Infermieri, l’intenzione di lasciare il posto di lavoro mette a rischio la sicurezza delle cure

Infermieri, l’intenzione di lasciare il posto di lavoro mette a rischio la sicurezza delle cure

Infermieri, l’intenzione di lasciare il posto di lavoro mette a rischio la sicurezza delle cure

Gentile Direttore,
l’intenzione di lasciare il posto di lavoro – intention to leave – è un fenomeno nazionale ma non solo, in costante aumento. Uno studio condotto nel 2019 nel nostro Paese su circa 4000 professionisti evidenziava che il 35,5% degli infermieri intendeva lasciare il lavoro e di questi, il 33,1% la professione infermieristica. L’intenzione di lasciare si concretizza di fatto in abbandoni. Anche quando non culmina con l’abbandono genera comunque stanchezza, affaticamento, disagio, malessere nel professionista, nel gruppo e più in generale nell’ambiente di lavoro.

Documentata dalla letteratura nazionale e internazionale, come ha evidenziato, in una recente intervista rilasciata a “L’Infermiere Online” il Prof Gianluca Catania dell’Università degli Studi di Genova, l’intenzione di lasciare impatta pesantemente anche sugli esiti e la qualità delle cure. Basti pensare all’interruzione della continuità dell’assistenza, alla diminuzione della soddisfazione dei pazienti, all’allungamento dei tempi di attesa, alla compromissione della relazione che per gli infermieri è tempo di cura. Un quadro, dunque, complessivamente preoccupante e che sottende la presenza negli ambiti operativi, di molti fattori favorenti questa intenzione.

Tra questi, sottolinea Catania, l’insoddisfazione lavorativa che nasce da carichi di lavoro elevati, una retribuzione non adeguata a ruoli e funzioni, la mancanza di crescita professionale e di opportunità, l’esaurimento emotivo, la mancanza di supporto da parte di dirigenti, colleghi e dall’organizzazione in generale.

Che fare allora per contenere il fenomeno?

Bisogna mettere in campo azioni che trattengano gli infermieri e garantiscano alle organizzazioni, al sistema più in generale una stabilità delle risorse. È irrinunciabile migliorare le condizioni di lavoro, rendere i carichi di lavoro gestibili, migliorare la retribuzione, favorire opportunità di sviluppo professionale, coinvolgere gli infermieri nei processi decisionali, favorire un migliore senso di appartenenza. Non ultimo promuovere un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata degli infermieri attraverso iniziative aziendali e locali.

La “presa in carico” del professionista da parte delle organizzazioni fa davvero la differenza in termini di esiti delle cure perché come ebbe a dire Frederick Herzberg, psicologo statunitense, “La vera motivazione viene dal successo, dallo sviluppo personale, dalla soddisfazione sul lavoro e dal riconoscimento”.

Marina Vanzetta

L’Infermiere Online

Marina Vanzetta

30 Giugno 2023

© Riproduzione riservata

Quando la CdS (o altre forme di aggregazioni territoriali dei mmg) perde l’indirizzo
Quando la CdS (o altre forme di aggregazioni territoriali dei mmg) perde l’indirizzo

Gentile Direttore,secondo le buone pratiche si suppone che, i contributi inviati a QS, evitino fatti eccessivamente campanilistici per non rischiare di appesantire testi e riflessioni con il pericolo di annoiare...

Nuovi livelli ospedalieri e governance del Ssn, riflessioni sulla legge delega
Nuovi livelli ospedalieri e governance del Ssn, riflessioni sulla legge delega

Gentile Direttore,il 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha licenziato una proposta di legge delega che interviene su aspetti rilevanti del Servizio sanitario nazionale. Il testo passa ora all’esame delle...

Elisoccorso. Cara Siaarti, lo specialista MEU non “può raggiungere” i requisiti: li possiede
Elisoccorso. Cara Siaarti, lo specialista MEU non “può raggiungere” i requisiti: li possiede

Gentile Direttore,faccio seguito al recente dibattito ospitato sulle vostre pagine in merito alla composizione degli equipaggi dell’elisoccorso (HEMS), con particolare riferimento alla posizione espressa dalla SIAARTI. In tale documento si...

Trattamento economico dei docenti medici universitari (D.Lgs. 517/1999), parliamone
Trattamento economico dei docenti medici universitari (D.Lgs. 517/1999), parliamone

Gentile Direttore, in merito a questa complessa transizione normativa, desidero offrire il mio contributo diretto: nel febbraio 2012, nell'esercizio delle mie funzioni di Direttore dell’Area del Personale, ho provveduto personalmente...