Sangue e plasma. “Capillarizzare le raccolta e incrementare il personale”. Le priorità dell’Avis

Sangue e plasma. “Capillarizzare le raccolta e incrementare il personale”. Le priorità dell’Avis

Sangue e plasma. “Capillarizzare le raccolta e incrementare il personale”. Le priorità dell’Avis
Un aiuto al raggiungimento di questi obiettivi può arrivare dai 6 milioni di euro annui previsti dalla legge di conversione del Ddl Concorrenza. Nell’ambito della campagna #DiamoDiPiù l’Associazione ha stilato una lista di interventi prioritari da attuare al più presto per garantire l’autosufficienza di sangue e plasma. Briola: “Il settore trasfusionale sia al centro delle politiche sanitarie”

Rendere sempre più capillare la raccolta sangue sul territorio italiano e incrementare il numero di medici e infermieri impiegati in queste attività.

Sono solo due dei principali obiettivi che Avis – Associazione Volontari Italiani del Sangue ha voluto illustrare nell’ambito di una campagna, dal titolo #DiamoDiPiù, partita oggi sui suoi canali social per porre l’attenzione sulle principali esigenze del sistema trasfusionale italiano. 

“Quello che stiamo attraversando – sottolinea il Presidente di Avis nazionale, Gianpietro Briola –  è un periodo storico estremamente delicato, in cui si stanno delineando nuovi scenari non solo in ambito italiano, ma anche internazionale. In questa fase così cruciale è necessario che il Paese prenda consapevolezza delle necessità di un settore, quello trasfusionale, da cui dipendono molte attività sanitarie, da quelle emergenziali a quelle di routine”.

Nei primi sei mesi del 2022, ricorda Briola è stato registrato un calo del 4,2% nella raccolta di sangue e addirittura del 4,4% in quella di plasma. “Se da un lato questa flessione va ricondotta in buona parte alla variante Omicron – aggiunge – non possiamo dimenticare che da ormai troppi anni registriamo una grave carenza di personale sanitario impiegato nelle strutture trasfusionali. Tutto ciò ha provocato delle ripercussioni negative sulle attività di raccolta, che infatti hanno subito una riduzione”.

I dati parlano chiaro, sottolinea l’Avis: nel nostro Paese ci sono meno di 5 centri trasfusionali ogni milione di abitanti e il numero di professionisti sanitari operanti in tali strutture ogni 100mila persone è inferiore a 13. Spostando l’attenzione al plasma, l’Italia è ancora costretta a importare dall’estero circa il 25% dei farmaci prodotti con questo emocomponente indispensabile nella cura dell’emofilia, delle immunodeficienze primitive e secondarie, di alcune patologie neurologiche, nella prevenzione di tetano, dell’epatite B e nei trapianti.

Secondo il Presidente Avis per affrancarci definitivamente dai Paesi stranieri bisogna diffondere capillarmente su tutto il territorio nazionale i punti prelievo per la raccolta di plasma. E ancora aggiunge: “Auspichiamo che un sostegno concreto al raggiungimento di questo obiettivo possa arrivare dai 6 milioni di euro annui previsti dalla recente legge di conversione del DDL Concorrenza e destinati agli interventi di miglioramento organizzativo delle strutture dedicate alla raccolta e alla conservazione del plasma”.

noltre, per poter meglio rispondere alle esigenze del sistema sanitario è fondamentale incrementare l’indice di donazione individuale, fermo all’1,6%. “Un traguardo che possiamo e dobbiamo centrare rispondendo maggiormente alle esigenze dei donatori, che non sempre riescono a conciliare i propri impegni personali e lavorativi con gli orari di apertura dei punti di raccolta. A questo bisogna aggiungere le difficoltà che incontrano nel compiere il proprio gesto di solidarietà in modo periodico e costante a causa dell’eccessiva distanza da tali strutture. Ecco perché bisognerebbe incentivare le aperture pomeridiane e avvicinare maggiormente i centri trasfusionali alla cittadinanza attraverso il loro inserimento nelle nuove Case di comunità. Cittadini, associazioni e istituzioni, collaborando insieme – conclude – possono costruire un sistema trasfusionale sempre più moderno ed efficiente. Per questo abbiamo raccolto tutte queste istanze sotto l’hashtag #Diamodipiù, perché la salute è un diritto di tutti e tutti dobbiamo procedere nella stessa direzione affinché sia sempre garantita”.

 

05 Settembre 2022

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