Emilia Romagna. Fimmg: “A Donini non interessa la medicina generale”. La replica: “Vostra centralità non è in discussione”

Emilia Romagna. Fimmg: “A Donini non interessa la medicina generale”. La replica: “Vostra centralità non è in discussione”

Emilia Romagna. Fimmg: “A Donini non interessa la medicina generale”. La replica: “Vostra centralità non è in discussione”
Botta e risposta tra il sindacato e l’assessore, dopo la pubblicazione, da parte di Donini, di due post che, secondo il sindacato, “vogliono sottolineare l’importanza di alcuni servizi sanitari territoriali, senza mai accennare alla centralità della Medicina di Famiglia”. L’assessore assicura: “Nessuno disconosce la vostra centralità, ma nella sanità che stiamo progettando c’è bisogno dell’impegno di tutti i professionisti”.

Due post su Facebook dell’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini, hanno provocato il disappunto del segretario regionale della Fimmg, Daniele Morini, che ha visto nelle parole dell’assessore rivolte a farmacie e Usca una mancanza di attenzione e di riconoscimento della medicina generale.

L’assessore, per Morini, “non ha perso tempo per ricordarci con la pubblicazione di due post su Facebook quanto all’ Assessorato la Medicina di Famiglia non interessi. Anzi, si continua a portare avanti un preciso progetto per delegittimare la Medicina Generale, partito molti anni fa e che ora è arrivato vicino al capolavoro”.

Nella sua lunga nota (vedi testo integrale), il segretario regionale della Fimmg osserva come nei due post l’assessore ha inteso “sottolineare l’importanza di alcuni servizi sanitari territoriali, senza mai accennare alla centralità in tutto questo della Medicina di Famiglia, anzi descrivendoli come servizi vicarianti e capaci di dare risposte dove la Medicina Generale sarebbe insufficiente, come sostengono i nostri amici Gabanelli, LeIene e compagnia bella”.

Per Morini, inoltre, “dover continuare ad apprendere le notizie sanitarie da Facebook insieme ai cittadini e sui social network è svilente, Assessore, la comunicazione deve passare per una condivisione e non può essere autoritaristica. I professionisti sanitari e in particolare i Medici di Famiglia devono esser i primi a conoscere le novità della Sanità Regionale e non possono continuare ad apprendere le notizie da post sui social, questa posizione che si continua a tenere nonostante ripetuti appelli provoca una intensa frustrazione in una categoria già al limite del burnout”.
A Donini il sindacalista della medicina generale fa notare pure che “se vogliamo salvare il nostro fantastico Sistema Sanitario Nazionale (Regionali…), dopo decenni di politica ospedalocentrica che ha privato il Territorio di risorse che avrebbero potuto permettergli di crescere, è oggi evidente che l’unica modalità di continuare a garantire una assistenza a tutta la popolazione in modalità ugualitaria e capillare, possa passare solo attraverso il potenziamento e lo sviluppo dello stesso Territorio, in particolare della Medicina di Famiglia”. Il Medico di Famiglia, per Morini, “deve avere un ruolo di centralità nel processo di cura del paziente, come figura in grado di riconoscere i bisogni di salute, di benessere fisico e sociale dell’individuo, al fine di poterli prendere in carico in modo adeguato; va inoltre ribadita la sua centralità come figura essenziale di coordinatore di altre figure professionali socio-sanitarie per una migliore risposta alle necessità dei pazienti”.

Non si è fatta attendere la replica di Donini per “rassicurare il dottor Morini sul fatto che nessuno fra gli Assessori alla Salute delle Regioni italiane, che ho l’onore di coordinare, disconosca la necessaria centralità dei Medici di Medicina Generale nell’ambito della Sanità Territoriale. Prova ne sia il fatto che stiamo lavorando con il Governo per approvare il DM71, ossia la riorganizzazione della sanità del territorio incentrata sulle Case della Comunità e sulla riforma della Medicina Generale come priorità assolute per accompagnare gli investimenti finanziari contenuti nel PNRR”.

“Ciò non toglie- aggiunge l’assessore- che non si debba investire ulteriormente sul ruolo delle Farmacie dei servizi e sulla conferma delle Usca, alla luce di centinaia di migliaia di prestazioni rese a domicilio degli assistiti”

“Nella Sanità Pubblica del futuro- conclude Donini- che insieme al Governo ed alle Regioni di qualunque orientamento politico stiamo immaginando e progettando, c’è bisogno dell’impegno di tutti i professionisti, non di veti oggettivamente incomprensibili”.

08 Aprile 2022

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