Cimo Piemonte: “Nei mesi estivi non è stato fatto nulla per prepararci alle nuove ondate”

Cimo Piemonte: “Nei mesi estivi non è stato fatto nulla per prepararci alle nuove ondate”

Cimo Piemonte: “Nei mesi estivi non è stato fatto nulla per prepararci alle nuove ondate”
“Non sarebbe il caso di investire, attingendo dalle risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR, in strutture ospedaliere dedicate alle emergenze pandemiche, con aree di sicurezza e di cura di pazienti all’avanguardia e personale sanitario dedicato, senza penalizzare pesantemente le strutture sanitarie locali?”, si domandano dal sindacato. La proposta di “un intervento importante dell’Amedeo di Savoia”.

È di nuovo emergenza negli ospedali piemontesi. A lanciare l’allarme è Cimo Piemonte, il sindacato della dirigenza medica, per bocca del proprio Segretario Sebastiano Cavalli, che evidenzia come “le strutture e il personale sanitario locale siano nuovamente in difficoltà nella gestione dei pazienti. Mentre lo scorso anno, il flusso di cittadini verso i nosocomi era contingentato e i ricoveri erano legati a gravi patologie, la maggioranza delle quali collegate al coronavirus, oggi la situazione grazie alla vaccinazione è completamente cambiata. I pronto soccorso sono in grande difficoltà, mancano personale sanitario, posti letto nei reparti e tutto questo genera inevitabili conseguenze a scapito di medici, infermieri e soprattutto pazienti”.

“Una situazione che sta diventando insostenibile e allora è lecito domandarsi il perché durante i mesi estivi, quando l’indice dei contagi era sotto controllo, non sono stati fatti interventi tempestivi sulle strutture sanitarie per renderle più funzionali e sicure in previsione di nuove ondate di contagi, puntualmente verificatesi”, prosegue Cavalli.

Gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Sanità “parlano di oltre 2.000 ricoverati negli ospedali del Piemonte, di cui quasi 150 in terapia intensiva. – spiegano ancora da Cimo Piemonte – Il personale sanitario è così costretto a turni massacranti coprendo i reparti ma anche le terapie intensive, le strutture ospedaliere continuano a non essere adeguatamente funzionali nel gestire tutte le patologie, con una pericolosa promiscuità nei reparti tra pazienti positivi e non. La carenza di personale DEA sfiora il 40% con una continua e preoccupante fuga di medici dalle strutture pubbliche verso il privato e l’estero. Gli ospedali non sono più luoghi sicuri, il personale subisce aggressioni fisiche e verbali all’interno delle aree di emergenza e sono in forte aumento tra i medici i casi di burnout”.

“Non sarebbe quindi il caso di investire – propongono dal sindacato medico -, attingendo dalle risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR, in strutture ospedaliere dedicate alle emergenze pandemiche, con aree di sicurezza e di cura di pazienti all’avanguardia e personale sanitario dedicato, senza penalizzare pesantemente le strutture sanitarie locali? In questa direzione Cimo Piemonte si era già espresso nei confronti delle istituzioni regionali nel proprio manifesto programmatico per una rinnovata agenda sanitaria piemontese, proponendo un intervento importante dell’Amedeo di Savoia, al fine di renderlo un centro di eccellenza nazionale ed europeo sulla gestione di malattie infettive”.

“Come sindacato – spiega Cavalli – siamo preoccupati per la situazione in cui versano gli ospedali della nostra regione, sia strutturalmente, ci sono edifici molto vecchi e poco funzionali rispetto ad una riorganizzazione interna che, alla luce del perdurare della pandemia, deve prevedere una netta distinzione tra reparti covid e non, sia in merito alla carenza di personale sanitario, oggi nuovamente sotto stress, costretto a turni massacranti tra emergenza, reparto e terapia intensiva. Occorre urgentemente intervenire, attingendo anche dalle risorse straordinarie del PNRR, per rendere più sicuri e meglio organizzati i nostri nosocomi e al tempo stesso ridisegnare il servizio verso la cittadinanza direttamente sui territori facendo respirare i pronto soccorso, che devono tornare ad essere luoghi protetti e funzionali alla sola emergenza, Come Cimo Piemonte ci rendiamo disponibili nell’interlocuzione con l’Assessorato Regionale alla Sanità per riuscire insieme ad operare in modo tempestivo e migliorare l’attuale assistenza sanitaria locale e in tal senso ci siamo già espressi con una proposta legata ad un intervento sostanziale dell’Amedeo di Savoia per renderlo punto di riferimento europeo in tema di malattie infettive”, conclude il sindacalista.

17 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

Tumore al pancreas. Svolta per l’accesso al nuovo farmaco: la Lombardia lo acquisterà negli Usa per una paziente e punta a un protocollo per tutti
Tumore al pancreas. Svolta per l’accesso al nuovo farmaco: la Lombardia lo acquisterà negli Usa per una paziente e punta a un protocollo per tutti

Una svolta importante per l’accesso alle terapie innovative contro il tumore al pancreas. La Regione Lombardia ha autorizzato l’Asst di Lecco ad acquistare direttamente negli Stati Uniti il daraxonrasib, un...

Agenas. Al via da Roma gli InfoDay territoriali sul Programma Nazionale Hta Dispositivi Medici
Agenas. Al via da Roma gli InfoDay territoriali sul Programma Nazionale Hta Dispositivi Medici

Rafforzare l’utilizzo dell’Health Technology Assessment (HTA) nei processi decisionali del Servizio sanitario nazionale, promuovendo scelte di investimento fondate sulle evidenze scientifiche, sui bisogni di salute e sul valore delle tecnologie...

Marche. Nasce la Rete urologica regionale: cure omogenee e accessibili a tutti
Marche. Nasce la Rete urologica regionale: cure omogenee e accessibili a tutti

Una rete unica per mettere in collegamento le strutture urologiche delle Marche, valorizzare le eccellenze esistenti e garantire ai cittadini percorsi di cura omogenei, dalla diagnosi al trattamento fino ai...

FVG. Medici ospedalieri anche sul territorio, Riccardi: “Risponde a un bisogno”
FVG. Medici ospedalieri anche sul territorio, Riccardi: “Risponde a un bisogno”

Medici ospedalieri sul territorio, al di fuori dell’orario di lavoro in ospedale e su base volontaria, per rafforzare le cure primarie. Una ipotesi di cui si era già parlato in...