attuando - commenta l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera - ovvero il passaggio dal concetto di 'cura' a quello del 'prendersi cura' della persona, in questo caso dei bambini, in un'alleanza sinergica fra ospedale e territorio. La diagnosi e la cura richiedono tempi, spazi e modalità dedicate oltre che personale competente. E soprattutto una grande collaborazione tra specialisti e strutture diverse e con i pediatri di base. È proprio grazie ad un approccio multidisciplinare , infatti, che riusciamo a rispondere in modo efficace ai bisogni di cura dei nostri cittadini, assicurando loro l'eccellenza delle prestazioni e la continuità assistenziale di cui necessitano.”
 
“E’ importante sapere di avere al proprio fianco un team di professionisti che si prendono cura non solo del paziente, ma anche della sua famiglia -commenta Giusy Versace, atleta paralimpica e parlamentare -. Spesso, infatti, anche chi è vicino ad una persona malata, soprattutto quando si tratta di un bambino, è spaventato, confuso e ha bisogno di un sostegno e di speranza per affrontare questa situazione difficile. Gli specialisti, quindi, hanno il compito non solo di assistere e curare i pazienti, ma anche di accompagnare le loro famiglie in questo percorso”.

"Il centro di Niguarda - conclude la nota - intende posizionarsi come un hub di collegamento con i centri di riabilitazione visiva sul territorio. In queste sedi spesso il bambino è seguito per periodi intensivi dedicati alla rieducazione, alternati anche da mesi in cui questa attività si sospende ed è importante che anche in questi frangenti il bambino e la sua famiglia continuino ad essere seguiti con controlli mirati per il follow-up". 

04 febbraio 2019
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