Farmaci per Epatite C. In Puglia la maggioranza presenta documento per allargare la platea dei pazienti

Farmaci per Epatite C. In Puglia la maggioranza presenta documento per allargare la platea dei pazienti

Farmaci per Epatite C. In Puglia la maggioranza presenta documento per allargare la platea dei pazienti
Dal documento scaturirà una mozione con cui si chiede al Governo regionale “di istituire, presso l'Ares, un registro regionale per la Epatite C, ed allargare il trattamento eradicante a tutti i cittadini pugliesi che ne sono affetti, andando oltre le prescrizioni fissate dall’Aifa, considerando tale scelta come un investimento per la salute”.

Allargare la platea degli aventi diritto al trattamento eradicante nei pazienti affetti dal virus Epatite C (HCV). È questo l’obiettivo che si prefigge il documento, approvato all’unanimità dalla Commissione sanità del consiglio regionale della Puglia e presentato alla stampa dai consiglieri regionali dei Gruppi di maggioranza Michele Mazzarano (Pd), Giuseppe Turco (PpE), Enzo Colonna (NsP), Napoleone Cera (Popolari) e Mauro Vizzino (EsP).

Nell’illustrare il testo, il capogruppo del Pd Mazzarano, alla presenza del dott. Francesco Guglielmi gastroenterologo dell’Ospedale di Trani, ha fornito i dati relativi alla diffusione della epatite cronica tipo "C" (HCV) in Puglia che “costituisce un grave problema di salute pubblica, in considerazione dello stato di endemia all’interno del territorio regionale, sia pure con differenze rilevabili territorialmente e con una maggiore incidenza nella provincia della BAT”.

“Secondo i dati forniti – affermano in una nota diffusa dal Consiglio i promotori dell’iniziativa -, è noto che grazie all’avvento dei nuovi farmaci per l’Epatite C, è possibile raggiungere l’eradicazione della infezione con rilevanti vantaggi in termini di miglioramento dello stato di salute dei pazienti, oltre che di minori costi per il venir meno della esigenza di fare fronte a trattamenti derivanti allo stato di cronicità e dalle gravi complicanze dell’infezione, quali cirrosi e tumori del fegato”.

In particolare, i dati sulle evidenze epidemiologiche illustrati dalla Maggioranza indicano che, al primo gennaio 2015 nella regione Puglia è stimata una popolazione di circa 23.000 pazienti affetti da infezione cronica di virus Epatite C (HCV), di cui 5.000 pazienti risultano essere stati già avviati al trattamento eradicante secondo i criteri dell’Aifa (ovvero presenza di stadi avanzati di compromissione fibrosa del fegato, c.d. F3 – F4); 5.000 pazienti sono in attesa di essere arruolati secondo i suddetti criteri Aifa; altri 5000 casi risultano candidabili alle cure e 8.000 pazienti risultano essere affetti da HCV positività, sebbene, non rientrando nei criteri di arruolamento Aifa in quanto in stadio FI – F2, che non potrebbero beneficiare del trattamento eradicante.

“Il trattamento dei primi 5.000 pazienti – si spiega nella nota dei promotori – ha generato, nel 2015, un costo totale a carico del Servizio sanitario regionale di circa 140 milioni di euro, di cui 120 milioni sono stati ripianati direttamente dalle Aziende farmaceutiche produttrici attraverso il meccanismo del ‘pay-back’ (ovvero la riduzione del prezzo per volumi di farmaco acquistati). A seguito della diminuzione del costo pro-capite della terapia, il trattamento degli ulteriori 5.000 pazienti dovrebbe costare 80 milioni di euro, dei quali una percentuale, al momento non quantificabile con precisione, dovrebbe essere ripianata mediante “pay-back”. Se a questo si dovesse aggiungere anche la richiesta di accesso alle cure gratuite per gli altri 8000 casi, dovremmo calcolare una somma aggiuntiva di circa 80 milioni”.

Secondo Mazzarano “i protocolli dell’Aifa dovrebbero radicalmente cambiare e per far rientrare il costo da sopportare per tutti i casi, bisogna assumere la valenza strategica di un investimento per la salute, e non deve essere considerata semplicemente alla stregua di un acquisto di beni gravante sulla gestione economica annuale”.

Secondo il consigliere Giuseppe Turco (PpE) “allargare il trattamento è una battaglia di civiltà per la salute dei pugliesi, perché significa ridurre in maniera concreta il rischio di evoluzioni e complicanze in tutta la popolazione interessata”.

Per il capogruppo di Noi a sinistra Enzo Colonna, “per dare coerenza alle cose che si fanno, questa iniziativa ha avuto un riscontro positivo, tant’è che 10 dei 50milioni di euro devoluti alla spesa farmaceutica, sono destinati all’acquisto di questo tipo di farmaci, con l’auspicio che nel medio termine si possa trasformare in un risparmio”.

“Il dovere della politica è quello di dare risposte concrete garantendo la qualità della vita – è quanto ha dichiarato il capogruppo dei Popolari Napoleone Cera – ed estendere le cure il più possibile evitando che la malattia diventi cronica è un modo di fare prevenzione”.

Dal documento presentato scaturirà una mozione con cui si chiede al Governo regionale “di istituire, presso l'Ares, un registro regionale per la Epatite C, ed allargare il trattamento eradicante a tutti i cittadini pugliesi che ne sono affetti, andando oltre le prescrizioni fissate dall’AIFA, considerando tale scelta come un investimento per la salute; a prevedere specifiche modalità di finanziamento e di ammortamento pluriennale, al fine di evitare di aggravare il conto economico delle ASL e dell’intero comparto sanitario regionale”.

15 Novembre 2016

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