Il tetto indifferenziato imposto al numero di Unità Operative Complesse contribuisce a rendere i dirigenti delle professioni figli di un dio minore

Il tetto indifferenziato imposto al numero di Unità Operative Complesse contribuisce a rendere i dirigenti delle professioni figli di un dio minore

Il tetto indifferenziato imposto al numero di Unità Operative Complesse contribuisce a rendere i dirigenti delle professioni figli di un dio minore

Gentile direttore,
pochi giorni fa Marcello Bozzi in un suo intervento qui su Qs ha usato per i dirigenti delle professioni l’espressione “figli di un dio minore”. Tra i tanti aspetti che Bozzi ha sottolineato ne vorrei riprendere uno e cioè quello relativo alla copertura delle posizioni dirigenziali delle professioni sanitarie. Scrive Bozzi: “L’approfondimento fatto riguardante le Leggi Regionali di riorganizzazione dei sistemi sanitari e gli indirizzi per la definizione degli Atti Aziendali evidenziano una poca conoscenza ed una poca consapevolezza da parte degli estensori dei documenti richiamati in merito al ruolo e alla responsabilità della Dirigenza delle Professioni Sanitarie.” Aggiunge poi più avanti che “ Alcune determine e deliberazioni aziendali appaiono davvero fantasiose e anche suggestive, tanto da rendere evidente l’ignoranza di tanti in materia (nel senso nobile di “non conoscenza”) e la lontananza dalle reali necessità per il funzionamento delle strutture e per la garanzia dell’adeguatezza ed appropriatezza della risposta ai bisogni di salute delle persone.”

La produzione delle proposte di Atto Aziendale da parte dei vari Enti del Ssn delle Marche (5 Aziende Sanitarie Territoriali, 1 Azienda Ospedaliero- Universitaria e un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) è stata una buona occasione per verificare le osservazioni di Bozzi e tornare sul vincolo imposto alle Regioni e da questo alle Aziende sul numero massimo ammesso di Unità Operative Complesse, tetto indifferenziato per tipologia, sia a livello macro di area sanitaria e amministrativa, che a livello micro di singola tipologia di disciplina/funzione.

Questo vincolo nasce da un atto di indirizzo del Ministero del 2012 che non è mai stato rivisto e che ho già avuto modo di commentare criticamente in un mio precedente intervento cui per comodità rimando. Mi limito a ricordare che l’atto di indirizzo prevede una struttura complessa ospedaliera ogni 17,5 posti letto mentre quelle non ospedaliere sono calcolate in funzione della popolazione residente. Altro non c’è. Sulla base di questo Atto le Regioni hanno concordato col Comitato LEA il tetto di Unità Operative Complesse e a loro volta lo hanno trasferito come vincolo alle Aziende.

Dal 2012 il Ssn è cambiato o comunque dovrebbe essere profondamente cambiato con una forte razionalizzazione di alcune componenti e lo sviluppo di altre. Ad esempio ci dovrebbe essere stata una concentrazione delle attività ospedaliere per acuti a seguito della applicazione del DM 70 del 2015 e una concentrazione di alcune funzioni amministrative, e un forte sviluppo delle attività territoriali e di quelle “professionali”. Ma di fatto il Ministero verifica solo il rispetto complessivo del tetto, ammesso che lo verifichi ancora dato che le attività del Comitato LEA sono un oggetto misterioso (nella pagina dedicata del Ministero della Salute l’ultimo questionario pubblicato sul monitoraggio dei LEA risale al 2022).

I risultati di questo vecchio tetto complessivo mai rivisto si vedono bene negli atti aziendali in bozza della Regione Marche con una sola unità operativa complessa dell’area delle professioni per Azienda con l’unica eccezione della Azienda Ospedaliera che ne ha due. D’altro canto si registra un numero alto di Unità Operative complesse di area amministrativa legato alla frammentazione delle Aziende Sanitarie Territoriali e un numero significativo di Unità Operative Complesse ospedaliere in eccedenza rispetto agli standard del DM 70 in discipline come la cardiologia, il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza e la Anestesia e Rianimazione. E’ evidente che in un sistema con un numero di Unità Operative Complesse contingentato se non viene modificata la struttura della rete ospedaliera e non viene razionalizzato l’assetto delle funzioni di supporto e amministrative “concentrabili” le posizioni dirigenziali delle professioni sono destinate a non trovare spazio.

Dalla lettura delle bozze di Atti Aziendali delle Marche trova conferma anche la definizione di Bozzi di “fantasiose e anche suggestive” riferita a qualche Atto Aziendale. Nelle Marche quello di una AST prevede un Dipartimento delle Professioni con dentro le Unità Operative Complesse delle Professioni Sanitarie, della Gestione del Rischio e della Direzione Medica.

Ha dell’incredibile (si fa per dire, siamo abituati a molto peggio) che scelte così importanti come gli Atti Aziendali poggino su atti di indirizzo superati come quello sul numero massimo di unità complesse e trascurino atti come il DM 70 che dovrebbero essere ancor più cogenti. Per cui rifacciamo quell’atto di indirizzo rendendolo capace di orientare sia i processi di razionalizzazione che quelli di sviluppo.

Claudio Maria Maffei

29 Gennaio 2025

© Riproduzione riservata

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...