Gentile direttore,
il Nursind Ancona, pur mantenendo fermo l'interesse e l'impegno verso la categoria rappresentata, è da sempre attento al funzionamento dell'intero sistema santario e pertanto, tenuto conto sia dei contenuti del Decreto Balduzzi, sia degli ulteriori contributi arrivati dall'intervista allo stesso Ministro e da rappresentanti di altre categorie e associazioni, ritiene opportuno presentare alcune riflessioni relative a 4 argomentazioni che caratterizzano il decreto Balduzzi, in particolare:
1. Il riordino dell'assistenza territoriale
E' indubbiamente necessario riorganizzare il sistema delle cure primarie, tenuto conto delle diverse condizioni epidemiologiche e demografiche di oggi, rispetto al passato, e con un occhio attento al trend dei prossimi 30 anni.
Va letta in maniera sicuramente positiva la volontà di creare delle aggregazioni di medici (studi associati), con la possibilità di apertura del servizio H24 per 7 giorni su 7. Questa operazione probabilmente consente anche di superare il problema (finto) dello shortage della professione medica, anche con la valorizzazione della "guardia medica" (un gruppo di medici può assistere un numero di pazienti superiore al numero in carico ad un solo medico) con la possibilità di aumentare il massimale individuale e di rispettare la dignità di coloro che, troppo spesso, si sentono di "serie B" come ad esempio i medici di Guardia Medica.
E' bene precisare che l'aggregazione di medici in "studi associati" consentirà sicuramente la garanzia di una continuità oggi di fatto inesistente, con una conseguente diminuzione (forse) degli accessi dei codici bianchi al pronto soccorso degli ospedali, ma non garantirà sicuramente la risposta assistenziale infermieristica al domicilio delle persone. Per garantire la completezza della risposta e la continuità delle prestazioni e dell'assistenza servono in particolare infermieri e operatori di supporto (che al momento sono carenti presso le strutture ospedaliere e vere rarità nelle strutture territoriali).
Ha ragione il Sig. Ministro quando afferma che il testo evidenzia chiaramente la multi-professionalità, e va letta in maniera positiva la manifestata intenzione "delle doverose precisazioni" (vedi il contenuto dell'intervista a Quotidiano Sanità).
Il Nursind chiede al Sig. Ministro di precisare al meglio la nuova organizzazione e i ruoli e le responsabilita dei diversi attori. Sono lustri che si parla di "infermiere di famiglia" e di "case manager". E' giunto il momento di provarci, magari in via sperimentale, nel pieno rispetto delle indicazioni del Ministro relativamente alla definizione e condivisione dei progetti, dei percorsi e dei processi, nel pieno rispetto delle autonomie e responsabilità individuali.
Altrettanto positiva è l'ipotesi di apertura dei servizi territoriali per l'intera giornata, per tutti i giorni della settimana, anche se questo necessita, oltre che di una riorganizzazione del servizio, anche di un adeguamento dei budget per la garanzia della continuità ipotizzata.
2. L'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria
L'attività libero professionale è sempre stata vista come qualcosa che si lega alla libera professione del medico, esclusivamente come "attività di supporto".
Il Nursind ritiene che sia giunto il momento di pensare ad un allargamente degli orizzonti, con la possibilità dell'esercizio della libera professione anche per gli Infermieri, nel rispetto delle regole vigenti, con pari dignità rispetto a quanto avviene per altre famiglie professionali.
3. La responsabilità professionale dell'esercente le professioni sanitarie
Il Nursind ha apprezzato le modificazioni del testo che si sono succedute nelle diverse fasi di strutturazione del Decreto in questione.
Certamente necessiteranno importanti interventi multiprofessionali per la ridefinizione e condivisione dei progetti, dei percorsi e dei processi. Sarà necessario anche un importante intervento formativo per l'adeguamento dei saperi (e quì cade "a fagiuolo" il sistema ECM che consente di creare le condizioni ottimali per lo sviluppo del progetto.
Probabilmente dovranno essere rivisti anche i contenuti formativi del sistema universitario, in troppi casi ancora fermi alle regole del passato.
Sicuramente ne trarranno vantaggio i citadini per la garanzia della presenza di un progetto di cura e assistenza e per la continuità dei servizi e delle prestazioni. Ne trarranno vantaggio anche i professionisti per una diversa "tutela giuridica" rispetto alle situazioni in essere, dove la consuetudine e il sapere personale (presunto) prevale sul progetto.
4. La Dirigenza Sanitaria e il Governo Clinico
Come Nursind si è sempre dato grande valore allo sviluppo dell'integrazione tra professionisti.
Le espressioni del Sig. Ministro in parte ci confortano, in parte ci spingono a presentare le richieste per tutte le precisazioni del caso, in particolare:
– la chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità;
– pari possibilità di sviluppo di carriera, nel rispetto delle autonomie e responsabilità proprie;
Complessivamente il Nursind ritiene di esprimere soddisfazione per il documento proposto dal Sig. Ministro; ora inizia l'iter legislativo. Auspichiamo un percorso rapido e il rispetto delle condizioni richieste, a tutela sia dei bisogni di salute della gente, sia degli operatori (tutti).
Si condivide il pensiero del Sig. Ministro in merito al rinnovo delle convenzioni dei MMG (prima si rinnova il sistema)…. e forse è anche bene ricordare che l'Europa ha solo il Medico di Medicina Generale, mentre l'Italia ha il Medico di Medicina Generale e il Pediatra di Libera Scelta, così come si condivide il riferimento all'impegno che dovrà essere messo dalle Regioni nelle razionalizzazioni necessarie. Forse bisogna ricordare che la riduzione dei posti letto non è tanto da legare alla "spending review", quanto alla necessità di riorganizzare il sistema sulla base delle nuove esigenze della gente, tenuto conto dello sviluppo scientifico e tecnologico che ha riguardato l'intero sistema sanitario.
Il problema non può essere quello della "mobilità coatta dei dirigenti sanitari", come affermato da qualcuno. E' più opportuno domandarsi il perchè si è arrivati a questo punto e quanti sprechi ci sono stati fino ad oggi, riflettere sulle cose "di troppo" e sulle carenze, sui progetti nobili e su quelli "meno nobili" che, in troppi casi, hanno solo interessi "di parte".
Oggi andiamo a chiudere la stalla …. ma i buoi sono tutti usciti!!
Ci aspetta tanto lavoro ma il Nursind e gli Infermieri, come sempre, sono pronti a rispondere con impegno e professionalita (con la speranza che sulla barca si remi tutti dalla stessa parte).
Giuseppino Conti
NURSIND Ancona