“Accesso diretto al fisioterapista”. Ecco la proposta dell’Aifi

“Accesso diretto al fisioterapista”. Ecco la proposta dell’Aifi

“Accesso diretto al fisioterapista”. Ecco la proposta dell’Aifi
Se ne è parlato al convegno promosso il 10 giugno a Cagliari per presentare le proposte per lo sviluppo della professione e la sostenibilità del sistema. Appropriatezza, responsabilità, accreditamento diretto professionale, lavoro di equipe, sistema integrato di cure nel territorio le parole chiave.

Accesso diretto al fisioterapista e superare mento del “modello prestazionale” per arrivare a identificarne uno che assegni maggiori responsabilità ad ogni professionista ed all'equipe, abbandonando la logica di gestione gerarchica a favore di quella orizzontale e trasversale, per arrivare a progettare un sistema di cure integrato che ponga realmente al centro la persona. Questo è quanto è emerso dalla giornata organizzata dall’Associazione Nazionale Fisioterapisti a Cagliari lo scorso 10 giugno che ha riunito professionisti, amministratori regionali e politici nazionali sul tema “Modelli Organizzativi a supporto dello sviluppo della professione del fisioterapista: proposte per un miglioramento qualitativo dei servizi”.

Un esempio concreto di superamento del modello prestazionale, secondo l’Aifi, possono essere considerate le nuove “Linee Guida per la riqualificazione delle Cure Primarie”, che “puntano l'attenzione alla programmazione degli interventi nel territorio e al sostegno del modello di ‘Sanità di Iniziativa’ (modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che non aspetta il cittadino in ospedale (sanità di attesa), ma gli ‘va incontro’ prima che le patologie insorgano o si aggravino, garantendo quindi al paziente interventi adeguati e differenziati in rapporto al livello di rischio, puntando anche sulla prevenzione e sull’educazione)”. Il paradigma concettuale che AIFI propone al sistema per migliorarne la sostenibilità si fonda dunque sull’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse professionali in un’organizzazione per livelli differenziati di complessità di cure.

Alla tavola rotonda promossa nel corso della giornata, alla quale hanno partecipato Luigi Arru, Assessore regionale alla sanità, Laura Bianconi Senatrice, Commissione Igiene e Sanità del Senato,  Matteo Dall’Osso, Deputato, Commissione Lavoro della Camera, Nerina Dirindin, Senatrice, Commissione Igiene e Sanità del Senato, insieme al Presidente Nazionale AIFI Mauro Tavarnelli, è emersa la necessità di semplificare/velocizzare i processi obbligatori per l’accesso alle cure eliminando gli “orpelli”, come le “doppie visite” oggi spesso necessarie per l'accesso alla fisioterapia. Gli attuali percorsi così organizzati appesantiscono, infatti, le liste d’attesa e i costi a carico sia del cittadino che del SSN, non essendo peraltro sostenuti da reali necessità cliniche né organizzative.

AIFI Sardegna ha sottolineato che è necessario giungere all’”Accesso diretto al fisioterapista” anche “per rispondere a bisogni espressi da cittadini residenti in contesti geografici difficili e distribuire capillarmente la capacità di presa in carico”.

In considerazione della necessità di aumentare l’appropriatezza in riabilitazione e di sfruttare le migliori prassi in fisioterapia, le senatrici Dirindin e Bianconi si sono impegnate all’apertura di una “finestra” sulla fisioterapia/riabilitazione nell’ambito dell’Indagine Parlamentare sulla Sostenibilità del SSN, al fine di monitorare e valorizzare le buone pratiche presenti nel territorio.

Anche in Sardegna – regione sottoposta a piano di rientro – il cambiamento dei bisogni delle persone, legati all’aumento dell’età media e delle patologie croniche, della disabilità, non-autosufficienza, fragilità, con l’aggiunta delle difficoltà spesso collegate alle caratteristiche orografiche, pone delle sfide che richiedono, come sottolineato da Giuseppe Sechi, Direttore Generale dell’Assessorato Regionale all’Igiene e Sanità, modelli organizzativi diversi che sappiano dare “valore al sistema”.

“Appropriatezza, responsabilità, accreditamento diretto professionale, lavoro di equipe, sistema integrato di cure nel territorio, devono essere – per Aifi – le parole chiave per garantire nel concreto la migliore qualità di vita al cittadino”.

14 Giugno 2016

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