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Dmgv. Biomarker per valutare l’efficacia dell’esercizio fisico?

Uno studio USA ha individuato nel dimetilguanidino valerico (DMGV) un biomarker in grado di predire l’efficacia dell’esercizio fisico in una persona. Gli autori dello studio sono partiti dal fatto che questa molecola diminuisce sensibilmente nei pazienti che si sottopongono a chirurgia bariatrica. Un alto livello nel sangue di DMGV è legato a tassi elevati di colesterolo

12 GIU - (Reuters Health) – Alti livelli ematici di dimetilguanidino valerico (DMGV) possono indicare che le persone che traggono meno beneficio dagli esercizi fisici di resistenza secondo una ricerca pubblicata online sulla rivista JAMA Cardiology il 5 giugno.
 
“In un lavoro precedente, il nostro gruppo ha dimostrato che il DMGV è un biomarcatore del grasso epatico e che i livelli di molecola circolante sono associati allo sviluppo del diabete mellito, oltre 12 anni prima dell’insorgenza della malattia”, ha spiegato il Dr. Robert Gerszten di Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, in un’intervista via mail a Reuters Health. “Abbiamo trovato particolarmente interessante che le persone sottopose a chirurgia per la perdita di peso presentavano una diminuzione del livello di DMGV, abbiamo quindi deciso di verificare se un intervento sanitario molto più facile da attuare – l’esercizio fisico – potesse modulare il livello della molecola”.

“Abbiamo riscontrato che alti livelli ematici di DMGV erano associati ad un tasso di colesterolo dannoso, a livelli più elevati di grasso viscerale e ad una regolazione anormale dell’insulina e del glucosio in un gruppo di persone normo-peso e senza problemi cardiovascolari”, ha aggiunto.


“Nei partecipanti allo studio, l’allenamento fisico comportava una riduzione dei livelli della molecola. Le persone che di base presentavano livelli più elevati di DMGV, però, beneficiavano meno dell’esercizio in termini di livello di colesterolo e sensibilità all’insulina”. Secondo il ricercatore, tale scoperta “supporta l’idea che le persone rispondano in modo diverso all’esercizio fisico”.

Lo studio
. Gerszten e colleghi hanno analizzato campioni di plasma raccolti prima e dopo l’allenamento dei partecipanti. Questi campioni provenivano dallo studio clinico a braccio singolo Family Health, Risk Factors, Exercise Training e Genetics (HERITAGE) Family Study, durato 20 settimane ed eseguito in più centri tra il 1993 e il 1997.
L’età media dei partecipanti, tutti caucasici, era di 36 anni, il 52% erano donne e l’indice di massa corporea mediano era 25.I dati sono stati aggiustati per sesso ed età.

I risultati. I livelli basali di DMGV erano associati in modo diretto alla percentuale di grasso corporeo, viscerale e addominale, a lipoproteine a densità molto bassa e ai trigliceridi. Erano invece inversamente associati alla sensibilità all’insulina, ai livelli di lipoproteine a bassa densità, alle dimensioni e ai livelli delle lipoproteine ​​ad altadensità.

Sono stati effettuati ulteriori aggiustamenti per il metabolismo di base; i livelli basali di DMGV dopo l’allenamento fisico erano allora positivamente associati a cambiamenti nelle piccole particelle lipoproteiche ad alta densità e inversamente associati ai cambiamenti nelle particelle lipoproteiche ad alta densità medie e totali, nell’apolipoproteina e nella sensibilità all’insulina.

Gli autori concludono che DMGV “è un marker precoce di disfunzione cardiometabolica associato a miglioramenti attenuati dei tratti lipidici e della sensibilità all’insulina dopo l’allenamento” e potrebbe essere utilizzato per identificare i soggetti che beneficiano meno dell’allenamento.

Fonte: JAMA Cardiol 2019

 
Marilynn Larkin
 

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

12 giugno 2019
© Riproduzione riservata


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