Errori al San Raffaele, ma il vero problema è un altro: da mesi denunciamo un reclutamento senza controlli

Errori al San Raffaele, ma il vero problema è un altro: da mesi denunciamo un reclutamento senza controlli

Errori al San Raffaele, ma il vero problema è un altro: da mesi denunciamo un reclutamento senza controlli

Gentile direttore, quanto accaduto al San Raffaele, con i gravi errori nella somministrazione dei farmaci attribuiti a personale reclutato tramite cooperative, non può essere liquidato come un episodio isolato o una fatalità.

Gentile direttore,

quanto accaduto al San Raffaele, con i gravi errori nella somministrazione dei farmaci attribuiti a personale reclutato tramite cooperative, non può essere liquidato come un episodio isolato o una fatalità. Da mesi segnaliamo che in Lombardia si sta consolidando un modello di reclutamento che mette a rischio la sicurezza dei pazienti, perché introduce nei reparti operatori che non hanno superato verifiche cliniche adeguate. È una scorciatoia presentata come necessità organizzativa, ma che in realtà produce fragilità ancora più profonde.

Vorrei ribadirlo con chiarezza: il problema non riguarda la provenienza del personale, bensì l’assenza di controlli uniformi e seri sulle competenze di chi viene inserito in corsia. Senza valutazioni cliniche rigorose e percorsi di affiancamento strutturati, qualsiasi operatore si ritrova ad affrontare situazioni per le quali potrebbe non essere preparato, e a pagarne il prezzo sono i pazienti più fragili. È esattamente l’allarme che da mesi portiamo all’attenzione delle istituzioni.

La sicurezza dei cittadini, lo ripetiamo, non è negoziabile. Gli infermieri italiani sono professionisti di altissimo livello, ma non possono essere affiancati o sostituiti da personale non valutato adeguatamente, inserito con procedure accelerate che privilegiano la rapidità alla qualità. Non è così che si affronta la carenza di organico; è così che la si trasforma in un problema ancor più serio.

Il caso del San Raffaele conferma che ci troviamo di fronte a una criticità sistemica, conseguenza di una politica di esternalizzazioni che negli anni ha indebolito i presìdi di controllo sulla qualità dell’assistenza. Serve un cambio di rotta reale, che restituisca centralità alle competenze verificate, alla formazione e all’inserimento responsabile del personale, perché la sicurezza non può essere una variabile opzionale nei reparti ospedalieri.

Mi permetto inoltre di sottolineare un aspetto che considero rilevante: la stampa locale ha dedicato finora una attenzione sorprendentemente limitata alle nostre denunce, quasi che il problema non riguardasse il sistema nel suo complesso. Ma quando si parla di errori in corsia e di personale non adeguatamente valutato, non esistono questioni “interne”: esistono cittadini che meritano trasparenza e strutture che meritano personale formato e competente.

Confido che anche grazie al Suo giornale questa vicenda possa riportare al centro del dibattito pubblico una questione che non può più essere rimossa e che richiede scelte rapide, serie e coraggiose.

La ringrazio per l’attenzione.

Roberto Gentile
Segretario Generale FIALS Lombardia

10 Dicembre 2025

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