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Assolto il viceministro Garavaglia. Era accusato di turbativa d’asta su gara trasporto dializzati

Condannato invece a 5 anni e 6 mesi l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani. Per il pm l'attuale viceministro, nel giugno di 5 anni fa quando era assessore, avrebbe dato, assieme a Mantovani, «specifiche disposizioni» e «l'input iniziale» per «vanificare gli esiti del bando» di una gara da 11 milioni di euro indetta «in forma aggregata» da tre Asl per il servizio trasporto dializzati.

17 LUG - L'ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani è stato condannato a cinque anni e sei mesi nel processo milanese che vedeva tra gli imputati anche il viceministro Massimo Garavaglia, che è stato assolto. Mantovani era stato arrestato nell'ottobre del 2015 per corruzione, concussione e turbativa d'asta. Lo riporta l’Agenzia Ansa.
 
Garavaglia era imputato per turbativa d'asta in concorso con altri, tra cui l'ex vicepresidente della Lombardia Mario Mantovani (anche a processo per corruzione e concussione per altri fatti e condannato oggi a 5 anni e 6 mesi), che sono stati condannati per quel capo di imputazione, per il quale, invece, il viceministro è stato assolto «per non aver commesso il fatto». Motivazioni della sentenza tra 90 giorni.
 
La Procura aveva chiesto per il politico della Lega una condanna a 2 anni. Per il pm l'attuale viceministro, nel giugno di 5 anni fa quando era assessore, avrebbe dato, assieme a Mantovani, «specifiche disposizioni» e «l'input iniziale» per «vanificare gli esiti del bando» di una gara da 11 milioni di euro indetta «in forma aggregata» da tre Asl per il servizio trasporto dializzati. In particolare, secondo l'accusa, l'input del «comportamento illecito di Giorgio Scivoletto», ex dg della Asl Milano 1, che si attivò per «boicottare» la gara a cui non aveva potuto partecipare la Croce Azzurra Ticina Onlus, «risale alla telefonata (prima anche un sms, ndr) tra i due assessori (Mantovani lo era alla Sanità, ndr)» del 1 marzo 2014. Una tesi quella dell'accusa che, però, non ha retto nei confronti di Garavaglia, che si era già difeso con un interrogatorio in fase di indagini, assistito dal legale Jacopo Pensa, e con un esame in aula (oggi non era presente per la sentenza).


Garavaglia aveva chiarito di non essersi «mai occupato» di quella gara che, nell'ipotesi d'accusa, era stata `truccata´ anche da lui. E ha spiegato di non essere mai intervenuto di persona e di aver riportato solo «una doverosa segnalazione» su un problema, quello della Croce Azzurra, con una telefonata a Mantovani, all'epoca assessore regionale alla Sanità. 
 
“La verità rende liberi. Sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio. Non è stato un periodo semplice però va bene anche così”. Ha affermato il viceministro della Lega Massimo Garavaglia, commentando la sua assoluzione.

17 luglio 2019
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