Tumore seno: “Subito i test genomici nei Lea ”. L’appello degli oncologi

Tumore seno: “Subito i test genomici nei Lea ”. L’appello degli oncologi

Tumore seno: “Subito i test genomici nei Lea ”. L’appello degli oncologi
Saverio Cinieri (Aiom): “L’Italia è arrivata in ritardo all’uso di esami, ora devono essere maggiormente incentivati”. Francesco Cognetti (Foce): “Nuove evidenze scientifiche confermano i benefici della medicina personalizzata nelle pazienti con cancro della mammella operate in stadio precoce. Riusciamo a risparmiare la somministrazione di chemioterapie adiuvanti inutili”

Inserimento nei Lea e incremento del numero di pazienti candidate per ridurre, quando possibile, l’uso della chemioterapia. A quasi due anni dal decreto attuativo del Fondo di 20 milioni di euro per l’acquisto dei test genomici per il tumore del seno, gli specialisti chiedono un salto di qualità e un’uniforme e diffusa distribuzione di questi esami in modo omogeneo in tutta Italia.

L’appello, alle istituzioni sanitarie italiane, arriva in occasione della seconda giornata del Congresso 2023 della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco) che anche quest’anno si svolge a Chicago. “I test genomici sono finalmente disponibili sull’intero territorio nazionale e stanno entrando sempre di più nella pratica clinica – afferma il prof. Saverio Cinieri, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) -. Sono esami che identificano le pazienti che trattate con la sola terapia endocrina si mantengono libere da recidiva a distanza di 10 anni dalla diagnosi. Questo comporta che, dopo l’intervento chirurgico, non è necessario il ricorso ad una cura invasiva come la chemioterapia. Riteniamo perciò opportuno l’ingresso dei test nella lista delle prestazioni che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini. Il provvedimento rappresenterebbe un modo per incentivarne l’utilizzo e la medicina personalizzata nel trattamento della neoplasia più frequente in Italia”.

Ogni anno, ricorda inoltre Cinieri, sono oltre 55mila le donne che si ammalano di tumore del seno e di queste 10mila hanno diritto al rimborso del test.

“Si tratta di una stima effettuata alla fine del 2020 – afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente della ConFederazione Oncologi Cardiologi Ematologi (Foce) -. In quell’occasione la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, nell’esame della Legge Finanziaria, approvò su iniziativa e proposta di Foce la creazione di un fondo di 20 milioni l’anno. Relatore dell’emendamento fu l’Onorevole Vito De Filippo e il fondo è stato poi automaticamente replicato nel corso del 2021 e del 2022. Foce è stata anche recentemente ascoltata dalla Commissione nazionale aggiornamento Lea alla quale ha formalmente proposto l’inserimento dei test genomici nei LEA. Entro fine anno è prevista la pubblicazione ufficiale dei nuovi Livelli Essenziali d’Assistenza. Attualmente nell’utilizzo degli esami si registrano degli squilibri a livello regionale. Inoltre il numero di donne che potrebbero utilizzare i test genomici è sensibilmente superiore”.

“Per quantificare il setting di pazienti ci si è basati su esperienze precedenti al 2020 – prosegue il prof. Cinieri -. Dopo quasi tre anni di lavoro, in tutta la Penisola, possiamo ritenere che il potenziale numero di donne da testare sia più alto. Non va dimenticato che l’Italia è arrivata decisamente in ritardo all’uso regolare dei test genomici. Quest’ultimi poi consentono anche vantaggi economici importanti al comparto della sanità. Permettono risparmi per il mancato acquisto di farmaci chemioterapici e per ospedalizzazioni evitate. Per tutti questi motivi chiediamo al più presto l’inserimento nei Lea”.

05 Giugno 2023

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