La neuropsichiatria infantile dimenticata dalla Conferenza nazionale sulla salute mentale

La neuropsichiatria infantile dimenticata dalla Conferenza nazionale sulla salute mentale

La neuropsichiatria infantile dimenticata dalla Conferenza nazionale sulla salute mentale

Gentile Direttore,
stupisce e preoccupa che, nell’ambito della conferenza nazionale sulla salute mentale di pochi giorni fa, non sia stato affrontato quasi per nulla il tema della neuropsichiatria infantile, nonostante il disagio neuropsicologico post pandemia dei ragazzi sia in evidente aumento e preoccupi pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili.
 
Stupisce ancor di più tale dimenticanza perché sono state approvate all’unanimità alla Camera due risoluzioni su questo tema e perché il Governo ha stanziato quasi 20 milioni per dare una risposta immediata alle ragazze e ai ragazzi in difficoltà neuropsichica.
 
Sembra davvero, come scrive il prof Ammaniti, che gli adolescenti siano invisibili e che ci si occupi di loro solo quando si comportano in modo spericolato o violento.
 
Che il Covid abbia determinato gravi conseguenze sulla salute mentale degli adolescenti è ormai chiaro a tutti. Anche i dati dell’ospedale pediatrico Sant Joan de Deu di Barcellona, il piu grande ospedale pediatrico spagnolo, segnalano il forte aumento di tentativi di suicidio da parte degli adolescenti, con un aumento di casi da quattro a più di venti a settimana.
 
Ma tutto questo non trova spazio nella conferenza nazionale sulla salute mentale.
 
Riteniamo che sia necessaria una maggiore attenzione alla promozione della salute mentale in età evolutiva nei contesti educativi, scolastici e sociali.
 
È necessario uno stretto raccordo tra ambito educativo, scolastico e sociale con le diverse realtà dell’ambito sanitario, per la promozione della salute mentale di tutti i bambini e adolescenti e il supporto mirato alle situazioni di  vulnerabilità. È necessario implementare investimenti sui primi mille giorni, su asili nido di qualità, sul programma Nati per Leggere. Servono interventi a sostegno delle vulnerabilità familiari, quale il progetto PIPPI, consultori familiari efficienti su tutto il territorio nazionale.
 
È necessario inoltre potenziare, come chiede la presidente della Societa italiana di neuropsichiatria infantile, Antonella Costantino, i servizi territoriali di NPIA, garantendo la presenza dell’equipe multidisciplinare completa (neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, infermieri, assistenti sociali, educatori professionali) con un dimensionamento sufficiente per poter garantire tutte le diverse tipologie di attività (neurologia, psichiatria, disabilità complessa, disturbi specifici), garantendo inoltre un centro diurno terapeutico integrato con equipe per interventi intensivi in ciascun servizio territoriale, per i disturbi psichiatrici in adolescenza e per i gravi disturbi del neurosviluppo nei primi anni di vita.
 
È altresì urgente implementare il numero di posti letto di NPIA per garantire risposte appropriate agli utenti con disturbi sia neurologici che psichiatrici e riconoscere la possibilità di effettuare percorsi integrati tra attività in presenza ed attività in telemedicina e teleriabilitazione nei servizi.
 
Infine è indispensabile creare reti integrate di cura per evitare la frammentazione degli interventi tra i vari servizi e appare indispensabile costituire un osservatorio nazionale sulla salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza.
 
Paolo Siani
Capogruppo PD Commissione infanzia e adolescenza

02 Luglio 2021

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