Riforma professioni. Stato-Regioni, Fials: “Documento condivisibile solo in parte”

Riforma professioni. Stato-Regioni, Fials: “Documento condivisibile solo in parte”

Riforma professioni. Stato-Regioni, Fials: “Documento condivisibile solo in parte”

Forte preoccupazione sull’imminente parere formale sul Ddl in assenza di una visione chiara e condivisa di riordino del sistema: “l rischio è quello di alimentare conflittualità, contenziosi e difficoltà applicative nei servizi”. E richiama al ruolo delle Regioni che “non possono essere considerate semplici spettatrici”.

A margine dell’incontro di ieri in Conferenza Stato-Regioni, la FIALS esprime una posizione articolata sul documento in discussione e sulle prospettive che si delineano per il sistema delle professioni sanitarie. “Pur prendendo atto del metodo fortemente innovativo introdotto di confronto e riconoscendo che alcune delle osservazioni formalmente trasmesse dalla FIALS sono state recepite nell’attuale stesura, il sindacato ritiene che il testo presenti ancora lacune significative, tali da non consentirne una piena condivisione”, spiega FIALS in una nota.

In particolare, la FIALS avrebbe auspicato un’impostazione più ampia e strutturata su temi cruciali, a partire dalla libera professione per il personale del comparto e dal governo complessivo delle professioni sanitarie. “Su questi punti, così come sulla necessità di intervenire immediatamente su misure già concretamente attuabili senza ulteriori rinvii, si è registrata una sostanziale convergenza di valutazioni con le altre organizzazioni sindacali intervenute”.

La maggiore preoccupazione della FIALS riguarda tuttavia l’imminente espressione del parere formale sul disegno di legge in materia di professioni sanitarie: “Si tratta -spiega – di un passaggio particolarmente delicato, che rischia di compromettere equilibri già fragili senza che sia stata definita una visione chiara e condivisa di riordino del sistema. Permangono infatti forti incertezze sulle direttrici di sviluppo del provvedimento e sulle modalità con cui verranno ridefiniti i confini professionali e le aree di intersezione lavorativa tra figure diverse. In assenza di un quadro normativo chiaro, il rischio è quello di alimentare conflittualità, contenziosi e difficoltà applicative nei servizi”.

La FIALS rivolge pertanto un appello diretto alle istituzioni e, in particolare, alle Regioni, che saranno chiamate a svolgere un ruolo centrale nell’attuazione delle scelte normative. “Le Regioni – sottolinea il sindacato – non possono essere considerate semplici spettatrici: eventuali norme difficilmente realizzabili ricadranno direttamente sugli enti territoriali, chiamati a gestire tensioni organizzative, contrasti professionali e ricadute operative rilevanti”.

Alla luce di tali criticità e in assenza dei necessari approfondimenti su passaggi ritenuti strategici, la FIALS dichiara di “non poter condividere integralmente il documento presentato, confermando la propria disponibilità a proseguire il confronto, ma chiedendo con forza maggiore chiarezza, coerenza e sostenibilità nelle scelte che riguardano il futuro delle professioni sanitarie e del Servizio sanitario nazionale”.

05 Febbraio 2026

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