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Carenza farmaci. Pesenti (Adf): "È dovuta a industrie che non consegnano e a farmacisti che esportano"

Questo il quadro della situazione illustrato dal presidente dell'Associazione distributori farmaceutici che non ci sta a dover passare per capro espiatorio. "Noi, delle tre categorie della filiera preferiremmo l'applicazione del prezzo unico europeo".

23 GEN - Sul grave problema dei farmaci introvabili interviene il presidente dell’Adf (Associazione Distributori Farmaceutici aderente a Confcommercio), Aldo Pesenti, affermando che “qualsiasi azienda grossista potrebbe inondare il Ministero della Salute con le note d’ordine trasmesse alle industrie produttrici di quel centinaio di farmaci di cui finalmente ci si sta preoccupando. Ordini che le industrie tagliano anche del 90%, anche se le quantità ordinate si mantengono al livello storico degli ordinativi aziendali”.

​“L’export è ammesso dalla legge per la buona ragione - prosegue Pesenti - che favorisce i cittadini europei, nello specifico quei cittadini dei Paesi a cui il farmaco esportato viene destinato. Questa è la soluzione trovata dall’Europa anche se noi delle tre categorie della filiera preferiremmo la soluzione del prezzo unico europeo. Tra l’altro, avere i prezzi più bassi degli altri è un danno che si aggiunge ad una marginalità per le aziende distributrici già insufficiente a coprire i costi del servizio di rifornimento veloce di tutte le farmacie”.


​“L’Adf non è contraria ad una regolamentazione che dia priorità alla copertura sanitaria del territorio nazionale, ma non accetta la mistificazione per cui, tra industrie che non consegnano certi farmaci ai distributori mentre li hanno sempre a disposizione del farmacista che chiami il loro call center e farmacisti che si improvvisano pseudo-grossisti per fare i mini-esportatori, la responsabilità delle carenze ricada su un unico capro espiatorio - ha spiegato il presidente Adf -. E saremmo perplessi se le autorità non verificassero le affermazioni di ciascuno dei soggetti coinvolti e ancor peggio se prendessero decisioni di carattere legislativo ascoltando solo Farmindustria e Federfarma, in violazione del principio di imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione”.

23 gennaio 2014
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