IA in sanità: formazione e informazione per il suo utilizzo, sicuro e responsabile  

IA in sanità: formazione e informazione per il suo utilizzo, sicuro e responsabile  

IA in sanità: formazione e informazione per il suo utilizzo, sicuro e responsabile  

Gentile Direttore,
la diffusione delle soluzioni di Intelligenza Artificiale (IA) in sanità è in forte crescita per via della loro straordinaria duttilità. Le loro applicazioni vanno dalla clinica alla ricerca, dalla diagnostica alla componente organizzativa e amministrativa. Insomma, l’IA è parte del sistema e sarà sempre più presente e invasiva.

Per valutare lo sviluppo dell’IA in sanità, basta analizzare i dati delle pubblicazioni che negli ultimi 15 anni la citano. Dal 2010 al 2024, la crescita annua è stata di circa il 28%, trainata da India, Cina e Stati Uniti. Dal 2019 al 2023 si è passati da 8.553 pubblicazioni a 27.121 (Fonte: Politecnico di Milano – Osservatori Digital Information). Dati che si commentano da soli!

Tuttavia, al crescere di interesse e diffusione, crescono anche i rischi (di sicurezza, privacy, etica) associati all’utilizzo di IA in sanità (data breach, bias, errate valutazioni cliniche). Nel 2024, circa il 23% degli eventi censiti, che hanno avuto effetti diretti sulla salute umana, riguarda l’uso improprio di strumenti basati su IA. Pertanto, la parola d’ordine è: “maneggiare con cura”.

Un contesto nel quale le istituzioni internazionali sono in fermento. L’OMS ha elaborato linee guida che propongono raccomandazioni basate sugli aspetti etici nelle fasi di sviluppo dei sistemi di IA, l’UE ha diffuso uno strumento legislativo human-centred (IA Act) e l’Italia ha adottato la “Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026”, anch’essa human-oriented.

Nonostante il crescente sviluppo tecnologico e normativo in materia di IA in sanità, le agende delle direzioni strategiche delle strutture sanitarie italiane non prevedono lo sviluppo e l’acquisizione di tecnologie di IA come una priorità.

In base ad un recente studio condotto dall’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, le soluzioni IA per l’analisi delle immagini e dei suoni sono le più diffuse e sarebbero utilizzate da circa il 19% dei medici specialisti; l’analisi dei dati strutturati e di quelli raccolti dal paziente riguarderebbe il 12% di essi. Il 77% dei medici specialisti riconosce il valore dell’IA, ma ritiene che questa non possa sostituire il medico nelle attività cliniche.

Ma per meglio comprendere l’appeal degli strumenti di IA in sanità, bisogna tener conto anche della prospettiva dei pazienti cronici. Il 53% di essi ritiene che, se usata con prudenza, l’IA in sanità può portare più benefici che rischi, il 47% crede che l’IA possa aiutare il medico nel prendere decisioni più rapide e precise, mentre il 37% ha paura che l’IA possa sostituire il medico.

La percentuale dei pazienti che si dichiara spaventato dall’uso di IA in sanità induce fondatamente a ritenere che lo sviluppo e la diffusione di tali strumenti – e, in particolare, l’IA generativa – dipenda essenzialmente dalla percezione di “sicurezza” sia per il medico che per il paziente.

Pertanto, sul presupposto che, tra i medici, il 41% è realista (riconosce sia i benefici che i rischi), il 45% è entusiasta (esalta i benefici e sottovaluta i rischi) ed il 14% è scettico (non percepisce alcun beneficio), mentre il 37% dei pazienti è spaventato dall’IA, l’obiettivo della “sicurezza” si persegue attraverso l’implementazione di programmi di formazione specifici (per garantire l’utilizzo sicuro e responsabile dell’IA) e di informazione, tanto per i medici quanto (e soprattutto) per i pazienti.

Antonio Salvatore
Direttore del Dipartimento Salute di ANCI Campania
Vice presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario

10 Febbraio 2025

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