Dipendenza da sport, ecco i dati di uno studio internazionale per capire meglio il fenomeno   

Dipendenza da sport, ecco i dati di uno studio internazionale per capire meglio il fenomeno   

Dipendenza da sport, ecco i dati di uno studio internazionale per capire meglio il fenomeno   
Coordinato dall’Università di Trento, ha raccolto le risposte di 3.161 adulti da Italia, Spagna, Regno Unito, Lituania, Portogallo, Giappone e Ungheria. Ne è emerso che il 28% degli intervistati fa uso di sostanze acquistate on line (integratori, anfetamine per dimagrire e anche sostanze ritirate dal mercato). Il 10% si allena in modo compulsivo, il 30% soffre di bassa autostima o è dipendente dalle immagini di corpi perfetti offerti nelle piattaforme on line.  LO STUDIO

Lo sport fa bene, ma per alcuni può diventare un’ossessione e portare a comportamenti sbagliati come l’assunzione di sostanze o l’isolamento sociale. Sono aspetti che emergono dai dati presentati nelle scorse settimane all’Università di Trento e che arrivano da uno studio internazionale per studiare il fenomeno della dipendenza da sport e sostanze usate per raggiungere nel più breve tempo possibile gli obiettivi sportivi prefissati.

Lo studio, coordinato da Ornella Corazza, ordinaria di Psicologia clinica al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, ha arruolato 3.161 adulti (65% donne), provenienti da Italia per il 41,1%, Spagna 15,7%, Regno Unito (UK) 12,0%, Lituania 11,6%, Portogallo 10,5%, Giappone 5,5% e Ungheria 3,5%.

“Da questo studio sono usciti tre fondamentali filoni sulle dipendenze da sport – spiega la professoressa Ornella Corazza –. La prima particolarità che è emersa è che per oltre il 10% delle persone intervistate, svolgono una serie di allenamenti per migliorare il proprio aspetto fisico in forma compulsiva con l’aggravante che gli allenamenti portano per molti di questi all’isolamento dalla società e dalle relazioni”.

“Per oltre un 30% della popolazione presa in considerazione – continua la coordinatrice dello studio – fra l’esercizio fisico e il disturbo d’immagine è caratterizzato da alcune comorbidità con altri tipi di disturbi di tipi psicologico come la dipendenza da social, la bassa stima di sé stessi o la non accettazione del proprio corpo. Nuovo trend nei social media promuove continuamente una rappresentazione visiva di un corpo “in forma” o cosiddetto “perfetto”, particolarmente diffusa tra i giovani, che nasce fra le piattaforme più diffuse: Instagram, Facebook, Tumblr e Twitter, i quali promuovono l’esercizio fisico come un modo per raggiungere un certo aspetto fisico, piuttosto che favorire gli obbiettivi legati alla salute”.

“La terza inclinazione che è emersa dallo studio sulla dipendenza da sport è che per un 28% le persone coinvolte usano tre tipi di sostanze acquistate on line, che spaziano fra i comuni integratori naturali a volte, riscontrato dalle nostre analisi, integratori contaminati, in altri casi per chi soffre di questa dipendenza abusa di farmaci senza prescrizione medica con prodotti ritirati dal mercato per effetti collaterali devastanti, per l’85% dei casi. Il terzo abuso che abbiamo riscontrato sono le sostanze illegali che sono acquistate e consumate per dimagrire attraverso le anfetamine”, conclude Corazza.

Una realtà che la professoressa Corazza ha chiamato come la “società del doping”, ovvero una società che utilizza sempre più sostanze per migliorare il proprio corpo e la propria mente per far fronte ai rapidi cambiamenti del proprio stile di vita e dell’ambiente circostante. Gli individui vulnerabili, in particolare quelli che non sono soddisfatti del proprio aspetto o delle loro prestazioni, sono i principali utilizzatori di questi prodotti, aspirando a migliorare la loro mente e il loro corpo, a rischio di sacrificare la propria salute.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

17 Aprile 2024

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