Influenza. Ricciardi (Iss): “Alcune centinaia di morti in più per colpa del caso Fluad”. Vaccinazioni diminuite fino al 30%. 

Influenza. Ricciardi (Iss): “Alcune centinaia di morti in più per colpa del caso Fluad”. Vaccinazioni diminuite fino al 30%. 

Influenza. Ricciardi (Iss): “Alcune centinaia di morti in più per colpa del caso Fluad”. Vaccinazioni diminuite fino al 30%. 
L’influenza è ancora oggi in Italia la terza causa di morte per patologia infettiva dopo AIDS e tubercolosi. Ma la percentuale di persone  che si vaccinano è in calo. Solo quest’anno tra il 20 e il 30% in meno anche a causa dell’effetto psicosi suscitato dal caso Fluad. Iss al lavoro per mappare la situazione ma dai primi dati la bassa immunizzazione avrebbe portato a “centinaia di morti in più”.

In Italia l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo AIDS e tubercolosi. Ogni anno vengono colpite in media 4 milioni di persone. Negli anziani la malattia può causare complicanze tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, portare alla perdita dell’autosufficienza e, in casi estremi, alla morte. Sono circa 8.000 all’anno i decessi correlabili all’influenza, di cui l'80% è rappresentato da anziani. E in questi casi il vaccino è lo strumento più efficace anche se dopo il caso Fluad si è registrata una drastica diminuzione delle vaccinazioni. In questo senso, alcuni numero sono emersi durante il convegno "La longevità nasce dalla prevenzione. Il contributo della vaccinazione per la salute dell'anziano", promosso da Italia Longeva oggi a Roma.
 
“La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per la prevenzione delle malattie infettive. È pertanto importante combattere le resistenze ideologiche e fare corretta informazione ai cittadini, sottolineando che la vaccinazione rappresenta una risorsa, non una minaccia, che contribuisce a guadagnare anni in buona salute. I malintesi comunicativi concorrono a determinare un calo delle vaccinazioni, osservabile ad esempio nel caso della vaccinazione anti-influenzale, mai così bassa come negli ultimi anni (-20-30%)”, ha dichiarato Walter Ricciardi, Professore di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma che ha poi evidenziato come “stiamo facendo come Istituto Superiore di Sanità uno studio per valutare gli effetti del calo delle vaccinazioni e i risultati preliminari ci dicono che un eccesso di mortalità c'è stato, oltre agli ottomila morti che sono la norma ogni anno ce ne sono stati alcune centinaia in più”.
 
Sull'efficacia e la sicurezza del vaccino, ha sottolineato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, non ci sono dubbi. ''Da uno studio sugli anziani nelle Residenze sanitarie assistenziali, quelli cioè in condizioni peggiori, è emerso che il rischio di morte con il vaccino cala del 25% – ha spiegato -. Vaccinare è uno dei segreti della longevità''. Oltre all'influenza, hanno sottolineato gli esperti al convegno, gli altri 'nemici' degli anziani prevenibili sono la polmonite pneumococcica, per la quale nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con più di 65 anni e anche l'herpes zoster, alias "Fuoco di Sant'Antonio".
 
 “Se prendiamo in considerazione – ha sottolineato Roberto Messina, presidente di FederAnziani Senior Italia – l’influenza le cui complicanze producono circa 8 mila morti l’anno, FederAnziani ha sempre sostenuto che la migliore copertura per i soggetti over 65 sia il vaccino adiuvato perché ritenuto migliore per il cittadino anziano. Vaccinarsi con un prodotto non adiuvato significherebbe solo avere una copertura inferiore. Per quanto riguarda la vaccinazione antipneumococcica sarebbe preferibile far sì che siano i medici di medicina generale ad occuparsene evitando per il cittadino senior tutte le più complicate procedure presso gli uffici di competenza delle Asl. In particolare, poi, sarebbe meglio per gli over65 vaccinarsi con prodotti che non necessitino di richiami dopo 5 anni ma che possano essere somministrati una sola volta nella vita”.

14 Aprile 2015

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