Conti sanitari regionali, disavanzo in forte peggioramento: nel 2024 deficit oltre 2,5 miliardi

Conti sanitari regionali, disavanzo in forte peggioramento: nel 2024 deficit oltre 2,5 miliardi

Conti sanitari regionali, disavanzo in forte peggioramento: nel 2024 deficit oltre 2,5 miliardi

Il quadro dei risultati d’esercizio del Servizio sanitario nazionale torna a farsi critico. Secondo i dati del Tavolo per la verifica degli adempimenti, nel periodo 2015-2024 il sistema sanitario regionale registra un progressivo deterioramento dei conti, culminato nel 2024 con un disavanzo complessivo di 2.572,6 milioni di euro, il valore peggiore dell’intero decennio.

Dopo una fase di relativa stabilizzazione, favorita anche dalle risorse straordinarie legate alla pandemia, dal 2022 in poi i conti tornano rapidamente in rosso: il deficit (prima delle coperture) passa da -726 milioni nel 2020 a -1,1 miliardi nel 2021, fino a superare -1,5 miliardi nel 2022, -1,74 miliardi nel 2023 e raggiungere nel 2024 livelli mai registrati in precedenza (-2,5 mld). Lo segnala l’ultimo report della Ragioneria generale dello Stato sul Monitoraggio della spesa sanitaria.

Le regioni in maggiore difficoltà

Tra le situazioni più critiche spiccano le regioni a statuto speciale e le province autonome. Nel 2024 la Provincia autonoma di Bolzano registra un disavanzo di -472,7 milioni, mentre la Provincia autonoma di Trento supera i -312 milioni. Anche la Sardegna evidenzia un deficit rilevante (-332,8 milioni), seppur con dato ancora provvisorio.

Nel Centro-Sud permangono criticità strutturali. La Toscana chiude il 2024 con un disavanzo di -244,4 milioni, la Puglia con -132,4 milioni, la Calabria con -118,5 milioni e l’Abruzzo con -113 milioni. Il Piemonte mostra un peggioramento significativo, passando da un avanzo nel 2021 a -192,2 milioni nel 2024.

Fa eccezione il Lazio, che nel 2024 registra un risultato positivo (+194,9 milioni), confermando il percorso di risanamento intrapreso negli ultimi anni dopo una lunga fase di disavanzi strutturali.

Effetto pandemia esaurito

L’analisi temporale evidenzia chiaramente come l’equilibrio dei conti durante il biennio pandemico sia stato sostenuto da finanziamenti straordinari e da misure emergenziali. Con il venir meno di queste risorse, il sistema sanitario è tornato a scontare problemi irrisolti: aumento dei costi energetici, inflazione sanitaria, carenza di personale, ricorso a prestazioni esterne e ritardi nei trasferimenti.

Una sostenibilità da ripensare

I dati del Tavolo confermano che la sostenibilità economica del SSN resta una delle principali sfide per il prossimo futuro. Senza un rafforzamento strutturale del finanziamento pubblico e senza interventi di efficientamento organizzativo, il rischio è quello di una nuova stagione di piani di rientro, con effetti diretti sull’erogazione dei Lea e sull’equità territoriale.

Il 2024 segna dunque un campanello d’allarme chiaro: la tenuta dei conti sanitari non può più essere affidata a misure temporanee, ma richiede scelte strutturali e una governance nazionale più incisiva.

L.F.

22 Gennaio 2026

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