Veneto. Lanzarin: “Subito gli specializzandi in corsia”. E non chiude su possibilità per i medici laureati

Veneto. Lanzarin: “Subito gli specializzandi in corsia”. E non chiude su possibilità per i medici laureati

Veneto. Lanzarin: “Subito gli specializzandi in corsia”. E non chiude su possibilità per i medici laureati
E’ quanto emerso oggi, all’Azienda Zero a Padova, al termine di un lungo incontro tra la Regione, le Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e gli Ordini dei Medici. Attivato anche l’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica, che diventa il tavolo tecnico dove verranno affinati i contenuti dell’intera operazione il cui primo compito sarà la definizione di un protocollo d’intesa

Tra la Regione Veneto, le Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e gli Ordini dei Medici c’è comunità d’intenti per definire, in tempi molto brevi, un accordo con modalità e numeri precisi per l’inserimento negli ospedali dove c’è carenza di specialisti dei giovani medici specializzandi, a partire da quelli che sono al quarto e quinto anno.
 
E’ quanto emerso oggi, all’Azienda Zero a Padova, al termine di un lungo incontro tra le parti nel quale sono stati fatti importanti passi avanti per il raggiungimento di quello che l’Assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, ha definito “un vero e proprio obbiettivo comune per il quale stiamo facendo squadra nell’interesse del sistema ospedaliero e di quello formativo accademico al fine di dare risposte concrete, urgenti e di prospettiva, a una carenza che non deve in alcun modo incidere sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini”.
 
Nell’incontro di oggi è stata decisa l’immediata attivazione dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica, che diventa il tavolo tecnico dove verranno affinati i contenuti dell’intera operazione, partendo dalla definizione di un protocollo d’intesa che conterrà nuove modalità di collaborazione per la rotazione negli ospedali accreditati degli specializzandi, con maggiori numeri e una maggiore distribuzione sui singoli nosocomi”.
 
“Lavoriamo su due fronti – ha detto la Lanzarin – uno nell’immediato e uno di prospettiva programmatoria. Mentre definiamo con le Università e i Medici tutti i contenuti dell’operazione, la Regione proseguirà con l’applicazione delle decisioni in materia di assunzione di medici laureati e abilitati, ma non specializzati. Il 15 settembre parte la prima chiamata per la specialità di medicina d’urgenza. Vedremo quale sarà l’adesione, e porteremo questo riscontro al Tavolo con le Università”.
 
Oggi si è anche deciso di stendere un accordo per l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno che sono in graduatoria e si è convenuto sull’opportunità (anche questa oggetto dei prossimi incontri tecnici) di allargare il numero degli ospedali veneti accreditati per essere sede di formazione universitaria.
 
“Ragioneremo anche di quelle strutture che, per un motivo o l’altro dovessero rimanere escluse dall’ampliamento degli ospedali accreditati alla formazione universitaria – ha detto la Lanzarin in proposito – e su questi si potrebbero inserire i giovani medici come previsto dalle nostre delibere e formati, in accordo con università e ordini dei medici, nell’ambito della Scuola Regionale di Sanità Pubblica”.
 
Già sul tavolo anche i primi numeri sulle necessità della Regione e sulle potenzialità delle Suole di specialità universitarie.
 
Per la Regione si conferma un fabbisogno generale di oltre 1.300 medici, calcolato all’anno scorso, ma tendenzialmente in aumento anche per le previsioni delle delibere regionali sugli standard da erogare (aumentati) e sulle liste d’attesa da rispettare (ridotte fino a un massimo di 4 ore per un codice bianco).
Tra le branche più in difficoltà, il fabbisogno nei Pronto Soccorso è valutato in 320 medici; 180 è la carenza in medicina interna e geriatria; 80 in pediatria; 70 in ostetricia e ginecologia; 253 in anestesia e rianimazione.
 

09 Settembre 2019

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