Napoli, all’Aou Vanvitelli nasce l’Anatomia Patologia Digitale

Napoli, all’Aou Vanvitelli nasce l’Anatomia Patologia Digitale

Napoli, all’Aou Vanvitelli nasce l’Anatomia Patologia Digitale
Diagnosi on-line e intelligenza artificiale a supporto dei clinici con un progetto pilota unico in Campania. Franco (Direttore UO): “Una vera e propria rivoluzione che avrà un enorme impatto positivo sulla catena diagnostica”. Il Dg Russo: “La condivisione delle singole immagini (e quindi del caso)  rapida, ancor più sicura e multipla, per una valutazione collegiale della singola diagnosi”.

L’Unità Operativa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli diventa “digital” grazie ad un progetto pilota unico in Campania. “La digitalizzazione del processo diagnostico in anatomia patologica è una vera e propria rivoluzione”, spiega in una nota Renato Franco, direttore dell’Unità Operativa. “Questo cambiamento avrà un enorme impatto positivo sulla catena diagnostica. Grazie ad un controllo digitale, tutti i vetrini prodotti a fini diagnostici dalle lesioni prelevate ai pazienti sono sottoposti a scannerizzazioni massive. In altri termini, trasformiamo i vetrini in immagini digitali che il patologo può analizzare da un video-terminale Hd di ultima generazione”.

Il progetto di digitalizzazione, fortemente voluto del direttore generale Ferdinando Russo, con il supporto del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” Gianfranco Nicoletti, porta sin da subito ad un cambiamento radicale per i pazienti. Tra le varie implicazioni “la condivisione delle singole immagini (e quindi del caso) diviene improvvisamente rapida, ancor più sicura e multipla, per una valutazione collegiale della singola diagnosi e una rapida condivisione con esperti di quella specifica patologia”, sottolinea il direttore generale Ferdinando Russo. Inoltre, grazie al coinvolgimento di ingegneri informatici è possibile usare programmi di intelligenza artificiale per un supporto diagnostico e la caratterizzazione delle singole lesioni. Tramite le più moderne infrastrutture digitali è inoltre possibile azzerare le distanze con i vari presidi, che possono chiedere un supporto in tempo reale; anche quelli che si trovano molto lontani da un reparto di anatomia patologica.

“Durante gli interventi chirurgici – prosegue il professor Renato Franco – è possibile che ci si trovi davanti a qualcosa che non si era previsto e che sia necessario un rapido esame istologico o citologico intraoperatorio per ripianificare al meglio il percorso chirurgico-terapeutico, in due parole: un “esame estemporaneo”. Grazie a microscopi digitali e scanner ad alta risoluzione, è possibile allestire un preparato cito-istologico durante un intervento chirurgico e farlo rapidamente esaminare da remoto ad un anatomo-patologo, azzerando istantaneamente le distanze che prima rendevano questa procedura poco praticabile”.

Importante anche la possibilità che l’Anatomia Patologica Digitale offre di condividere il materiale diagnostico nelle Università per la formazione specialistica dei medici e dei futuri anatomo-patologi, per aumentare le banche dati disponibili e le informazioni sulle singole patologie.

Intanto, già ieri l’Azienda Ospedaliera e l’Università L. Vanvitelli hanno proposto una masterclass incentrata sugli aspetti pratici delle operazioni di patologia digitale, a partire dall’infrastruttura necessaria, l’implementazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale e gli aspetti finanziari della gestione di un’operazione di patologia digitale. Un incontro che consente ai partecipanti di conoscere nuovi sviluppi nel campo della Digital Pathology e interagire con altri patologi e ricercatori interessati a promuovere la patologia digitale nelle loro istituzioni.

22 Febbraio 2024

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