Criticare l’organizzazione dei medici di medicina generale non vuol dire denigrarli

Criticare l’organizzazione dei medici di medicina generale non vuol dire denigrarli

Criticare l’organizzazione dei medici di medicina generale non vuol dire denigrarli

Gentile Direttore,
noi medici di medicina generale, cure primarie, continuità assistenziale ed emergenza urgenza territoriale, iscritti a Fp Cgil medici e dirigenti del SSN, non sappiamo neppure se siamo più arrabbiati o addolorati a vedere un sistema sanitario pubblico territoriale allo stremo. Ci rivolgiamo ai colleghi, alle colleghe, alle istituzioni e alle altre organizzazioni sindacali di categoria, per promuovere un’azione comune a tutela della salute dei cittadini e a salvaguardia della nostra calpestata dignità professionale e umana. Anche per questo riteniamo pericolose oltre che false e mistificanti le affermazioni che il collega Belleri, nell'articolo comparso oggi su Quotidiano Sanità, rivolge al nostro sindacato, inasprendo un clima divisivo e conflittuale tra i professionisti che è veramente inopportuno in una crisi pandemica.
 
Al contrario di quanto afferma il collega, noi medici della Fp Cgil, abbiamo con forza denunciato le carenze dell'organizzazione della medicina generale, incentrata sulla imposta libera professione, come causa principale dell'isolamento dei professionisti, sovraccaricati dalle richieste dell'utenza. Non vogliamo soffermarci troppo sulla falsificazione offensiva che Belleri fa nei confronti dei suoi colleghi della Cgil. Ci vogliamo invece concentrare sui problemi che affliggono la nostra professione.  Oggi è necessaria una vera riforma incentrata su una nuova organizzazione del lavoro, senza compromessi tra le istituzioni, Governo e Regioni, ed interessi corporativi.  Pensiamo sia necessaria oggi la massima unità di tutti, professionisti e cittadini, per manifestare insieme a favore di servizi integrati e realmente costruiti intorno al cittadino.
 
Nella pandemia, siamo allo stremo delle nostre forze fisiche e mentali, proprio a causa delle inefficienze del sistema. Lavoriamo ininterrottamente e a ritmi non più sostenibili ormai da due anni, e di risposta le Regioni addirittura vorrebbero aumentare il numero massimale di pazienti assegnati, a detrimento della qualità dell'assistenza. In realtà Eravamo vicini al collasso già prima della pandemia, ci siamo illusi che la drammaticità della situazione avrebbe fatto realmente comprendere la necessità urgente del potenziamento dei servizi territoriali; invece, disillusi, abbiamo dovuto constatare, nelle successive ondate pandemiche, l'inerzia delle istituzioni nella ricerca di risposte strutturali adeguate e ci siamo trovati nello stesso disastro organizzativo che sussiste da anni. I servizi reggono, ancora per poco e a fatica, ormai solo ed esclusivamente grazie all’abnegazione e al sacrificio dei professionisti. Siano essi i mmg sul territorio, i colleghi del PS, dei reparti Covid o degli altri servizi, sempre più in carenza d’organico. Siamo altresì consapevoli che tutte le figure del sistema socio-sanitario sono schiacciate da una pressione psico-fisica non più sostenibile.
 
In questa quarta ondata, caratterizzata da un numero di contagi mai visto prima, ma che, grazie alle vaccinazioni, si manifestano con sintomi lievi o moderati, cresce esponenzialmente, la richiesta di una presa in carico da parte dei servizi territoriali, che ricade tutta sulle nostre spalle.
Moltissimi dei nostri assistiti sono in isolamento a domicilio. Cosi come noi siamo stati lasciati soli a rispondere ai crescenti bisogni di salute.
 
I servizi di sostegno delle ASL in questa fase sono evaporati a causa dell'inarrestabile definanziamento che si è perpetrato in questi anni.  Noi siamo persone ancor prima di essere professionisti, siamo sempre più anziani e sempre meno numerosi. Vittime con i cittadini di una campagna denigratoria, costruita ad arte, che da anni mina nelle fondamenta l'alleanza terapeutica necessaria per garantire la salute dei nostri assistiti e che diventa la causa principale delle aggressioni, spesso fisiche, che subiamo da parte di un’utenza esasperata dalle inefficienze e dalle carenze del sistema.  Queste condizioni di lavoro non sono più sostenibili né tollerabili. Vogliamo tornare e fare i medici: è necessario assumere personale per assolvere tutti quei compiti, anche amministrativi, che oggi svolgiamo da soli, sottraendo tempo prezioso per la cura e l'assistenza.
 
Vogliamo tornare ad avere con i nostri assistiti quel rapporto sereno, leale ed empatico che ha sempre caratterizzato la nostra professione. Siamo convinti che potremo ricomporre la frattura tra servizi socio-sanitari territoriali ed ospedalieri, solo se considereremo il sistema sanitario pubblico un'unica entità da riformare e soprattutto da dotare di figure professionali diverse che, nell'integrazione e nella contaminazione delle competenze, possano davvero prendersi cura della persona nella sua totalità.
 
 
Mirella Ricci
Medico di medicina generale
Coordinamento Nazionale
Fp Cgil Medici di Medicina Generale
 
Giorgio Barbieri
Medico di medicina generale
Coordinamento Nazionale
Fp Cgil Medici di Medicina Generale

14 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

Salute mentale, quando la programmazione diventa un esercizio di parole
Salute mentale, quando la programmazione diventa un esercizio di parole

Gentile Direttore, è giustamente  noto che, a cavallo fra gli anni 70 ed 80, Marchi e Morosini costruirono il GAPS (Generatore Automatico Piani Sanitari), estraendolo con i primi programmi di...

Allattamento al seno e il ruolo delle ostetriche
Allattamento al seno e il ruolo delle ostetriche

Gentile Direttore,il tema scelto per l’edizione 2026 della Settimana Mondiale dell’Allattamento da OMS e WABA è «Allattare per un inizio sostenibile della vita: rafforziamo ciò che funziona» (Breastfeeding for a...

Le Regioni battono cassa senza una decente ipotesi organizzativa per salvare il Ssn
Le Regioni battono cassa senza una decente ipotesi organizzativa per salvare il Ssn

Gentile Direttore,si cominciano a leggere anticipazioni delle richieste delle Regioni, ovviamente tutte d’accordo se si tratta di battere cassa dicendo che il SSN va salvato, ed altrettanto d’accordo nel non...

Quale è l’intelligenza migliore? Quella del medico, della macchina, dell’amministratore, del paziente?
Quale è l’intelligenza migliore? Quella del medico, della macchina, dell’amministratore, del paziente?

Gentile Direttore,tutti vorremmo essere curati con intelligenza, oltre che con scienza e coscienza. Però definire l’intelligenza in modo pratico e non secondo una categoria dello spirito è difficile. Carlo M....