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Medici Ambiente: “In Campania si vive peggio e meno a lungo. Le conferme di Iss, Osservasalute 2016 e Registro Tumori”

In Campania si vive meno a lungo, ci ammala di più e più velocemente che in altri luoghi d'Italia. Una drammatica tendenza che non risparmia nemmeno i bambini. A lanciare l’allarme è Antonio Marfella, vicepresidente Isde Medici Ambiente Napoli, commentando gli ultimi dati emersi dagli studi dell’ Iss, dell’Osservasalute 2016 e del Registro Tumori. “Tutte queste analisi – ha detto – confermano le nostre osservazioni scientifiche. Bisogna intervenire subito”.

13 APR - I rifiuti speciali , industriali e tossici, rappresentano l’81% del totale e la loro cattiva gestione crea gravi danni non solo all’ambiente, ma anche alla salute pubblica. Una situazione che ha messo sotto i riflettori troppo spesso la Campania e la sua terra dei Fuochi. Nella stessa Regione è stato riscontrato un eccesso di cancro al polmone che non può essere spiegato solo dall’elevata percentuale di fumatori. Ancora, sempre in Campania, i tumori in età pediatrica hanno uno sviluppo più veloce che nel resto d’Italia e il numero di malformazioni neonatali non può passare inosservato in queste stesse zone della Penisola.

A fare il punto della situazione è Antonio Marfella, vicepresidente Isde Medici Ambiente Napoli, attingendo dagli ultimi dati emersi dagli studi dell’ Iss, dell’Osservasalute 2016 e del Registro Tumori. Dati che secondo Marfella “confermano in pieno tutte le osservazioni scientifiche e l’impegno civile messo in campo dai Medici dell’Ambiente di Napoli e Campania nell’ultimo decennio ed in particolare in Terra dei Fuochi”.

Campania, l’unica regione senza discariche per rifiuti speciali
Ma andiamo con ordine, cominciando dall’Osservasalute 2016 che dedica il capitolo Ambiente a quei rifiuti che danneggiano la salute pubblica, perché gestiti in modo inappropriato. “Ormai da decenni – ha aggiunto il vicepresidente Isde Medici Ambiente Napoli - la regione Campania dichiara un tragico zero assoluto e non dispone, né procede ad impegnarsi a fare discariche e impianti a norma per smaltire correttamente i rifiuti speciali, industriali e tossici , compreso i radioattivi e gli ospedalieri. La quantità prodotta supera le ventimila tonnellate al giorno, a cui si aggiungono circa seimila tonnellate, sempre al giorno, di rifiuti speciali prodotti in regime di evasione fiscale e quindi da smaltire obbligatoriamente in modo illegale con danno certo alla salute pubblica”.

I campani “divorati” dal cancro ai polmoni
Lo stesso studio sottolinea anche la presenza di un eccesso di cancro al polmone in Campania: “è vero che detiene la percentuale maggiore di fumatori d’Italia – ha continuato Marfella - ma la differenza percentuale tra la quota di fumatori campani registrata (22,2 %) rispetto alla media nazionale (19,6 %), mostra una forbice ben più ristretta di quella del cancro al polmone, 21 contro 10. Una corretta lettura dei dati lascia intendere la presenza di cofattori persino più importanti della prevalenza dei fumatori individuali, rispetto alla media italiana”.

I tumori dei bambini corrono più veloci che nel resto d’Italia
Il vicepresidente Isde Medici Ambiente Napoli parla, poi, delle ultime analisi diffuse dal registro tumori pediatrico che “di fatto - ha detto - conferma quello che già da tempo, almeno tre anni, aveva dichiarato la Società di Pediatria sui tumori infantili in Italia e in Campania. Posto che l’Italia, in termini di tumori infantili, è la peggiore Nazione Europea con un tasso persino doppio rispetto a quello degli Usa, in questo contesto e analizzando su un ben più lungo arco temporale di un quinquennio (1993 – 2012) appare evidente che la Campania non mostra nessun picco maggiore di cancro infantile, rispetto al resto d’ Italia”. Si tratta di 17.3 casi ogni 100 mila bambini contro i 18.9 della Campania. “Ma ciò che deve far riflettere – ha commentato Marfella – è la velocità di crescita dei tumori pediatrici in Campania, rispetto al resto d’Italia. È risultata maggiore persino di quella delle regioni industriali di Italia”.

L’Isde Medici Ambiente Napoli ha rivolto la sua attenzione anche a Riscripro-Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità. “Qui – ha spiegato Marfella – sono contenuti dei dati particolarmente interessanti sulle malformazioni neonatali. Si riferiscono al 2015, ma sono stati diffusi soltanto ora. Sono in linea tra l’altro con l’ormai storico Studio Bertolaso del 2007 e con Sentieri sempre 2015. Si evidenzia in questo report la distribuzione delle malformazioni a macchia di leopardo non omogenea. Compare inaspettato, insieme al Comune di Villa di Briano, sede accertata di sversamenti tossici dei casalesi, il comune di Grazzanise, sede dell’unico altro aeroporto nelle nostre Province. Come non pensare alle ditte locali coinvolte, come a villa di Briano, nella preparazione delle piste, degli svincoli autostradali, dell’asse mediano e della manutenzione delle strade di servizio a tale importantissima struttura militare? – si chiede il vicepresidente - Perché non pensare prima ad un mancato controllo ambientale nella costruzione e nella manutenzione delle infrastrutture locali prima di pensare ai cattivi stili di via individuali e-o a difetti genetici ereditari nella popolazione dei Comuni di Villa di Briano e Grazzanise?”
I Medici dell’Ambiente Napoli sono intenzionati a dare una corretta spiegazione di tutti questi dati “per dimostrare – hanno detto - solo da che parte stiamo”. Potere e soldi non c’entrano.
“Possiamo dire – hanno aggiunto - che il peso del mancato controllo degli stili di vita collettivi e di lavoro risulta ben maggiore di quanto si vuole fare credere. Innanzitutto, per sottrarre responsabilità alla politica e consentire di mantenere posizioni di ignavia gestionale nella mancata soluzione dei problemi in questi settori, come la tracciabilità dei rifiuti speciali o la lotta al lavoro nero, che continuano a determinare un consistente danno alla salute pubblica in Campania. La perdita di anni di aspettativa di vita media nella nostra regione non industriale continua a non fermarsi. Tutte, e sottolineiamo tutte, le patologie cronico degenerative con smantellamento del Ssn e del welfare – hanno concluso – non fanno altro che peggiorare”.
 

13 aprile 2017
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