Virus sinciziale, in Liguria copertura dei bambini al 90% e crollano i tassi di ricovero

Virus sinciziale, in Liguria copertura dei bambini al 90% e crollano i tassi di ricovero

Virus sinciziale, in Liguria copertura dei bambini al 90% e crollano i tassi di ricovero

I dati dell’Istituto G. Gaslini hanno dimostrato come l’integrazione tra l’anticorpo Nirsevimab e il modello territoriale “Gaslini Diffuso” abbia più che dimezzato l’impatto del virus respiratorio sinciziale e delle bronchioliti conseguenti in Liguria. 

La campagna di immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) in Liguria ha raggiunto il 90% della copertura nella stagione 2025-2026, con il tasso di incidenza di casi e ricoveri sceso drasticamente. Lo confermano i dati dell’Istituto G. Gaslini, che hanno dimostrato come l’integrazione tra l’anticorpo Nirsevimab e il modello territoriale “Gaslini Diffuso”, abbiano più che dimezzato l’impatto della malattia in Liguria.

“La Regione Liguria si è attivata tempestivamente avviando la campagna di immunizzazione già dal 1° ottobre 2025 – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. I risultati raggiunti sono il frutto di un importante lavoro di squadra che ha coinvolto Pediatri, l’Istituto G.Gaslini e le famiglie che hanno aderito con convinzione alla campagna. Grazie a questa collaborazione siamo riusciti a ridurre sia il numero dei casi sia le ospedalizzazioni, proteggendo i più piccoli da un virus che, nei neonati, può causare forme anche severe di polmonite e che, come noto, presenta un andamento stagionale con picchi nei mesi invernali”.

I dati del Gaslini

Il tasso di incidenza dei ricoveri totali per bronchiolite è sceso da 41.7 a 17.3 per 1000 ricoveri, come ha precisato il vicedirettore sanitario e direttore del Governo clinico dell’Istituto G. Gaslini Giuseppe Spiga. L’efficacia del Nirsevimab, l’anno scorso, nel prevenire l’ospedalizzazione è stata calcolata al 65%, ma la campagna 2024-2025 era iniziata a stagione epidemica già avviata. L’attuale stagione (2025-2026), che ha beneficiato di una copertura farmacologica completa sin dall’inizio del periodo di circolazione virale, sta confermando un impatto preventivo molto più efficace in termini di ospedalizzazioni. Ad oggi, “non si registrano pazienti immunizzati che abbiano necessitato di ventilazione meccanica invasiva. Si osserva inoltre un innalzamento dell’età media dei soggetti ospedalizzati, a conferma della protezione della fascia neonatale (0-3 mesi), storicamente la più esposta al rischio di insufficienza respiratoria acuta”.

La rete dei pediatri di famiglia

Un grande aiuto al successo della campagna è stato dato dalla rete dei pediatri di famiglia, che hanno immunizzato il 91% dei bambini del “catch-up di recupero”, ovvero la somministrazione ai nati prima della stagione epidemica (aprile-ottobre). Tra i nati durante la stagione (da ottobre), la copertura ha invece raggiunto il 96%. “I pochi ricoveri e i rari casi gestiti a domicilio riguardano prevalentemente bambini nati prima di quella data, quindi, non inclusi nella campagna o di età superiore ai 12 mesi. Questi sono dati che emergono da un monitoraggio interno realizzato dalla FIMP tra i pediatri di famiglia liguri attraverso un questionario e che confermano sia l’elevata adesione delle famiglie sia l’impatto positivo dell’immunizzazione territoriale nella prevenzione delle forme più rilevanti di infezione respiratoria da virus respiratorio sinciziale nei primi mesi di vita”, ha spiegato il  segretario regionale Federazione italiana medici pediatri (FIMP) Michele Fiore.

16 Marzo 2026

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