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Rsa. Sindacati consegnano in Consiglio 20 mila firme per rinnovare il sistema

È la prima tappa della campagna lanciata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil ad aprile. Le firme accompagnano un documento in 8 punti per chiedere forme di residenzialità aperta e leggera; integrazione tra Rsa e servizi territoriali; adeguamento dei minutaggi assistenziali alla reale complessità degli anziani; trasparenza su dati, esiti di cura e rette; copertura del 50% delle rette da parte della Regione, rette sostenibili; rafforzamento del personale e percorsi di formazione specifici; visite dei familiari in sicurezza.  


15 GIU - Otto punti per rinnovare le RSA lombarde “perché siano luoghi dove vivere serenamente la vecchiaia”. Sono quelli contenuti nella petizione promossa da SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL e che in due mesi ha raccolto quasi 23.600 firme in tutte le province lombarde. La petizione (con le sottoscrizioni allegate) è stata consegnata ieri pomeriggio al Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e agli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza dai Segretari regionali delle tre sigle sindacali Valerio Zanolla, Emilio Didonè e Serena Bontempelli, accompagnati da Federica Trapletti: i rappresentanti sindacali sono stati accolti a Palazzo Pirelli dal Vice Presidente Carlo Borghetti.

È la prima tappa della campagna “Firma anche tu perché le RSA diventino luoghi dove vivere serenamente e dignitosamente la vecchiaia” lanciata dai sindacati in aprile. La petizione, come accennato, è corredata da un documento che in otto punti sintetizza linee di intervento concrete che i sindacati ritengono essenziali per migliorare le condizioni di soggiorno degli anziani ospiti nelle residenze sociosanitarie, che in Lombardia.


Nel dettaglio il documento chiede forme di residenzialità aperta e leggera; integrazione tra RSA e servizi sociosanitari territoriali; adeguamento dei minutaggi assistenziali alla reale complessità di cura degli anziani; trasparenza su dati, esiti di cura e rette; copertura del 50% delle rette da parte del servizio sanitario regionale; rette sostenibili per le famiglie; rafforzamento del personale e percorsi di formazione specifici; visite dei familiari in sicurezza.  

“Non si può continuare a rinviare il tema dell’invecchiamento della società. Siamo il terzo paese più vecchio al mondo. La politica, con la P maiuscola, ha il dovere, la responsabilità, l’autorevolezza di affrontare i temi della cronicità, solitudine, disabilità, non autosufficienza degli anziani. Non si può continuare a scaricare tutto sulle famiglie, su figli unici che avranno lavori sempre più poveri e precari. Occorre passare ai fatti concreti”, dichiara Emilio Didonè per Fnp Cisl Lombardia.

“In Lombardia - sono le parole di Zanolla, Didonè e Bontempelli rilanciata in una nota diramata dal Consiglio - sono presenti circa 700 RSA che ospitano oltre 65mila anziani: il tema della non autosufficienza sta assumendo sempre più carattere di urgenza e priorità, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e della maggiore longevità, e in considerazione di un numero di anziani soli in forte aumento. Da qui la nostra richiesta all’Assessorato regionale al Welfare di avviare un tavolo di confronto sui temi e le istanze sollevate”.

“Il percorso che abbiamo appena avviato questa settimana con l’inizio delle audizioni per la riforma della legge 23 del 2015 -ha sottolineato il Presidente Alessandro Fermi- rappresenta sicuramente l’occasione e il contesto più adatto per approfondire le proposte e le sollecitazioni contenute nella petizione e che sicuramente meritano attenzione. Migliorare sempre di più le condizioni di cura e assistenza ai nostri anziani rappresenta una delle principali sfide della riforma e sono convinto che sapremo centrare al meglio l’obiettivo”.

“Il bisogno di assistenza degli anziani non autosufficienti è in forte evoluzione, così come tutto il mondo RSA -ha aggiunto il Vice Presidente Carlo Borghetti-: trovo davvero interessante la piattaforma di proposte presentata dai sindacati pensionati della Lombardia, che mi sento di condividere e che auspico diventi presto elemento di confronto anche per la nuova riforma sanitaria”.

“A margine dell'Ufficio di Presidenza abbiamo ricevuto la raccolta firme promossa dalle sigle sindacali delle Residenze Sanitarie Assistenziali che ci hanno fornito molti spunti di riflessione in vista della riforma Regionale dei servizi sociosanitari – ha evidenziato infine la Vice Presidente Francesca Brianza-. L'invecchiamento della popolazione solleva tematiche di primaria importanza. La politica deve saper affrontare queste nuove sfide per assistere al meglio i cittadini in tutte le fasi della vita ed essere sempre più vicina alle esigenze delle famiglie”.

15 giugno 2021
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