Autismo. Verì: “Potenziamo le strutture dedicate, risorse quintuplicate in 3 anni”   

Autismo. Verì: “Potenziamo le strutture dedicate, risorse quintuplicate in 3 anni”   

Autismo. Verì: “Potenziamo le strutture dedicate, risorse quintuplicate in 3 anni”   
Dal 2022 al 2024, spiega l’assessore in V commissione, il budget stanziato per le strutture dedicate ai disturbi dello spettro autistico è passato da poco meno di 2mln di euro ad oltre 9mln e 650mila euro, con una previsione a fine 2026 di circa 15mln 150mila euro. “Entro fine settembre auspichiamo di approvare le linee guida aggiornate dal comitato tecnico scientifico”.

“E’ stato un percorso lungo perché fino al 2019 non esisteva una cornice chiara e omogenea della rete di assistenza regionale per i disturbi dello spettro autistico”, ma “oggi siamo alla fine di questo processo e sono convinta che già nei primi mesi del nuovo anno gli effetti dei provvedimenti adottati saranno visibili”. Così l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha posto l’accento sull’impegno profuso per l’assistenza alle persone con autismo, illustrando anche le prossime novità e sottolineando come le risorse dedicate, nel corso di 3 anni, siano quintuplicate.

“Dal 2022 al 2024 – ha spiegato Verì – il budget stanziato per le strutture dedicate ai disturbi dello spettro autistico è passato da poco meno di 2 milioni di euro ad oltre 9 milioni e 650mila euro, con una previsione a fine 2026 di circa 15 milioni 150mila euro. A testimonianza di una costante attenzione da parte del governo regionale”.

“Un lavoro complesso – ha proseguito l’assessore – iniziato nel 2019, che ha visto la conclusione dei lavori del comitato tecnico scientifico lo scorso 31 luglio. L’organismo ha definito gli ultimi aspetti riguardanti sia le linee guida generali, sia i requisiti autorizzatori e di accreditamento per i diversi setting dei disturbi dello spettro autistico. Entro fine settembre l’Agenzia Sanitaria Regionale trasmetterà il documento al Dipartimento Sanità per la successiva istruttoria e l’approvazione da parte della giunta regionale”.

“I lavori del Comitato tecnico scientifico si sono concentrati principalmente su 4 ambiti: la residenzialità diffusa, con l’obiettivo di aumentare il numero di posti letto dedicati al setting ‘nuclei residenziali per l’età adulta, così da favorire anche il rientro in Abruzzo dei pazienti assistiti fuori regione; l’integrazione socio-sanitaria, per l’inserimento nella programmazione anche di un ‘setting sociale’ di assistenza ai disturbi dello spettro autistico, a compartecipazione socio-sanitaria, che garantisca allo stesso tempo continuità dell’assistenza, appropriatezza ed efficienza. E’ in corso un confronto tra l’Assessorato alla Salute e quello alle Politiche Sociali per la preparazione di un atto d’indirizzo da approvare in giunta e al quale far seguire la disciplina attuativa di dettaglio”.

“Si passa ancora all’abbattimento delle liste d’attesa e nuovo fabbisogno, argomenti strettamente connessi. Nell’attesa della definizione dei nuovi fabbisogni che dovrebbe essere completata entro la fine di quest’anno e all’interno dei quali è previsto un rafforzamento della rete pubblica ambulatoriale e semiresidenziale, si è proceduto all’attribuzione delle dotazioni già stabilite nella programmazione 2019. Le Asl, nelle more dell’attivazione della rete pubblica, hanno comunque chiesto ulteriori risorse sia per far fronte alle crescenti domande di assistenza, sia per adempiere alle sentenze di presa in carico emesse dalla magistratura; risorse che sono state assegnate con due distinti provvedimenti di giunta lo scorso giugno”.

Infine, “si parla di percorsi di cura per l’utenza non collaborante, che verranno definiti dal Comitato tecnico scientifico e dovranno tener conto delle varie esigenze coinvolte, quali i bisogni di salute dei pazienti, le necessità delle loro famiglie, ma anche gli standard di sicurezza delle cure. Per l’odontoiatria in sedazione, ad esempio, è stata disposta la prestazione in ambiente ospedaliero. Il percorso di cura dovrà affrontare le necessità dell’utente non collaborante, sia in situazioni di emergenza/urgenza, sia per prestazioni di tipo elettivo in strutture per acuti, sia per l’erogazione di prestazioni ambulatoriali/domiciliari, sia per l’esecuzione di prestazioni diagnostico-strumentali, anche in tema di medicina preventiva. Andranno inoltre predisposti degli specifici piani di formazione per il personale e valutate le implicazioni burocratico-legali, affatto secondarie, per garantire la tutela dei sanitari coinvolti”, ha detto Verì.

L’assessore ha quindi sottolineato come il percorso fatto sia stato impegnativo: “Basti pensare che” negli anni passati “spesso le Asl procedevano autonomamente alle convenzioni con gli erogatori e questo ha portato a situazioni di confusione e a numerosi contenziosi. Era nostro dovere procedere ad un riordino generale, nell’interesse di tutti i pazienti coinvolti”, ha concluso Verì,

03 Settembre 2025

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