I vaccini antinfluenzali proteggono al 57% contro il “super virus”, lo studio Ecdc

I vaccini antinfluenzali proteggono al 57% contro il “super virus”, lo studio Ecdc

I vaccini antinfluenzali proteggono al 57% contro il “super virus”, lo studio Ecdc

Il monitoraggio Vebis, svolto sulla popolazione europea (Italia compresa) arrivata dal medico curante con sintomi influenzali e dopo aver fatto il vaccino, mostra una buona efficacia anche contro la sottoclade K dell'influenza A H3N2.

I vaccini antinfluenzali disponibili nell’Unione Europea hanno un’efficacia che varia dal 52% al 57% contro il “super virus” che ha anticipato la stagione 2025: l’influenza A H3N2. I dati sono dello studio multicentrico Vebis (Vaccine Effectiveness, Burden and Impact Studies) dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control). La ricerca è stata avviata proprio per verificare se il vaccino fornisse effettivamente protezione contro la sottoclade K dell’influenza A H3N2, responsabile di questa precoce stagione influenzale anomala, dopo i primi dubbi sollevati dai monitoraggi.

Nel 2025 l’Europa ha visto aumentare l’attività influenzale con un anticipo di tre/quattro settimane rispetto ai due anni precedenti. Dalla 49esima settimana (1-7 dicembre) la circolazione dei virus respiratori è stata registrata come significativa, con un numero elevato di pazienti arrivati alle cure primarie con sintomi di malattie respiratorie. I soggetti più colpiti sono risultati i bambini tra 5 e 14 anni, mentre la fascia con ricoveri in aumento è quella degli over 65.

Lo studio Vebis e i risultati

Lo studio Vebis nel 2025 ha reclutato pazienti di tutte le età affetti da infezione respiratoria acuta o malattia simil-influenzale che si sono recati dal medico curante in Ue (compresa l’Italia), dopo aver fatto il vaccino.

Un totale di 866 casi di influenza e 4.165 controlli negativi al test sono stati inclusi nello studio multinazionale in tutte le fasce d’età tra la settimana 41 e la settimana 49 del 2025. Quasi tutti i casi erano di influenza A (865/866), con un solo caso di influenza B. Tra i virus influenzali sottotipizzati di tipo A (85%; 736/865), il 75% (n=553) era di influenza A(H3N2) e il 25% (n=183) era di influenza A(H1N1)pdm09. 

Nella popolazione totale (tutte le fasce d’età), l’efficacia del vaccino è stata:

  • 44% contro qualsiasi influenza;
  • 52% contro l’influenza A(H3N2);
  • 16% contro l’influenza A(H1N1)pdm09. 

Le stime di efficacia del vaccino A(H3N2) specifiche per età erano del 52% tra i soggetti di età compresa tra 0 e 17 anni e del 57% tra i soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni. A causa della predominanza dell’influenza A(H3N2), le stime per gli altri sottotipi influenzali sono imprecise in questo periodo della stagione.

Nelle ultime settimane, l’aumento della circolazione dell’influenza è stato in gran parte determinato dal sottoclade K del virus influenzale A(H3N2), derivato dal ceppo vaccinale. I dati dello studio multicentrico di assistenza primaria Vebis hanno confermato che i vaccini stagionali disponibili nell’UE forniscono protezione contro l’infezione da virus influenzale A(H3N2).

Si specifica che l’attuale livello di protezione potrebbe diminuire nel tempo, in particolare in una stagione influenzale prolungata. Inoltre, le stime potrebbero variare con l’aumento della precisione degli studi con l’inclusione di più partecipanti, il che richiederà un attento monitoraggio nei prossimi mesi.

G.F.

19 Dicembre 2025

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