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26 GIUGNO 2022
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Covid. Forme gravi in gravidanza limitate quasi esclusivamente alle donne non vaccinate. I dati europei su Lancet


Nel Regno Unito il 98% delle donne incinte ricoverate in terapia intensiva risultava essere non vaccinato, il 90% in Olanda, il 100% in Norvegia, Danimarca e Finlandia (regione di Helsinki), e l'80% in Italia (Regione Lombardia) con la restante parte che aveva ricevuto una sola dose. Questo il dato emerso da uno studio pubblicato sul Lancet.

28 GEN - Combinando i dati sulle ospedalizzazioni delle donne in gravidanza di sei paesi europei, ossia Regno Unito, Norvegia, Finlandia (regione di Helsinki) e Italia (Regione Lombardia) è emerso che tra quelle più gravemente malate quasi nessuna era stata vaccinata contro il Covid. Questo il dato riportato in uno studio pubblicato sul Lancet, al quale ha contribuito anche il gruppo dell’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Istituto Superiore di Sanità coordinato da Serena Donati.
 
Più nel dettaglio, nel Regno Unito il 98% delle dinne incinte in interapia intensiva risultava essere non vaccinato, il 90% in Olanda, il 100% in Norvegia, Danimarca e Finlandia (regione di Helsinki), e l'80% in Italia (Regione Lombardia) con la restante parte che aveva ricevuto una sola dose.
 


 
Nello studio si ribadisce come le donne incinte continuano a essere escluse dalla maggior parte degli studi clinici sui vaccini e sui farmaci contro il Covid. A questo si accompagna una notevole esitazione nei confronti del vaccino tra le donne in gravidanza. Questa esitazione "persiste, anche se attualmente gli esiti avversi dell'infezione da Sars-CoV-2 sono in aumento tra le donne in gravidanza e dopo il parto in molti paesi, mentre questi stanno migliorando nella maggior parte dei casi negli altri gruppi". L'impatto della variante omicron risulta essere ancora sconosciuto in tal senso.
 
L'esitazione vaccinale in gravidanza, si spiega, "non è un fenomeno nuovo". Vengono identificati in particolari tre fattori che influenzano l'accettazione dei vaccini da parte dei genitori, sia per loro che per i loro figli: fiducia nell'efficacia dei vaccini, fiducia verso gli operatori sanitari e, soprattutto, certezza dei sistemi per valutare la sicurezza dei vaccini.
 
Nel testo si sottolinea inoltre come in molti paesi le donne in gravidanza e subito dopo il parto, così come quelle che pianificano una gravidanza, continuino a ricevere messaggi contrastanti per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini. Anche informazioni fuorvianti sui social media contribuiscono a ostacolare il ricorso alla vaccinazione per queste donne. Questo nonostante i dati osservazionali sulla sicurezza del vaccino, che ora includono più di 250.000 donne, siano "molto rassicuranti". Tral'altro, prevenendo la malattia materna, la vaccinazione può prevenire anche nascite pretermine e decessi neonatali associati.
 
Lo studio riporta poi come le donne in gravidanza  sono "più a rischio di malattie gravi rispetto alle loro coetanee non gravide. Ciò sembra particolarmente vero per la variante Delta, che ha aumentato di 2-3 volte il rischio di ricovero in terapia intensiva tra le donne in gravidanza, con un aumento del 50% delle nascite pretermine iatrogene.Diversi paesi europei (Norvegia, Regno Unito) hanno ha recentemente riconosciuto le donne in gravidanza e dopo il parto come un gruppo prioritario a rischio per la vaccinazione contro il Covid. Questa politica è in vigore da ancora più tempo in altri paesi (Belgio, Danimarca), ma non è ancora universale (ad esempio, in Italia, Paesi Bassi e Finlandia le donne in gravidanza non hanno la priorità)".
 
I tassi di vaccinazione contro il Covid tra le donne gravide in Europa risultano essere molto variegati e oscillano tra il 22% in Inghilterra e l'80% in Norvegia. Tirando le conclusioni i ricercatori rimarcano come "i nostri risultati enfatizzano il messaggio alle donne incinte non vaccinate, ai loro partner, agli operatori sanitari che si prendono cura delle donne incinte, ai decisori e ai politici che la vaccinazione protegge dalle malattie gravi. Mentre il mondo sta entrando in una nuova fase della pandemia , con la variante Delta che viene rapidamente superata dalla variante Omicron, le vaccinazioni di richiamo sono sempre più importanti per fornire protezione contro il Covid grave, specialmente in gruppi vulnerabili come donne in gravidanza e donne dopo il parto o donne che vogliono una gravidanza. Tuttavia, un gran numero di donne in gravidanza e dopo il parto in contesti a basso, medio e alto reddito non ha ancora ricevuto nemmeno una singola dose di vaccinazione. Il sistema sanitario così come le azioni individuali sono ora chiaramente necessarie".

28 gennaio 2022
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