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Ulss 9 Scaligera. Intervista al Dg Girardi: “Una metodica rivoluzionaria per la cataratta e i trapianti di cornea tra i nostri punti di forza”

Sette strutture, tra ospedali per acuti, riabilitativi ed integrativi di rete, un’estensione che copre 98 comuni e una riorganizzazione a cui si lavora “intensamente con la piena collaborazione di medici, dirigenti e operatori socio sanitari e in trasparenza nei confronti degli utenti”. Tra i punti di forza, il riconoscimento Unicef di “Ospedali Amici dei Bambini” e gli interventi oftalmici eseguiti “con una precisione di gran lunga superiore a quella consentita dagli strumenti tradizionali”

03 GEN - Classe 1965, laurea in Scienze Statistiche, Pietro Girardi è dal 2017 alla guida della Ulss 9 Scaligera. Una Ulss provinciale molto vasta sia per abitanti che per territorio, con un ospedale appena messo a nuovo dopo i gravi danni provocati dall’incendio del 2003. Un DG che crede molto nella comunicazione tra nosocomio e pazienti, come ci racconta in questa intervista in cui illustra i risultati raggiunti nella Ulss ma soprattutto in ambito oftalmologico al Mater Salutis di Legnago, dove è stata messa a punto una metodica rivoluzionaria per gli interventi alla cataratta e i trapianti di cornea.

Quale territorio rappresenta l’Azienda Ulss 9 Scaligera?
Istituita dal gennaio 2017, l’Ulss 9 ridisegna funzioni e competenze delle tre Aziende Socio Sanitarie Locali di Verona e Provincia, che comprendono ben 98 Comuni. Complessivamente, la nuova Ulss opera su di un territorio di 3.097 km quadrati che coincide con l’ambito territoriale della provincia di Verona, seconda provincia in Veneto per estensione e numero di abitanti, ed assicura servizi ed assistenza socio-sanitaria ad una popolazione di 921.557 residenti.


Ci potrebbe parlare della rete ospedaliera Scaligera?
La rete ospedaliera della Scaligera è complessa, perché distribuita in un’area tra le più vaste e variegate del Veneto. Si sta intensamente lavorando alla sua riorganizzazione con la piena collaborazione di medici, dirigenti e operatori socio sanitari e in trasparenza nei confronti dei nostri utenti. Sono ben sette le strutture, tra ospedali per acuti, riabilitativi ed integrativi di rete. Avere più di un ospedale ed operare in modo sinergico, consente maggiore flessibilità e qualità del servizio, e ciò a garanzia della sicurezza del cittadino.

Per il cittadino cosa è cambiato dopo questa ‘rivoluzione’?
Nulla, dato che ospedali e servizi territoriali restano dove e come sono. La rete ospedaliera e distrettuale, così come prevista dalle schede regionali, non viene toccata, anzi è integrata con l’assistenza territoriale.

A proposito di sostenibilità economica, il vostro bilancio è in salute?
Abbiamo chiuso il 2017 in pareggio, un risultato che evidenzia una storica inversione di tendenza per la nostra azienda raggiunto grazie all'erogazione dei finanziamenti regionali della Gestione Sanitaria Accentrata effettuati attraverso l'Azienda Zero, ma anche frutto del lavoro di squadra del personale aziendale, uniti nel perseguire gli obiettivi indicati e fissati dalla Regione.

Un’azienda sana, dunque?
Diciamo che in questo momento, stimolante per tutti noi che stiamo vivendo nell’ambito della riorganizzazione aziendale, quel risultato ci permette di guardare al futuro con serenità. E, mi piace ribadirlo, abbiamo applicato modelli di gestione efficaci senza penalizzare il cittadino, primo nostro interlocutore. Ringrazio dunque tutto il personale dipendente, dirigente e non, sanitario e amministrativo, perché questo è il risultato dell’impegno dedizione di tutti.

Il Veneto è la Regione migliore per la capacità di erogare i Livelli Essenziali di Assistenza in sanità. Cosa vuole aggiungere?
In effetti il recente monitoraggio annuale effettuato dal Ministero della Salute, che ha valutato oltre 30 parametri di efficienza, pone il Veneto al primo posto certificando che il rispetto dei LEA in Veneto è al 100%, cioè al massimo. Ma la sanità veneta è stata sempre promossa a pieni voti, riuscendo a essere anche l’unica Regione italiana a non aver mai imposto addizionali per la sanità e senza aver toccato le tasche dei veneti, come ama dire l’assessore alla Sanità, Luca Coletto.

Tra le eccellenze della Scaligera quali citerebbe?
Innanzitutto i riconoscimenti e le conferme ricevuti dall’UNICEF alle nostre strutture come “Ospedali Amici dei Bambini”, un’iniziativa promossa e verificata periodicamente alla quale partecipano molti ospedali in tutto il mondo. L’Ospedale Fracastoro di San Bonifacio è tra i primissimi in Italia ad aver aderito al progetto, seguito dall’Orlandi di Bussolengo, dal Magalini di Villafranca e dal Mater Salutis di Legnago. Quello di favorire l’allattamento al seno fornendo informazione, supporto e assistenza alle madri sin dall’inizio della gravidanza e poi, dopo il parto, nell’immediato contatto con il bambino è un obiettivo che è stato raggiunto grazie alla formazione specifica di tutte le figure professionali, che in ambito ospedaliero entrano in contatto con le future madri.

L’Ospedale Magalini di Villafranca lo avete finalmente aperto?
La struttura era stata interessata da un importante incendio nel primo mattino di domenica 23 marzo 2003. I danni causati hanno richiesto un intervento progettuale importante. Ora la popolazione di tutto il territorio della Scaligera, e non solo, ha a disposizione un ospedale di ultima generazione, funzionale e in piena efficienza.

Quanto a innovazione e nuove tecnologie, cosa ci può dire?
In tema di innovazione, la Ulss 9 Scaligera può “vantare” tecnologie all’avanguardia in ambito oftalmologico al Mater Salutis di Legnago, dove il direttore dell'Oculistica ha messo a punto una metodica rivoluzionaria. La costante attività di ricerca e la preparazione dei medici, abbinate al “Femtolaser”, un’apparecchiatura all'avanguardia, permettono di eseguire interventi alla cataratta e trapianti di cornea con una precisione di gran lunga superiore a quella consentita dagli strumenti tradizionali. Il risultato è un'innovativa tecnica chirurgica, poco invasiva e con notevoli vantaggi sul piano clinico e post-operatorio, destinata a pazienti affetti da cheratocono, una malattia degenerativa della cornea.

Direttore Girardi, il problema del momento sembra essere la carenza di pediatri, anestesisti, ortopedici, pneumologi e cardiologi. Si lasciano gli ospedali di appartenenza per andare in pensione o nel privato. Cosa sta succedendo?
Anche noi risentiamo del problema. Preoccupano alcune specialità, come gli anestesisti e i medici dei servizi sanitari di base. Credo che le uscite anticipate dei medici dal servizio pubblico abbiano varie ragioni. E poi, come denunciato da più parti, i neo specializzati sono troppo pochi per coprire i buchi lasciati da chi va via, oltre ad avere negli ultimi anni sempre più i concorsi per i quali non ci sono candidati o quasi.

Cosa fare?
Posso dirle cosa facciamo noi tenendo conto del sistema autorizzativo regionale, dell’offerta del mercato e della tempistica delle procedure concorsuali. Si fronteggia la situazione riorganizzando alcuni servizi a livello provinciale e per altri ricorrendo all’esternalizzazione, per quanto è possibile nella loro completezza.

Quanto crede sia importante la comunicazione con il paziente?  
Moltissimo: il nostro sito all’indirizzo www.aulss9.veneto.it è nuovo di zecca e assai funzionale. E’ stato il primo in Veneto ad essere il risultato dell'integrazione dei siti precedenti, un progetto basato sulla revisione globale dei contenuti inseriti, pensato a vantaggio di un concreto utilizzo da parte dei cittadini e diventato il punto di riferimento unico per gli utenti dell'Azienda, in grado di fornire una comunicazione puntuale, aggiornata e omogenea.

Quanto ai social?
Sono attive due pagine facebook, quella del Direttore Generale e quella dell'Azienda Ulss 9, che è al primo posto per numero di fan superando tutte le altre aziende sanitarie venete ed è al 17 posto in Italia per numero di fan nell’ambito sanitario.

Progetti prossimi a partire in questo ambito?
L’attivazione di una piattaforma DEM, con l’obiettivo di produrre newsletter tematiche da inviare con cadenza mensile; l’implementazione di un team dedicato alla produzione di video dirette su facebook, per approfondire specifiche tematiche sanitarie e un sistema di chat all’interno del sito allo scopo di velocizzare ed efficientare il supporto all’utenza.

Un’ultima domanda: se potesse, cosa cambierebbe di quanto si è trovato a gestire da Direttore generale?
In cauda venenum, dicevano i latini! Non si può tornare indietro e forse non sarebbe nemmeno giusto, ma puoi migliorare le cose dove oggi sei e operi. Il primo passo è immaginare il cambiamento, il secondo crederci e il terzo lavorarci sopra per renderlo reale.

Endrius Salvalaggio

03 gennaio 2019
© Riproduzione riservata


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