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Catanzaro. La "buona sanità" vive anche qui

L’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro ha saputo trasformare in risorse produttive i diktat dei ripetuti tagli. Della spending review e del rigido piano di rientro. Oggi propone eccellenze sanitarie in settori strategici. E l'attivo di bilancio ha superato i 9 mln di euro

01 FEB - In un ipotetico diagramma costituito dalle voci “metodologia gestionale” e “modernità strutturale”, l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro registra un alternato e progressivo superamento a vicenda delle linee di grafico. Dal 2010 l’Azienda ha compiuto un salto di qualità senza precedenti nei servizi, nella funzionalità e nella stessa struttura del nosocomio del capoluogo calabrese, centro “hub” della sanità regionale.
 
L’AOPC ha saputo infatti trasformare in risorse produttive i diktat dei ripetuti tagli e dei paletti finanziari imposti dalla spending rewiev e dal rigido piano di rientro. La maggiore risorsa valorizzata dalla giovane manager calabrese è stato lo straordinario spirito di corpo dei suoi dipendenti. Alla base di questa rivoluzione un nuovo modello di comportamento che esalta le competenze dei singoli e garantisce la crescita e l’arricchimento dell’azienda. Potremmo dire che abbiamo mutuato gli insegnamenti di un grande filosofo inglese come Locke (“Gli individui assumono un comportamento funzionale al raggiungimento aziendale degli obiettivi aziendali se loro stessi li condividono ed accettano di operare in vista del loro conseguimento”) permeandoli con la teoria della New Public Management. Attraverso nuovi modelli di cambiamento e di ruolo, diffusione della cultura dell’appartenenza e condivisione delle conoscenze, i professionisti della sanità, pur mirando agli obiettivi dell’appropriatezza e dell’efficacia clinica, sono chiamati a scelte in grado di influenzare in modo significativo i risultati di ordine economico. E così il piano di rientro imposto dal Governo a diverse regioni tra cui la Calabria è stato colto dalla manager come occasione storica per riorganizzare e riqualificare profondamente l’intera Azienda Ospedaliera. I risultati, in termini di assistenza sanitaria ed obiettivi economici, sono sotto gli occhi di tutti.

 
Ne hanno reso imparziale testimonianza alcuni nomi illustri del panorama sanitario nazionale, che hanno impreziosito per presenza ed intervento un recente convegno tenutosi proprio a Catanzaro su come “Gestire una Azienda Ospedaliera in una Regione in Piano di Rientro”.  Giovanni Monchiero, che ha appena lasciato la guida della FIASO, la Federazione delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, ha detto di “essere sceso in Calabria già con un pregiudizio positivo in virtù dei grandi passi avanti di questa Regione rispetto alle altre sottoposte al piano di rientro. Tale preconcetto – ha aggiunto il manager piemontese – mi ha fatto rasentare un senso di invidia dopo aver verificato in particolare la situazione dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro dove ho respirato un’atmosfera che nel mio profondo Nord ormai non esiste più: voglia di fare, senso di appartenenza, fiducia nel futuro. Confermo il biasimo della mia organizzazione per la tragedia della spending review – ha chiosato Monchiero  – ma qui la collega ne ha saputo fare una occasione di straordinaria crescita”.
Anche Fulvio Moirano, Direttore Generale dell’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenzia che nel sistema del Tavolo Massicci esprime “sotto-pareri” nell’esame trimestrale delle regioni in rosso) non ha lesinato gli apprezzamenti. “L’AOPC ha una buona produzione di servizi, specie in relazione ai costi – ha detto Moirano – in considerazione che il “Pugliese-Ciaccio”  deve assicurare Lea di II livello, come gli altri due hub regionali. Quest’Azienda non ha comunque nulla da invidiare a tante altre del centro-nord e di sicuro è fra le migliori tra quelle del centro-sud”.
L’hub catanzarese gestisce 40mila ricoveri all’anno, conta 85mila accessi al Pronto Soccorso, 44mila al Day  Hospital, 3.600 al Day Surgery; eroga 3milioni e 200mila prestazioni specialistiche e 2200 sedute operatorie.  L’indice di occupazione posti-letto è del 91% mentre la degenza media è di 6,7 giorni.  Tutto questo mentre il numero del personale in servizio fa segnare un costante decremento, con circa 100 unità in meno rispetto a tre anni prima. Tra i numerosi reparti ristrutturati, alcuni dei quali ex novo, ci sono Patologia  Neonatale, Pediatria e Chirurgia pediatrica: queste ultime, basi della storica convenzione con l’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma che mira al contenimento dell’emigrazione sanitaria per la bassa-media complessità.
Credo che l’impegno manageriale delle donne sia proteso all’arricchimento della società in misura maggiore e in modo migliore rispetto agli uomini. Non tanto e non solo in termini economici, ma in quanto a valori, cultura e progresso economico e sociale.  Le organizzazioni dirette dalle donne sono più attente ad una maggiore circolazione delle idee e più disponibili  alla crescita individuale dei soggetti. Senza trascurare l’efficienza e l’efficacia riscontrate in queste strutture .
In questi anni è stata riprogrammata tutta l’attività degli ambulatori, che oggi sono in grado di assicurare prestazioni anche nei fine settimana. E’ stato inoltre attivato un numero verde per la prenotazione dei servizi e delle prestazioni ambulatoriali; per andare incontro alle esigenze dei cittadini (il numero verde non era raggiungibile dai cellulari, ma al tempo stesso la crisi ha fatto sì che molte famiglie abbiano rinunciato al telefono fisso), esso è stato poi sostituito dallo 0961, con possibilità di recall quando se il numero è occupato.
In merito ai tempi d’attesa, solo per fare alcuni esempi, si pensi che per una Tac all’addome si attendevano 204 giorni nel 2010, contro i 30 del 2012. Un ecg si prenota oggi dopo 48h, contro i 73 giorni del 2010.
Grazie alla stretta collaborazione con il Direttore Sanitario Alfonso Ciacci e quello amministrativo Vittorio Prejanò è iniziato un virtuoso percorso metodologico che ha reso l’AOPC una struttura profondamente mutata e migliorata, nella visibilità dei tanti nuovi reparti ristrutturati ex novo o delle moderne apparecchiature. Oggi l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro propone eccellenze sanitarie in settori strategici (come il Dipartimento Emato-Oncologico), confortata da un attivo di bilancio che nel secondo anno di gestione ha superato i 9 milioni di euro. Risultati che smentiscono il luogo comune sulla impossibilità di fare “buonasanità” nel Sud e in Calabria in particolare.
 
 

ATTIVITA’ ASSISTENZIALE

Indicatore

Finalità Informative

2009

2010

2011

2012

Peso medio delle prestazioni

E’ un indicatore di complessità. Più alto è il suo valore più la casistica è complessa

0,95

0,97

0,99

0,99

Degenza Media

Esprime i giorni medi di permanenza per ogni ricoverato

6,77

6,77

6,78

6,52

Indice di Rotazione dei posti letto

Indica il numero dei ricoveri mediamente realizzati in 1 anno per ciascun letto

48,02

48,07

48,74

49

Indice di

occupazione totale

(ric. ord.-d.h.-d.s.)

Esprime la percentuale dei posti letto che viene mediamente occupata

0,89

0,89

0,9

0,89

Produttività del personale medico - sanitario

Esprime il numero dei dimessi per ciascun operatore

54,68

52,47

53,72

58






Elga Rizzo 
Direttore Generale Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”

01 febbraio 2013
© Riproduzione riservata


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