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Ismett di Palermo. Vent’anni fa il primo trapianto di fegato in Sicilia

Sono 2197 i trapianti eseguiti all’Ismett da quell’11 luglio 1999, di cui 1227 di fegato. L’8% dei pazienti curati lo scorso anno provengono da fuori regione o da altri Paesi. L’Istituto dispone di 114 posti letto, 20 di Terapia Intensiva e 10 di Pediatria Addominale. Lo scorso anno i ricoveri ordinari sono stati 2779, le sedute di sala operatoria 1585. Grillo: “Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre il divario in sanità fra Nord e Sud”

12 LUG - Era una calda giornata di luglio del 1999 e per la prima volta in Sicilia, all’Ismett di Palermo, veniva realizzato un trapianto di fegato. Un grande traguardo per la sanità siciliana. In Sicilia e in tutto il Sud Italia – fino alla nascita dell’Ismett – non esisteva, infatti, nemmeno un istituto attivo nel settore del trapianto di fegato, fatto che imponeva a medici e pazienti una scelta tra il viaggio “della speranza” (con costi per centinaia di migliaia di miliardi di vecchie lire sulle casse della Regione) fuori dall’Isola o la rinuncia a curarsi.

Oggi sono 2197 (dati al 30 maggio 2019) i trapianti eseguiti presso l’Ismett da quel mese di luglio del 1999, di cui ben 1227 sono gli interventi di trapianto di fegato. L’8 per cento dei pazienti curati lo scorso anno all’Ismett, viene da fuori regione o da altri Paesi. ISMETT è, quindi, riuscito in questi 20 anni non solo a porre un freno ai viaggi della speranza ma anche ad invertire la rotta. I dati sono stati presentati in occasione delle celebrazioni dei 20 anni dal primo trapianto di fegato.

“L’Istituto – ricorda una nota diramata dall’ufficio stampa dell’Ismett -, nato da una sperimentazione gestionale che ha avviato un partenariato pubblico – privato internazionale no profit, è stato il primo ospedale italiano dedicato interamente ai trapianti di tutti gli organi solidi (fegato, rene, cuore, polmone, pancreas)”. Sono 114 i posti letto di cui dispone l’Istituto, di questi 20 sono di Terapia Intensiva e 10 sono quelli destinati alla Pediatria Addominale. Lo scorso anno, il numero dei ricoveri ordinari è stato di 2779, 1585 le sedute di Sala Operatoria. In Ismett lavorano attualmente 887 dipendenti, equamente distribuiti fra uomini e donne.


Dal 2014 è stato riconosciuto ad Ismett il carattere di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per la cura e la ricerca delle insufficienze terminali d’organo. Sono 786 gli articoli pubblicati, 91 i trial clinici già effettuati e 22 quelli in fase di valutazione. In questi 20 anni, infine, Ismett ha attratto in Sicilia fondi per 41.085.739 di euro ottenuti grazie a progetti di ricerca.

E proprio per consentire a ISMETT di avviare progetti di ricerca sempre più ambiziosi, a giugno del 2017 è entrata a far parte della compagine societaria dell’Istituto la Fondazione Ri.MED. Scopo della Fondazione, che ha sede a Palermo, è promuovere, sostenere e condurre, direttamente o indirettamente, progetti e programmi di ricerca nel campo delle biotecnologie con particolare riferimento alla trasferibilità dei risultati nell’area biomedica. Il progetto più ambizioso è la creazione a Carini del Centro di Ricerca di Biomedicina e Biotecnologie (CRBB).

Nei piani futuri dell’Istituto: la creazione del cosiddetto cluster di ricerca ISMETT-Ri.MED. Un progetto importante, che rientra nell’accordo decennale siglato con la Regione Siciliana lo scorso dicembre, e che ha come obiettivo la creazione di un nuovo ospedale da costruire nei pressi del CRBB, così da garantire la completa integrazione fra medici e ricercatori.

12 luglio 2019
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