“Ospedali pubblici sempre più in mano alle cooperative”. L’allarme Aaroi-Emac: “Basta con quest’appalto perverso”

“Ospedali pubblici sempre più in mano alle cooperative”. L’allarme Aaroi-Emac: “Basta con quest’appalto perverso”

“Ospedali pubblici sempre più in mano alle cooperative”. L’allarme Aaroi-Emac: “Basta con quest’appalto perverso”
Il Sindacato dei Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza  invita nuovamente le Regioni a seguire il modello Lombardia unica regione ad “per impedire che le tasse che finanziano il Ssn pubblico arricchiscano chi ne fa un mercato senza alcun controllo svuotando le casse delle aziende e delle Regioni, e in ultima analisi quelle dello Stato”.

“Perseverare nel reclutare Medici a gettone negli ospedali pubblici tramite cooperative le quali si arricchiscono sia a danno del Ssn sia a scapito dei medici che assoldano, sui quali esse stesse lucrano fino al 20% della paga a loro riversata, per noi è sempre stato inconcepibile. Ma oggi, dopo anni di denunce, e di fronte alla voragine nei conti pubblici certificata anche dall’Anac, per nessuna Regione dev’essere possibile far spallucce. Occorre porre fine a quest’appalto perverso”.

Lo afferma l’Aaroi-Emac anche alla luce del rincorrersi di notizie apparse sui media in merito alle criticità collegate al ricorso alle cooperative, e aggiunge: “Uno di questi servizi, in particolare, proprio sulla base di una denuncia dell’aaroi-Emac Fvg, ha addirittura evidenziato che il mercato grigio delle Cooperative, come noi paventavamo, rischia di cambiare colore, non accontentandosi di una cresta, ma creando una contabilità del tutto separata tra gli introiti astronomici che le stesse contrattano per sé con le Pubbliche Amministrazioni Ospedaliere aggiudicandosi gli appalti, e gli emolumenti ai medici, ridotti all’osso attraverso veri e propri contratti capestro di dipendenza privata. In quel caso tale deriva è in sperimentazione con medici importati dall’Argentina, molto più deboli sotto il profilo del loro “potere contrattuale”, ma a breve, quando il mercato disporrà di sufficiente materiale umano, quindi con minor potere contrattuale anche dei medici italiani, allora inevitabilmente questa finirà per divenire la regola. Oltretutto non ci risulta che alcun Ospedale Privato abbia mai dovuto far ricorso alle Cooperative, riuscendo a gestire in proprio anche i liberi professionisti oltre che i dipendenti, e questo deve far riflettere sulla sua maggior efficienza non sanitaria, ma amministrativa e gestionale rispetto agli Ospedali Pubblici”.

Da qui la richiesta che il Sindacato dei Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza rivolge nuovamente alla Politica nazionale e regionale: “Che cosa altro dobbiamo ancora attendere? È incredibile che la gravità della situazione non induca il Governo e le Regioni ad uscire dal ping pong di rinfacci reciproci con le rispettive Opposizioni sulle responsabilità di programmazioni pluridecennali dei fabbisogni di medici evidentemente fallimentari, adottando provvedimenti seri, univoci, immediati. Alla fine del mese di Gennaio abbiamo scritto ai Governatori e agli Assessori alla Sanità regionali invitandoli ad adottare provvedimenti analoghi alla Deliberazione n. XII/1514 del 13 dicembre 2023 della Regione Lombardia “Per il superamento delle esternalizzazioni dei servizi sanitari core e per la migliore gestione del personale”, che naturalmente ha alla propria base la presa in carico diretta, e non intermediata, dei liberi professionisti che purtroppo vanno a sostituire i medici dipendenti.

Ad oggi ci risulta che soltanto il Veneto abbia seguito la strada intrapresa dalla Lombardia: che cosa aspettano le altre Regioni?”.

“Nel Sistema Pubblico – ha chiosato il sindacato – devono lavorare Dipendenti Pubblici, assunti tramite Concorso Pubblico; per quest’obiettivo, che per noi resta fondamentale, occorre senz’altro rendere più attrattivo il pubblico impiego, affinché i medici scelgano di entrarvi o di rientrarvi, ma in questo momento la strada intrapresa dalla Regione Lombardia è l’unica per impedire che le tasse che finanziano il Ssn Pubblico arricchiscano chi ne fa un mercato senza alcun controllo svuotando le casse delle aziende e delle Regioni, e in ultima analisi quelle dello Stato”.

15 Marzo 2024

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