La Medicina di Comunità e il Ddl Boldrini

La Medicina di Comunità e il Ddl Boldrini

La Medicina di Comunità e il Ddl Boldrini

Gentile Direttore,
a nome degli specializzandi e specialisti in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie delle scuole d’Italia accogliamo con favore la proposta di riforma della formazione medica presentata dalla On. Senatrice Boldrini (D.L. n. 2372 “Modifiche al Decreto legislativo 17 agosto 1999, N. 368, e altre disposizioni in materia di formazione medica”) ma facendo delle precisazioni; vorremmo inoltre muovere delle osservazioni riguardo le criticità rilevate nel DDL dalla FIMMG nel suo recente comunicato.

Siamo concordi che il futuro percorso di specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie rappresenti la naturale evoluzione dell’attuale specializzazione in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie conservandone l’equipollenza (art. 3). Ricordiamo, infatti, che secondo normativa europea (2005/36/CE art. 28) lo specialista in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie (MCCP) possiede tutti i requisiti per la formazione specifica in medicina generale (compresa la frequenza almeno sei mesi in un ambulatorio di medicina generale o in un centro che dispensa cure primarie).

Lo scenario paventato dalla FIMMG per cui in futuro saranno inevitabili equipollenze che porteranno “migliaia” di medici a riversarsi sul territorio, appare alquanto improbabile. Infatti, solo gli attuali MCCP e i MMG possiedono la formazione specifica; per cui solo gli specialisti provenienti da questi due percorsi e dalla futura nuova specializzazione potranno esercitare la medicina generale territoriale. Siamo i primi a ritenere che per poter esercitare l’assistenza primaria le competenze cliniche vadano acquisite per la maggior parte nel setting dell’ambulatorio di medicina generale e nei servizi territoriali, maturando un approccio bio-psico-sociale ai problemi di salute della persona (art. 1). Tale formazione avverrebbe ovviamente con il pieno coinvolgimento dei MMG, i quali sono già da anni tutor nelle scuole di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie, sia per l’erogazione della formazione pratica, nei loro ambulatori, che teorica, nelle aule universitarie.

Altra criticità sollevata dal comunicato sindacale è quella per cui l’accesso tramite concorso nazionale (art. 4) porterebbe il futuro medico di medicina generale, comunità e cure primarie a formarsi in una regione diversa da quella dove poi si troverà ad operare una volta specialista. Questa situazione si potrebbe facilmente risolvere attraverso il finanziamento di borse regionali con il vincolo della residenza. Tuttavia, riteniamo che la mobilità interregionale dei professionisti possa anche rappresentare una contaminazione virtuosa per l’adozione di best practices regionali e per tendere ad una maggiore omogeneità dell’assistenza a livello nazionale.

Siamo a favore della formazione-lavoro per il medico specializzando a patto che la graduale acquisizione di competenze e responsabilità non vada a scapito di una formazione di qualità e si accompagni a idonea copertura assicurativa. La formazione-lavoro del medico specializzando verrebbe disciplinata all’interno del CCNL della dirigenza medica e sanitaria del personale del SSN (art. 6); nel DDL non viene specificato il tipo di contratto lavorativo del medico una volta divenuto specialista.

Da tempo come MCCP chiediamo l’attivazione di una nostra specifica classe concorsuale per poter esercitare l’assistenza sanitaria primaria come dirigenti medici ma vorremmo ricordare come attualmente l’assistenza specialistica, oltre che in regime di dipendenza, possa anche essere erogata in regime di convenzione, mediante incarichi normati da Accordi Collettivi Nazionali (ACN), così come già avviene per i pediatri di libera scelta (PLS) e per gli specialisti ambulatoriali interni (SAI). Anche per l’esercizio della medicina generale, di comunità e delle cure primarie, così come per le altre branche specialistiche, si potrebbe lasciare libertà di scelta al professionista riguardo la tipologia contrattuale a lui più congeniale.

Per concludere, siamo favorevoli alla istituzione della nuova specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie proposta nel DDL Boldrini purché venga istituita a partire dal riordino dell’ordinamento didattico della specializzazione in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie, considerando la pluriennale esperienza della Medicina di Comunità nelle Università, del suo specifico core culturale e auspicando il coinvolgimento dei nostri rappresentanti ai tavoli tecnici.

Dott. Fabio Pignatti
Specialista in MCCP dirigente medico Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base AUSL Reggio Emilia

Dott. Cesare De Virgilio Suglia
Rappresentante Specializzandi MCCP Bari

Dott.ssa Georgia Santos Dalle Luche
Rappresentante Specializzandi MCCP Bologna

Dott. Vincenzo Lavecchia
Rappresentante Specializzandi MCCP Modena e Reggio Emilia

Dott. Francesco Maffettone
Rappresentante Specializzandi MCCP Napoli

Dott.ssa Arianna Giusti
Rappresentante Specializzandi MCCP Padova

Dott. Gabriele Angeloni
Rappresentante Specializzandi MCCP Roma Sapienza

07 Giugno 2022

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