Piante organiche. I Comuni la fanno da padroni? Magari fosse così!

Piante organiche. I Comuni la fanno da padroni? Magari fosse così!

Piante organiche. I Comuni la fanno da padroni? Magari fosse così!

Gentile Direttore,
in riferimento all'articolo: "Farmacie. Rebus piante organiche. E nell'incertezza i Comuni la fanno da padroni", devo dirle che non è vero che i comuni fanno da padroni, magari fosse così!

I comuni d'Italia sono 8.092 (Agosto 2011) e la maggior parte di essi sono condizionati dai poteri forti delle farmacie e della vecchia politica, che hanno contrastato ed influenzato in tutti i modi e con tutti i "mezzi", le decisioni dei comuni, allo scopo di far aprire il minor numero possibile di farmacie.
Le riferisco che ci sono farmacie aperte con il criterio topografico e/o della distanza, che sono state conteggiate come farmacie aperte con il criterio della popolazione e/o demografico, con il quorum di 3.300 abitanti per farmacia. Questo, si capisce facilmente, garantisce un maggior numero di abitanti alle farmacie aperte con il criterio della popolazione, poiché nel divisore, sono state ricomprese le farmacie aperte con il criterio della distanza di cui fanno parte quelle che non hanno "bacino di utenza".

Tutto questo garantisce interessi che nulla hanno a che fare con l'interesse pubblico ed il risparmio della spesa sanitaria. Purtroppo questo importante e fondamendale riferimento, è passato inosservato al Ministro Balduzzi, oppure quella del ministro vuole essere una strategia meno drastica. Vorrei chiederle, per far meno confusione, di rivolgere le domande, per chiarimenti e spiegazioni, direttamente al Ministero della Salute, che sta cercando di salvare la Sanità pubblica, che altrimenti non avrebbe avuto scampo e sarebbe pesata molto, molto di più, sulle tasche e sulla salute dei cittadini.
C'è molto da dire Direttore, ma prima di tutto è necessario trovare la bussola che permetta di andare nella direzione dell'interesse pubblico e della sanità sostenibile per tutti. Sono convinto, che più si scrive e più si parla di Sanità, più è probabile che vengano attuate le giuste norme e le garanzie, per un sistema migliore e più responsabile per l'interesse generale.

Potito Salatto

12 Agosto 2012

© Riproduzione riservata

Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura
Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura

Gentile Direttore,abbiamo letto con attenzione la lettera del Presidente della Commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini, e raccogliamo volentieri la sfida che lancia: smettere di litigare sui decimali del Pil...

Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure
Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure

Gentile Direttore, ogni anno il tabagismo provoca circa 90mila morti in Italia, ma l’accesso ai trattamenti resta disomogeneo. La nostra survey nazionale dimostra che servizi e competenze esistono, soprattutto nei...

Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato
Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato

Gentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle...

Fuga dal sistema, disincanto e burnout
Fuga dal sistema, disincanto e burnout

Gentile Direttore,pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e...