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Italiani popolo di allergici. I giovani più propensi all’automedicazione

Un’indagine di Assosalute, presentata oggi a Milano, evidenzia come la maggioranza degli italiani lamenti almeno un disturbo legato a qualche forma allergica. Per quanto riguarda le cure, i giovani sono più propensi a usare farmaci da banco, mentre gli over “anta”si rivolgono a medici e farmacisiti.

16 MAR - La primavera in arrivo porterà con sé bella stagione e buonumore, ma anche pollini e difficoltà per chi soffre di allergie. In un’indagine di Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, svolta a febbraio 2017 su un campione di 1.000 italiani, il 40% ha dichiarato di soffrire di qualche forma allergica, mentre il 19,5% sostiene di avere malesseri più o meno forti tutte le primavere. Il dato, in aumento rispetto al 16,7% rilevato nel 2014, non evidenzia differenze significative tra uomini e donne, mentre accende i riflettori sull’età. Il problema sembra essere particolarmente diffuso tra i giovani: un under 30 su quattro si dichiara infatti allergico.
 
“Il calcolo di prevalenza riferisce un 30% circa di adolescenti con rinite, con trend in crescita – precisa Giorgio Walter Canonica, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAC), a Milano per la presentazione dei risultati dell’indagine Assosalute – Si è calcolato che questa stessa popolazione potrebbe arrivare al 50% nel 2020”. I sintomi più diffusi sono starnuti, prurito agli occhi, lacrimazione e naso chiuso, le conseguenze più frequenti difficoltà a dormire, maggiore irritabilità e cattivo umore.
 
“Per la mia esperienza il fattore negativo più riportato è la perdita di produttività al lavoro o a scuola”, evidenzia Canonica. E le conseguenze non riguardano solo i diretti interessati, ma anche chi convive con un allergico e si vede limitato nella propria quotidianità: l’irritabilità e il cattivo umore causati dall’allergia possono infatti creare situazioni di contrasto e litigi in famiglia (come dichiarato dal 41,6% del campione), limitare la vita all’aria aperta (40%) e le interazioni sociali (21,1%).

 
Quali rimedi?
Per gestire l’allergia quasi un italiano su due (il 47,2%) ricorre all’automedicazione con farmaci da banco che conosce per esperienza (antistaminici e antiallergici, decongestionanti, vasocostrittori e corticosteroidi). La percentuale è in aumento rispetto al 2014 (quando si attestava al 42,5%) e arriva al 56,1% tra coloro che dichiarano di soffrire di rinite allergica tutti gli anni. Inoltre, circa il 32% si affida al consiglio di uno specialista della salute, medico o farmacista. Il 18,6% si affida a prodotti naturali mentre solo il 6,8% dichiara di aver fatto ricorso al vaccino.

Più in generale, si rileva un’alta propensione a combattere i sintomi delle allergie respiratorie: rispetto ai dati della medesima indagine effettuata nel 2014, diminuisce di 9 punti percentuali – attestandosi al 13,3% – la fetta di coloro che dichiarano di aspettare che l’allergia passi da sola. “Un dato interessante è che i più giovani tendono a ricorrere all’automedicazione, mentre le persone più avanti con l’età si affidano alla consulenza di un medico o di un farmacista – evidenzia Canonica – Questo significa che la popolazione ha una maggiore consapevolezza della malattia rispetto al passato”.
 
Chi tendenzialmente gode di buona salute fa uso dei farmaci da banco, mentre chi ha altre comorbidità preferisce essere indirizzato da un esperto. Resta bassa la quota di chi ricorre al vaccino o immunoterapia specifica (poco oltre il 6%), una soluzione in grado di “modificare la storia naturale della malattia: con una terapia di 3-4 anni – evidenzia Canonica – si può arrivare a una protezione per gli otto anni successivi”. Il problema resta il rapporto costi-benefici e l’accessibilità al farmaco: “Ci sono regioni come la Lombardia che prevedono il rimborso, mentre altre no – sottolinea Canonica – Questo potrebbe costituire un deterrente”.

I consigli per affrontare la primavera
Ecco i suggerimenti degli esperti agli allergici per la stagione in arrivo: evitare di uscire all’aperto nelle ore centrali della giornata, quando è maggiore la concentrazione di pollini, respirare con il naso piuttosto che con la bocca; ridurre le passeggiate in parchi o giardini; consultare i calendari pollinici per conoscere per tempo la fioritura di erbe come le graminacee e poter adottare i giusti accorgimenti nei periodi indicati.
 
Per quanto riguarda l’igiene personale, il consiglio è di fare la doccia e lavarsi i capelli quotidianamente, per contrastare i pollini e gli altri allergeni che si depositano tra gli abiti e i capelli, senza dimenticare il lavaggio delle cavità nasali, che funzionano da filtro e trattengono i pollini. In casa, invece, è importante sostituire frequentemente le lenzuola, lavare spesso il pavimento, evitare di usare l’aspirapolvere a meno che non sia dotata di specifici filtri.
 
Bisognerebbe evitare il contatto con tappeti, moquette, tappezzerie e peluche, tutti oggetti in cui si depositano i pollini e gli altri allergeni. Infine, occorrerebbe tenere le finestre il più possibile chiuse durante la giornata, ricambiando l’aria al mattino presto o alla sera tardi, quando la concentrazione pollinica è più bassa.

16 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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