Non abbandonare la salute mentale dei giovani

Non abbandonare la salute mentale dei giovani

Non abbandonare la salute mentale dei giovani

Gentile direttore,
per ciò che concerne la salute mentale dei giovani e giovanissimi, volevamo portare all’attenzione di questo giornale alcuni dati. Prima, delle evidenze: la psiche ha ottenuto una crescente attenzione non solo a seguito del Covid-19, ma anche in reazione a una domanda “dal basso”. Molti giovani si sono infatti mobilitati per rivendicare interventi e misure a tutela del benessere psicologico e hanno mostrato una maggiore consapevolezza (rispetto alle precedenti generazioni) circa il loro diritto alla salute mentale.

Queste richieste non vanno ignorate, anche numerosi studi indicano come la salute mentale “covasse” in qualità di emergenza già dalla generazione precedente. Tuttavia è proprio oggi che dall’età evolutiva alla prima giovinezza che la metà (il 50%) dei nostri giovani ha sviluppato, in Italia, una patologia di carattere psicologico.

Cosa possiamo fare? Quando anche la violenza verso le donne si manifesta in modalità brutale senza che vi sia sufficiente capacità di una qualche forma di indignazione popolare? Reagire, con gli strumenti della mente. Abbiamo letto il numero di ottobre di Left, per esempio. Qui si affronta il tema del disagio mentale e della violenza femminicida, trovandovi – possibili – nessi fattuali, se ne parla anche nel numero di novembre. Sono molti gli psicologi e psichiatri che su questa rivista hanno criticato una visione della violenza femminicida che vorrebbe in questa la manifestazione di un male interiore che dovrebbe chiamare in causa la teologia, ci si chiede piuttosto su Left, da parte di molti esperti della salute mentale interpellati, se per i violenti si possa piuttosto parlare di malattia mentale.

In Emilia-Romagna è arrivata (anche qui, “dal basso”) una petizione e relativa proposta per lo Psicologo di Base, indipendentemente dalla Regione. Sono questi tutti segnali che ci fanno ben credere come il bisogno di bonus psicologo, psicologo di base e piena attuazione di quello scolastico (su cui molto siamo in ritardo), senza dimenticare l’educazione sentimentale nelle scuole siano un impegno inderogabile per qualsiasi politico e governante sia esso di Destra come di Sinistra.

Come sindacato degli Psicologi AUPI, non possiamo che chiedere maggiori spazi, risorse, investimenti e strutture – vivendo con la psiche una emergenza pari a quella passata con il Covid-19 – in favore del Ssn. Per quel che concerne l’emergenza in questione maggiori risorse ai DSM e un bonus psicologo strutturale con una platea di beneficiari allargata con misure straordinarie nel 2025.

Invece non vorremmo che la legge di bilancio venga approvata nell’attuale versione licenziata per la sanità, se così fosse le difficoltà dei cittadini italiani e in particolare dei nostri giovani aumenteranno, non si porranno infatti sufficienti strumenti in favore della lotta al disagio psicologico e per la tutela della salute e del benessere mentale, questi dovrebbero essere obiettivi centrali e strategici anche per il progresso economico e sociale del Paese, rischiano invece di tornare marginali con enormi arretramenti rispetto ai recenti progressi.

Lorenzo Proia
Consulente per la comunicazione AUPI

04 Novembre 2024

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