Cancro, Nursing Up: “Investire su infermieri di assistenza oncologica”

Cancro, Nursing Up: “Investire su infermieri di assistenza oncologica”

Cancro, Nursing Up: “Investire su infermieri di assistenza oncologica”

Gli infermieri che lavorano in assistenza oncologica sono tra i 12 mila e i 18 mila in Italia, De Palma (Nursing Up): "Chiamati ogni giorno a sostenere pazienti e famiglie in momenti di estrema fragilità, ruolo va riconosciuto".

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, Nursing Up richiama l’attenzione sul ruolo centrale degli infermieri oncologici, figure chiave nei percorsi di cura di una delle patologie più rilevanti dal punto di vista sanitario e sociale.

Secondo un’analisi del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), basata sulla distribuzione dei reparti oncologici, dei day hospital dedicati e delle reti oncologiche regionali, in Italia operano stabilmente tra 12.000 e 18.000 infermieri impegnati nell’assistenza oncologica. Una stima che, secondo Nursing Up, “evidenzia la forte sproporzione tra il numero di professionisti dedicati e l’ampiezza della popolazione oncologica assistita”. C’è, inoltre, una netta prevalenza femminile, con circa il 65–70% di donne e una quota maschile compresa tra il 30 e il 35%, una distribuzione coerente con quella della professione infermieristica anche nei settori ad alta specializzazione clinica.

Queste figure seguono il paziente lungo l’intero percorso di cura: dalla diagnosi ai trattamenti, dal follow-up alla gestione degli effetti collaterali, fino al supporto nelle fasi più critiche della malattia, spesso diventando il riferimento più costante per il paziente e per la famiglia.

La componente umana dell’assistenza oncologica

L’assistenza oncologica non si esaurisce nell’applicazione dei protocolli terapeutici. L’infermiere oncologico rappresenta spesso il presidio umano più continuo nei percorsi di cura, soprattutto nei casi di malattia avanzata o cronica. Empatia, ascolto, capacità di relazione e accompagnamento diventano elementi essenziali della qualità dell’assistenza, come evidenziato anche dalla letteratura scientifica internazionale sulla relazione di cura in oncologia.

Il cancro non colpisce solo il corpo, ma l’intera sfera emotiva della persona – dichiara Antonio De Palma, presidente di Nursing Up –. Gli infermieri oncologici sono chiamati ogni giorno a sostenere pazienti e famiglie in momenti di estrema fragilità, gestendo insieme complessità clinica e carico umano. Questo ruolo va riconosciuto e valorizzato”.

Formazione specialistica e qualità delle cure

Secondo Nursing Up, la qualità dell’assistenza oncologica è strettamente legata alla formazione specialistica infermieristica. Ambiti come oncologia clinica, gestione del dolore, cure palliative, comunicazione con il paziente fragile e supporto psicologico richiedono competenze avanzate e aggiornamento continuo, come indicato anche dai documenti di indirizzo delle società scientifiche e delle reti oncologiche. Senza dimenticare che l’infermiere rappresenta da sempre la figura professionale che trascorre più tempo a contatto con il paziente.

Non si può continuare a chiedere agli infermieri di reggere carichi assistenziali ed emotivi enormi senza investire seriamente sulla formazione specialistica – sottolinea De Palma –. La qualità delle cure dipende anche dalla preparazione di chi è accanto al paziente ogni giorno”.

Le priorità per rafforzare l’assistenza oncologica

Per Nursing Up è necessario intervenire su più livelli: valorizzare le competenze avanzate degli infermieri oncologici, adeguare gli organici rispetto a una popolazione di milioni di pazienti oncologici, rafforzare i percorsi formativi specialistici e riconoscere pienamente il ruolo dell’assistenza infermieristica nei team multidisciplinari. Solo così sarà possibile garantire cure oncologiche efficaci, sicure e realmente umanizzate.

Investire sugli infermieri oncologici significa investire direttamente sulla qualità della vita dei pazienti – conclude De Palma –. Senza un riconoscimento concreto del valore professionale e umano di questi professionisti, il sistema sanitario rischia di indebolire la propria capacità di risposta a una delle sfide più complesse della sanità moderna”.

04 Febbraio 2026

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