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Sicilia. Insegnati contro il piano straordinario contro il morbillo: “No a obbligo vaccinale per personale scolastico” 

Nei giorni scorsi, una direttiva dell’Assessorato alla Salute stabiliva la necessità della verifica dello stato vaccinale di tutto il personale sanitario e delle scuole e l’offerta attiva gratuita del vaccino a questo target. IL PIANO STRAORDINARIO

16 APR - “Come docenti e genitori coscienziosi e responsabili, riteniamo che la Scuola e la società debbano promuovere l’inclusione nelle Istituzioni scolastiche di tutti gli operatori scolastici e di tutti gli alunni, indipendentemente dal loro stato vaccinale, incoraggiando il dialogo tra le istituzioni e quei cittadini che sempre più spesso decidono di chiedere maggiori informazioni e rassicurazioni sulle vaccinazioni”.

Sono queste le parole con cui gli insegnati e il personale scolastico riunito sotto la sigla ‘La scuola che accoglie’, nata all’indomani del varo della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale, esprime dissenso contro la direttiva con cui, nelle scorse settimane, la Regione Sicilia ha varato un piano straordinario contro il morbillo.

Gli insegnanti contestano soprattutto il punto (n°6) in cui la direttiva stabilisce la necessità della verifica dello stato vaccinale di tutto il personale sanitario e delle scuole e l’offerta attiva gratuita a questo target del vaccino.


“Apprendiamo dai media le dichiarazioni circa la predisposizione di un piano straordinario di screening vaccinale esteso a docenti e Ata della Regione Sicilia. Abbiamo appreso anche dell’esistenza di un’emergenza morbillo nella medesima regione”, scrivono in una lettera aperta indirizzata agli assessori siciliani all’Istruzione e alla Salute.
 
“Chiediamo tuttavia come mai non siano state finora osservate le avvertenze e le precauzioni previste nell’odierna pratica vaccinale, la quale prevede (cfr. le voci “Avvertenze e Precauzioni” dei bugiardini dei vaccini) che i bambini appena vaccinati debbano evitare, per sei settimane, lo stretto contatto con persone in particolari stato di salute e in gravidanza”, scivono.

“Facciamo rilevare - aggiungono gli insegnanti - come peraltro già in altre sedi hanno fatto notare le associazioni e i sindacati Anief, ANP, CISL, Cobas, FLC CGIL e USB, che la legge n. 119/2017 sull’obbligo vaccinale ha gravato di ulteriori oneri e responsabilità le figure professionali dei dirigenti scolastici, docenti e Ata, mettendo a rischio anche il rapporto didattico-educativo, di fiducia e di corresponsabilità che vi è sempre stato tra le istituzioni scolastiche e le famiglie. Facciamo rilevare inoltre che la legge in questione sta attualmente causando un’ulteriore perdita di organico del personale docente a causa delle famiglie che scelgono di ritirare i bambini da una scuola nella quale non credono più, poiché essa non preserva ciò che invece per natura dovrebbe difendere: il pluralismo culturale, il pensiero critico e libero, la diversità di opinione, le libertà individuali, di opinione, di scelta e di insegnamento”.

“Rientra nelle nostre competenze umane e culturali essere professionisti attenti e sensibili al tema delle vaccinazioni e a tale riguardo ci siamo informati scrupolosamente, consultando un’abbondante documentazione medico-scientifica e venendo purtroppo a conoscenza di numerose sentenze – anche recenti – di risarcimento per danni da vaccino”, continuano. “Dobbiamo considerare con attenzione le parole del premio Nobel Luc Montagnier che, intervenendo al convegno dell’Ordine dei Biologi del 2 marzo 2018 a Roma, ha dichiarato: “Non sono contro le vaccinazioni, sono un buon modo per prevenire le malattie, ma i tempi sono cambiati. Il principio di precauzione andrebbe adottato quando si parla di problemi di salute. Il mio suggerimento è non fare vaccini senza prima effettuare controlli del caso. (…) Dobbiamo essere cauti quando proviamo nuovi tipi di vaccini soprattutto quelli obbligatori. E la scienza deve includere tutti i fatti, anche quelli non in linea con teorie precedenti. Se parla solo degli aspetti positivi delle vaccinazioni, eludendo il resto, creiamo una pseudo scienza”.
 

16 aprile 2018
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