San Marino respinge ambulanza con a bordo paziente vittima di incidente stradale nelle Marche: “Curiamo solo i sanmarinesi”

San Marino respinge ambulanza con a bordo paziente vittima di incidente stradale nelle Marche: “Curiamo solo i sanmarinesi”

San Marino respinge ambulanza con a bordo paziente vittima di incidente stradale nelle Marche: “Curiamo solo i sanmarinesi”
Sul mezzo una ragazza caduta dalla moto. San Marino è l’ospedale più vicino ma la segreteria dell’ospedale avverte la centrale operativa: “Curiamo solo i nostri cittadini”.A denunciare la vicenda il medico del 118 che ha soccorso la ragazza: “Un comportamento indegno e non è la prima volta che accade. Per le autorità di San Marino, un ferito italiano può anche morire al confine ma loro non vanno ad aiutarlo perché non è un loro cittadino”.

Una ragazza di 17 anni ha un incidente in moto nelle Marche, ma a pochi chilometri dalla Repubblica di San Marino. La centrale operativa del 118 di Pesaro invia un’ambulanza da Sassocorvaro. Il medico constata che la ragazza potrebbe avere una gamba fratturata, forse un’anca, complicazioni alle ginocchia ed eventuali problemi interni che al momento non si potevano prevedere. Va portata in ospedale. La centrale operativa allerta quello più vicino di San Marino, distante neanche 5 minuti dal punto dell’incidente, ma la segreteria dell’ospedale di San Marino chiede se si tratti di un ragazza residente a San Marino e saputo che era italiana, nega l’ingresso in ospedale dell’ambulanza.

A denunciare l’accaduto è il Resto del Carlino, che come fonte cita Michele Nardella, il dottore dell’ambulanza del 118 che ha prestato soccorso alla ragazza. “Siamo stati costretti a portare la ragazza all’ospedale di Urbino, distante 25 chilometri di strada tortuosa impiegandoci quasi un’ora prima di arrivare, condannando la giovane a piangere per i sobbalzi che è stata costretta a subire dovendo percorrere strade tortuose e piene di buche”.

Per Nardella quello dell’ospedale di San Marino è stato “un comportamento indegno. Siamo di fronte all’apartheid sanitaria e umanitaria da parte di uno Stato. Per le autorità di San Marino, un ferito italiano può anche morire al confine ma loro non vanno ad aiutarlo perché non è un loro cittadino. Allora se è grave lo portiamo a Rimini. E non è certo la prima volta che accade”.

Il medico spiega infatti che poche centinaia di metri fuori dal confine con San Marino c’è una casa di riposo: “Anche se abbiamo un codice rosso, ci dicono di no, non accettano di aprire il loro ospedale nemmeno per infarti o per qualunque patologia gravissima. A meno che sia un cittadino di San Marino. Allora lo prendono subito. Questo è disumano”. Il medico precisa che non è sempre stato così. “San Marino accettava di prestare le prime cure a chiunque. Poi hanno chiuso le porte e prendono solo i loro concittadini”.

22 Ottobre 2018

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