Caro Oliveti, ma perché quel “no granitico” alla dipendenza dei medici di medicina generale?

Caro Oliveti, ma perché quel “no granitico” alla dipendenza dei medici di medicina generale?

Caro Oliveti, ma perché quel “no granitico” alla dipendenza dei medici di medicina generale?

Gentile Direttore,
è opportuno che il presidente della Fondazione ENPAM esprima il suo “granitico” no alla dipendenza per i Medici di Medicina Generale? Premessa: ho una grande stima professionale ed umana per il dott. Alberto Oliveti che conosco personalmente, visto che oltretutto è anche mio conterraneo. Siamo entrambi  marchigiani e nelle Marche ci siamo più volte incrociati quando lui era rappresentante della FIMMG ed io dirigente regionale. Ma non ho trovato condivisibile il suo no al passaggio alle dipendenza dei Medici di Medicina Generale (MMG) per due ordini di motivi.
 
Il primo riguarda il ruolo con cui  ha preso questa posizione e cioè quello di Presidente  della Fondazione ENPAM, che è l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, di tutti questi professionisti. Non avrei trovato nulla da eccepire se il dott. Oliveti in questo ruolo si fosse limitato ad affermare come ha fatto all’inizio del suo intervento che con questo passaggio si interromperebbe  il più importante flusso contributivo verso l’Ente con il  conseguente affondamento dell’intero sistema pensionistico dei medici e degli odontoiatri.
 
Ma poi il dott. Oliveti è entrato nel merito della questione affermando che è il rapporto di fiducia tra Medico di Medicina Generale e cittadino ad essere il perno di tutto il sistema delle cure primarie. E qui si inserisce la mia seconda obiezione di metodo. Nessun altro dei temi collegati alla evoluzione delle cure primarie è stato preso in considerazione e, quel che è peggio, non è stato ritenuto degno di essere preso in considerazione. Ne cito solo uno  tanto per esemplificare. Un  elemento centrale di una visione non dico moderna, ma diciamo attuale, delle cure primarie è quello della multiprofessionalità/multidisciplanietà delle figure/servizi coinvolti. Il cosiddetto chronic care model  che tutti citano come principale riferimento per un approccio proattivo alla cronicità ha ad esempio in tutti i suoi modelli che si sono sviluppati nel tempo la principale risorsa organizzativa nel team. E quindi il tema centrale è semmai oggi (anche) quello del rapporto fiduciario col team.
 
In un sistema che dovrebbe essere in rapida evoluzione come quello delle cure primarie in cui, centralità del team a parte,  entrano con sempre maggior forza nuove figure professionali (gli infermieri di famiglia e di comunità, non a caso dipendenti) e nuovi strumenti (come la telemedicina) che tutto continui  a ruotare senza possibilità di analisi, riflessione e confronto attorno alla figura del singolo medico di medicina generale e al suo rapporto di fiducia con l’assistito sembra posizione più sindacale che tecnica. Più finalizzata a raccogliere consensi che a immaginare nuovi modelli di cure primarie in cui c’è spazio anche per un ragionamento sulla figura del medico di medicina generale, sul suo ruolo e, perché no,  sul suo inquadramento contrattuale.
 
La enorme difficoltà (raccontata di recente anche qui su QS) a rendere operative in tante Regioni soluzioni organizzative pure “auspicate” da tempo come quelle degli ospedali di comunità e delle case della salute hanno a che vedere anche (non solo, ovviamente) con la natura dei rapporti tra Servizio Sanitario Nazionale e MMG.
 
C’è chi ha autorevolmente parlato a partire dalla esperienza della pandemia di storica arretratezza della medicina di famiglia in Italia ponendo la questione nazionale della medicina generale. E’ dentro analisi come quella citata   che va calato il dibattito senza impedirlo con una muscolare esibizione di un granitico no al passaggio alla dipendenza dei MMG. Il rapporto fiduciario con i suoi assistiti e il non-passaggio alla dipendenza magari alla fine con i dovuti correttivi potrebbero essere ancora la scelta migliore. Ma se non si discute e non si analizza,  non si può correggere.
 
Anche le regole della pallacanestro nel tempo sono cambiate come sa bene il dott. Oliveti che ha praticato questo sport ad alto livello. Una volta il tiro da tre punti ad esempio non c’era. Perché con la Medicina Generale questo non lo si può nemmeno pensare?
 
Claudio Maria Maffei
Coordinatore scientifico Chronic-On

Claudio Maria Maffei

29 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

Meningite, Epatite A ma non solo. Prevenzione in ritardo, infezioni in anticipo: i segnali di oggi non sono da ignorare
Meningite, Epatite A ma non solo. Prevenzione in ritardo, infezioni in anticipo: i segnali di oggi non sono da ignorare

Gentile Direttore, le notizie di questi giorni offrono un quadro chiaro e, per certi versi, preoccupante: le malattie infettive stanno attualmente circolando con modalità e tempistiche che impongono analisi e...

Il Codice Penale e la Dipendenza cronica da Sostanze
Il Codice Penale e la Dipendenza cronica da Sostanze

Gentile Direttore,con la recente sentenza 21/2026 la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso del GUP di Bergamo che era inteso a valutare la legittimità costituzionale dell’art. 95 del codice penale...

Psicologi, il destino delle specializzazioni
Psicologi, il destino delle specializzazioni

Gentile Direttore,con il DDL Professioni in fase negoziale, la comunità degli psicologi ha posto da più parti il tema delle specializzazioni. Vi è un coro quasi unanime che propone l’apertura...

Fare chiarezza sulle rette nelle Rsa
Fare chiarezza sulle rette nelle Rsa

Gentile Direttore, negli ultimi anni il tema delle rette nelle RSA è diventato motivo di incertezza, preoccupazione e talvolta di conflitto. Famiglie disorientate, operatori sotto pressione, Comuni e Regioni alle...