Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Lunedì 15 OTTOBRE 2018
Scienza e Farmaci
segui quotidianosanita.it

Anziani. I social media “spezzano” il legame tra dolore e depressione

L’uso dei social media è in grado di indebolire il legame tra dolore e depressione nelle persone anziane. A suggerirlo è uno studio americano pubblicato da Journals of Gerontology che ha preso in considerazione più di 3 mila over 67

11 OTT - (Reuters Health) - Le persone che soffrono di dolore cronico sono a rischio di depressione. E quando il dolore li costringe a stare a casa più tempo, con la conseguenza di interagire meno con amici e familiari, questo rischio è più elevato.

Lo studio. 
Shannon Ang, dell’Università del Michigan di Ann Arbor, e Tuo-Yu Chen, della Pennsylvania State University, hanno preso in considerazione 3.401 persone di oltre 67 anni, che tra il 2013 e il 2014 avevano preso parte al National Health and Aging Trends Study. Ogni mese, in media, i partecipanti si impegnavano in un’attività sociale come andare a messa o partecipare a una riunione di un club, e due attività sociali informali, come trascorrere del tempo libero con gli amici a casa.

Circa un terzo dei partecipanti viveva da solo e 1.833, pari al 54%, hanno dichiarato di essere stati infastiditi dal dolore, nel mese precedente l’indagine. Solo il 17% dei partecipanti, inoltre, hanno usato i social network. Tra le persone con dolore, il tasso di depressione si è rivelato inferiore quando queste usavano i social media. Il 6% delle persone attive sui social avrebbe infatti riferito anche minori sintomi  di depressione, contro il 15% di coloro che non usavano social.


I commenti
. “Usare i social per mantenere i contatti con familiari e amici è un buon modo per compensare la limitiazione delle proprie attività sociali a causa del dolore, anche se non sostituisce i benefici il fatto di un’interazione reale”, spiega Ang. “E’ noto che il supporto sociale sia utile per la depressione e per i sintomi fisici”, aggiunge William Pirl, del Dana-Faber Cancer Institute di Boston, che non era coinvolto nello studio. Tuttavia, l’esperto non raccomanda l’uso dei social a tutti gli anziani. “Le persone rispondono in modo diverso a questi mezzi. Alcuni, per esempio, possono diventare più ansiosi ascoltando storie di altre persone o di altri trattamenti per le patologie di cui soffrono”, conclude Pirl.

Fonte: Journals of Gerontology
 

Cheryl Platzman Weinstock
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

11 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Scienza e Farmaci

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy