I dipartimenti di salute mentale riuniti in un unico organismo nazionale 

I dipartimenti di salute mentale riuniti in un unico organismo nazionale 

I dipartimenti di salute mentale riuniti in un unico organismo nazionale 
Fabrizio Starace (Modena) eletto presidente, Giuseppe Ducci (Roma1) vicepresidente e Federico Durbano (Melegnano) segretario. Presentate le linee programmatiche, a partire dalla necessità di “mettere in sicurezza la sopravvivenza stessa del sistema dei DSM, attraverso il reperimento nelle diverse Regioni di adeguate ed omogenee coperture finanziarie, da destinare principalmente al reclutamento di professionisti competenti e motivati”.

Il sistema dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani ha da sempre sofferto la mancanza di un organismo rappresentativo nazionale, cui hanno supplito di volta in volta rappresentanti di associazioni e società scientifiche. Negli ultimi anni, in risposta a questa esigenza, si sono costituiti due soggetti associativi: il Collegio Nazionale DSM e il Coordinamento Nazionale dei Direttori dei DSM italiani che pur provenendo da storie diverse hanno mostrato nel tempo significative convergenze sul piano delle prassi. Conseguenza naturale è stata quindi la recente unificazione di questi organismi nel Collegio Nazionale DSM, riconosciuto come ETS, che si pone oggi alla comunità professionale ed agli interlocutori politico-istituzionali come un soggetto nuovo e rappresentativo di tutti i DSM e di tutte le professionalità operanti nei DSM con responsabilità cliniche e gestionali.

L’assemblea nazionale che ha sancito quest’unione ha eletto un nuovo Direttivo Nazionale, del quale fanno parte:
Maria Rosaria Barbera (Ass. Soc. Coord. DSM Roma1)
Raffaele Barone (DSM Caltagirone)
Marco Bertoli (DSM Friuli Centrale)
Alessandro Coni (DSM Cagliari)
Diana Di Pietro (NPIA DSM Roma6)
Giuseppe Ducci (DSM Roma1)
Federico Durbano (DSMD Melegnano)
Carmelo Florio (DSM Catania)
Edvige Facchi (DSM Grosseto)
Marco Grignani (DSM Perugia)
Maria Nacci (DSM Taranto)
Francesco Risso (DSM Cuneo)
Michele Sanza (DSMDP Forlì-Cesena)
Fabrizio Starace (DSMDP Modena)

All’unanimità sono stati quindi eletti, rispettivamente Presidente, Vice-Presidente e Segretario del rinnovato Collegio Nazionale DSM: Fabrizio Starace, Giuseppe Ducci e Federico Durbano.

Le linee programmatiche che caratterizzeranno l’impegno del Collegio Nazionale DSM nel triennio 2024-2027 sono state sintetizzate in 10 tesi.

“Innanzitutto – afferma Starace – occorre “mettere in sicurezza” la sopravvivenza stessa del sistema dei DSM, attraverso il reperimento nelle diverse Regioni di adeguate ed omogenee coperture finanziarie, da destinare principalmente al reclutamento di professionisti competenti e motivati. Non è possibile far fronte a un impegno doppio con la metà delle risorse, come accade in molte Regioni, e il piano di recupero liste d’attesa non considera per nulla la Salute Mentale. Questa è condizione essenziale per migliorare la qualità dei servizi attraverso processi di benchmarking che valutino l’efficacia e la qualità percepita dagli utenti. Occorre inoltre cogliere le opportunità del PNRR per favorire la crescita di reti di salute mentale estese oltre i confini organizzativi dei Dipartimenti, nei contesti di vita, nei luoghi di lavoro, nelle scuole”.

“Il Collegio riaffermerà l’esigenza di un modello organizzativo dei DSM integrato con le dipendenze patologiche e i servizi per età evolutiva – dichiara Ducci – applicato ad oggi in appena la metà delle Regioni. Ai DSM dovrà essere pienamente riconosciuto un ruolo di regia dell’offerta territoriale dell’accreditato, a partire dalle rilevazioni di fabbisogno, in modo da favorire politiche di integrazione compensativa e non competitiva delle prestazioni erogabili. In questo ambito, piena attuazione dovrà essere data alle politiche di integrazione sociosanitaria, in collaborazione con gli ambiti sociali territoriali e gli enti del Terzo Settore”.

“Particolare attenzione il Collegio dedicherà al rapporto tra psichiatria e giustizia, che – ricorda Durbano – non adeguatamente governato rischia di mettere in crisi l’intero sistema di cura. Più in generale, l’aumento generalizzato dei fenomeni di aggressività e violenza nei confronti degli operatori sanitari impongono una analisi sull’uso degli strumenti coercitivi e dei presìdi a garanzia dei diritti degli utenti e della sicurezza degli operatori, anche al fine di scongiurare la delega palese o strisciante al controllo, che tuttora viene rivolta alla psichiatria. Su questi temi e sugli altri citati andranno superate inerzie e rendite di posizione che impediscono un funzionale collegamento tra Università e SSN per le attività di formazione”.

Particolarmente ricca è l’agenda degli incontri, sia nazionali che regionali, in cui verranno analizzati i dati e le iniziative sui singoli temi programmatici.

Per informazioni e per ricevere i documenti gli interessati possono rivolgersi a: [email protected]

Ufficio di Segreteria
Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale

Ufficio di Segreteria del Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale 

06 Maggio 2024

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