“Il nuovo Direttore di Aifa? Per me questa volta hanno scelto bene”. Intervista a Stefano Vella

“Il nuovo Direttore di Aifa? Per me questa volta hanno scelto bene”. Intervista a Stefano Vella

“Il nuovo Direttore di Aifa? Per me questa volta hanno scelto bene”. Intervista a Stefano Vella
Il primo commento, e positivo, sul nuovo direttore generale dell'Agenzia del farmaco arriva proprio da chi non te l'aspetti, ovvero da Stefano Vella che fino a pochi giorni fa di Aifa era il presidente. Carica che ha lasciato per sua scelta. “Selezionata una persona che sa il mestiere suo”.

“Secondo me Luca Li Bassi come direttore generale di Aifa è una bella scelta”. L’endorsement, che rompe il silenzio seguito all’annuncio del nuovo Direttore, arriva nientemeno da una persona che non ti aspetti. Stiamo parlando di Stefano Vella che fino a pochi giorni fa dell’Agenzia del farmaco era il Presidente. Carica che ha lasciato il 24 agosto.
 
Dottor Vella iniziamo proprio dalle sue dimissioni, che tanto rumore hanno creato.
La questione per me è semplice. Io non sono d’accordo, eticamente e scientificamente, sulla politica del Governo sulla questione migranti, e, in particolare, per come è stato affrontato il caso della nave Diciotti. Poiché sono critico sull’operato dell’Esecutivo, ma ricopro una carica apicale che dipende direttamente dal Governo, ho ritenuto doveroso e corretto, per rispetto istituzionale, rassegnare le mie dimissioni da Presidente dell’AIFA. Diciamo che in altri Paesi, è un atto dovuto e “normale”.
 
Però il nuovo Direttore scelto dal Ministro della Salute le piace.
Sì, posso dire che è una buona scelta. Questa volta il Ministero ha lavorato bene.
 
Su quali basi dà un giudizio positivo di Li Bassi? Lo conosce?
Non lo conosco personalmente. Ma ho avuto modo di vederlo all’opera al Global Fund, quando ero rappresentante dell’Italia nel Board (a quel tempo il nostro Paese era uno dei maggiori contributori).
 
E allora, cosa si aspetta da Li Bassi all’opera?
Li Bassi si è occupato dell’accesso ai farmaci essenziali per le grandi malattie della povertà. Ovvero di come dare la possibilità ai cittadini di Paesi economicamente svantaggiati di avere accesso ai farmaci. Un settore enorme, anche più grande di quello che dovrà gestire in AIFA. Insomma, ripeto, questa volta hanno selezionato una persona che sa di cosa stiamo parlando quando si parla di “accesso” ai farmaci. E’ una sfida che non riguarda più solo il divario tra Nord e Sud del mondo, ma anche i Paesi più ricchi. Il problema della sostenibilità del nostro Sistema Sanitario universalistico per quanto riguarda l’accesso ai farmaci è una priorità. Stanno arrivando medicine che costano moltissimo, ma che sono in grado di migliorare la vita di migliaia di pazienti. Un medico che si è occupato di accesso ai farmaci per le persone svantaggiate, potrà far bene. Penso che riuscirà a mettere intorno a un tavolo tutti gli attori, e trovare la quadra. Non possiamo tollerare che ci siano pazienti di serie A e di serie B per quanto riguarda i farmaci.
 
E che dice di come è stato scelto il nuovo Dg?
Posso dire che la commissione selezionatrice, i cui componenti ora finalmente conosciamo, è di prim’ordine, si tratta di esperti riconosciuti dalla comunità scientifica per la loro competenza. 
 
Se dovesse dare un consiglio non richiesto al nuovo Direttore?
AIFA è una macchina molto complessa.  Oltre agli aspetti scientifici, farmacologici e di rimborsabilità da parte del SSN, vi sono importanti aspetti “manageriali” che vanno affrontati. Il personale, che è straordinariamente competente, va motivato, facendo capire all’esterno che l’AIFA lavora per la salute di tutti coloro che vivono sul nostro territorio.  

  
Luciano Fassari

Luciano Fassari

06 Settembre 2018

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