La Farmacia Non Convenzionata come “formidabile scudo anti-spread”

La Farmacia Non Convenzionata come “formidabile scudo anti-spread”

La Farmacia Non Convenzionata come “formidabile scudo anti-spread”

Gentile Direttore,
con molto piacere vedo che i farmacisti son tenuti in grande considerazione da tutti gli schieramenti politici in questa tornata elettorale. E la cosa inorgoglisce una categoria che a detta di tanti è da tempo "maltrattata". Però, visto che siamo in campagna elettorale e che anche il sottoscritto è candidato alla Camera dei Deputati con la Lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, ci sono alcune domande che vorrei porre ai miei colleghi candidati.

La prima domanda la rivolgo al Dott. Mandelli. Sappiamo bene il suo orientamento politico, visto che è stato il candidato a sindaco di Monza per il PdL. Ora la mia domanda è volutamente provocatoria ed è la seguente: non sarebbe opportuno che il presidente della Fofi, organo che rappresenta tutti i farmacisti d'Italia, lasci appunto la sua carica all'interno della categoria? Sarebbe un gesto di imparzialità da parte di un personaggio di spicco che sin qua ci ha rappresentati.

Ora sicuramente i più maliziosi obietteranno che il problema è solo un problema di lotta di classe tra farmacisti. Ma io tengo a precisare che il problema è di fondo. Sono da sempre uno strenuo sostenitore della necessità di istituire la Farmacia Non Convenzionata per dare libero accesso ai tanti colleghi bravi che hanno gli stessi requisiti dei colleghi più fortunati che hanno o ereditato una farmacia o che con tanti sacrifici la hanno acquistata!
In un'Europa che ci bacchetta sempre più su certe tematiche scottanti non sarebbe un esempio di civiltà regolamentare la professione del farmacista?

Mi rendo conto che non è una cosa semplice quella di cui parlo io. Si dovrebbe rinunciare ad un po' di sovranità da parte dei farmacisti titolari di farmacia attuali, ma sarebbe un volano eccezionale per l'economia ed i risparmi dei privati cittadini.

Quando parlo di Farmacia Non Convenzionata non parlo certamente di assalto all'arma bianca, ma di un confronto serio tra le parti che regolamenti il riordino del servizio farmaceutico veramente!

Faccio alcune proposte pratiche che potrebbero essere la base di una sana e costruttiva discussione in merito.

1) Verificare quante parafarmacie sono veramente di farmacisti titolari di se stessi,ed a costoro se hanno tutte le carte in regola dare immediatamente accesso alla Farmacia Non Convenzionata.

2) Creare all'interno del sindacato nazionale un fondo per i farmacisti rurali,che sono la vera colonna portante del nostro sistema farmaceutico. Un fondo che sia congruo con il lavoro svolto e che dovrebbe così garantire il servizio anche in quei paesi per così dire meno remunerativi rispetto ai luccicanti agglomerati urbani.

3) Istituire la Farmacia Non Convenzionata in modo tale che ognuno che ne abbia titolo e diritto e che abbia fatto la gavetta in farmacia, come facciamo già peraltro, possa accedere alla libera professione senza andar a gravare sui costi del Sistema Sanitario Nazionale ed in più innescando un sano  e virtuoso meccanismo di concorrenza che favorirebbe tutti i cittadini e di conseguenza l'economia generale del Paese.

Da tempo ormai ci siamo resi conto che il costo della Sanità è in continuo aumento e che l'età media della popolazione cresce. Ora, se riusciamo a fare questa riforma europea e a costo zero per lo Stato Italiano, riusciremo a far risparmiare direttamente i cittadini e quelle fasce più deboli di popolazione.

In un'altra mia lettera sull'argomento ho definito la Farmacia Non Convenzionata un "formidabile scudo anti-spread". E riprendo l'argomento volentieri perché ci credo.
L'istituzione della Farmacia Non Convenzionata darebbe un input notevole alle economie locali. Infatti si innescherebbero dei meccanismi che garantirebbero a tutta una serie di lavoratori di esser chiamati in causa per l'apertura delle nuove farmacie! E l'economia locale inizierebbe da subito e senza costi per lo Stato ed i cittadini a ripartire.

Mi rendo perfettamente conto che queste mie domande-proposte lasceranno qualcuno un po' perplesso. Ma vi invito a riflettere bene sulle ricadute che ci sarebbero per ognuno di noi cittadini .Farmacisti e non.
Ed in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo risparmiare sulla salute,che incide parecchio nella vita di tutti i giorni,sarebbe il miglior modo di iniziare una legislatura di "buona volontà" per il bene del nostro Paese.

Senza mai dimenticarci che siamo in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale riguardo la vendita di farmaci a carico dei cittadini!

A questo punto ritengo che sia meglio dar spazio ai tanti colleghi che vogliono far bene il loro lavoro,anziché far entrare la grande distribuzione nel nostro settore. Grande distribuzione che come è facile intuire seguirebbe solamente delle logiche di mercato.

Alfonso Albano
Farmacista

23 Gennaio 2013

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