Comparto Sanità. Il no al rinnovo del contratto tra ragioni probabili e ragioni improbabili 

Comparto Sanità. Il no al rinnovo del contratto tra ragioni probabili e ragioni improbabili 

Comparto Sanità. Il no al rinnovo del contratto tra ragioni probabili e ragioni improbabili 

Gentile Direttore,
a sostegno del mancato rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2022-2024, a parere mio, ci potrebbero essere ragioni sia probabili che improbabili.

Le ragioni improbabili sono quelle dei Sindacati non firmatari: le motivazioni economiche sono a dir poco risibili; come ben sappiamo, Internet è un Diario dalla memoria illimitata, basta fare delle banalissime ricerche per imbattersi nel “Volantone Unitario” con cui Cgil, Cisl e Uil sbandieravano lo strepitoso incremento di 72 euro di salario fisso del CCNL biennio 2008-2009 (1), senza dimenticare il mirabolante rinnovo del CCNL 2016-2018 , che previde aumenti fino a ben 95 euro mensili e quindi sostanziali miglioramenti secondo la CGIL (2) e il raggiungimento di un traguardo storico secondo la UIL (3).

Oggi quegli stessi Sindacati che sbandieravano “volantoni” e “traguardi storici”, non hanno voluto firmare il CCNL dicendo che invece i 170 euro, previsti o presunti, sarebbero stati pochi, perché al netto di inflazione e di Indennità di Vacanza Contrattuale nelle tasche di noi Infermieri sarebbe arrivato ben poco, circa 40 euro di incremento fisso mensile: tuttavia se i 40 euro di oggi sono un’elemosina, di sicuro i 72 del 2009 e i 95 del 2018 non furono dei risultati proprio soddisfacenti.

Ma tant’è, come è ben noto, che la politica come il sindacato possono dimostrare che tutto possa essere o diventare il contrario di tutto.

Una ragione per il NO al rinnovo del CCNL, meno citata ma più plausibile, potrebbe essere invece che ancora una volta, anche per il CCNL 2022 – 2024, noi Infermieri non avremmo ottenuto una reale e concreta valorizzazione professionale, con un giusto riconoscimento economico dell’anzianità di servizio e dell’aggiornamento formativo post – base.

L’ art. 102 del CCNL 2019 – 2021, ovvero la costituzione del “Fondo Incarichi, Progressioni Economiche e Indennità Professionali”, si sarebbe trasformato nell’ art. 60 del CCNL 2022 – 2024 (4): un cambiamento formale più che sostanziale, in quanto vengono confermate le modalità di utilizzo del fondo.

Io credo sia l’articolo più importante nell’ ottica della valorizzazione professionale Infermieristica: se continua ad essere un mero elenco di voci, senza indicare ordini di priorità, saranno sempre le contrattazioni di II livello, ovvero quelle tra segreterie sindacali aziendali e direzioni aziendali, a stabilire tempi e modi della nostra valorizzazione professionale.

Occorrerebbe per gli Infermieri, solo per citare un esempio, una norma pari a quella dei Dirigenti che nell’art. 71 del CCNL Area Sanità 2019 – 2021 hanno un loro caposaldo, un’importantissima “clausola di garanzia” (5): hanno la possibilità di pretendere un aumento della propria retribuzione sulla base di un’effettiva e specifica anzianità di servizio, senza dover chiedere e sperare in Sindacati e Aziende; un’evenienza che per gli Infermieri, ancora una volta, dalla bozza del CCNL 2022-2024 sembra che non sarebbe stata considerata.

Se l’incremento dello stipendio tabellare è fondamentale a salvaguardia della nostra dignità professionale, dei reali e concreti meccanismi di valorizzazione dell’anzianità di servizio, dell’esperienza lavorativa e delle competenze professionali acquisite, sarebbero importanti ai fini dell’attrattività e delle prospettive di remunerazione che possiamo garantire a chi è già Infermiere o a chi avrebbe intenzione di diventarlo.

In mancanza di ciò, ancora una volta, per noi Infermieri c’è poco da sperare.

Alessandro Serrano
Infermiere

NOTE
1. https://www.fpcgil.it/2011/07/18/sanit_____siglato_il_biennio_economico_2008_2009_del_ccnl_per_il_personale_del_comparto_della_sanit___pubblica__10487/
2. https://www.fpcgil.it/2018/02/23/contratti-fp-cgil-siglata-ipotesi-rinnovo-sanita/
3. https://www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professio ni/articolo.php?approfondimento_id=10658
4. https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1736872056.pdf
5. https://www.aranagenzia.it/attachments/article/14467/2024.01.23%20-%20CCNL%20Dirigenza%20sanitaria%20%202019-2021%20-%20DEFINITIVO.pdf

Alessandro Serrano

30 Gennaio 2025

© Riproduzione riservata

Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)
Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)

Gentile Direttore, c’è un paradosso che riguarda oggi il Ssn: mentre continuiamo a definirlo universalistico, l’accesso reale alle cure sta diventando sempre più diseguale. Non si tratta di una rottura...

Sicurezza sul lavoro e disabilità: un’opportunità normativa per le Aziende Sanitarie
Sicurezza sul lavoro e disabilità: un’opportunità normativa per le Aziende Sanitarie

Gentile Direttore,con l’introduzione della norma UNI EN ISO 45001:23 nell’art. 30 del d.lgs. 81/08, come indicato dall’ultima legge in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro dello scorso anno, si...

Le professioni sanitarie e un segnale che il sistema non può più ignorare
Le professioni sanitarie e un segnale che il sistema non può più ignorare

Gentile direttore,negli ultimi anni le professioni sanitarie italiane hanno attraversato una trasformazione silenziosa ma profonda. Sono cambiate le competenze, si sono ampliati i confini della responsabilità, si sono moltiplicati gli...

Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente
Il miglior scudo penale per il medico? L’ascolto del paziente

Gentile Direttore,c'è una domanda che viene fatta frequentemente durante i corsi ECM e cioè: qual è il migliore scudo penale? Prevenire è meglio che curare, dice un noto aforisma di...