Ebola Bundibugyo. In Congo l’epidemia accelera: oltre 3.600 casi e 1.587 decessi

Ebola Bundibugyo. In Congo l’epidemia accelera: oltre 3.600 casi e 1.587 decessi

Ebola Bundibugyo. In Congo l’epidemia accelera: oltre 3.600 casi e 1.587 decessi

In due mesi, comunica l’Oms, il focolaio si è esteso dalla zona sanitaria di Mongbwalu a cinque province, coinvolgendo 49 zone sanitarie. Il tasso di letalità è del 44%. L’insicurezza, gli spostamenti della popolazione e i movimenti transfrontalieri ostacolano la risposta

L’epidemia del virus Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo continua a intensificarsi, con una trasmissione prolungata e un costante aumento dei casi e dei decessi. Al 30 luglio 2026 sono stati segnalati complessivamente 3.605 casi confermati, di cui 1.587 mortali, con un tasso di letalità di circa il 44%.

Questa l’ultima fotografia scattata dall’Oms che ricorda come l’epidemia inizialmente circoscritta alla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, negli ultimi due mesi l’epidemia si sia estesa a cinque province: Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé e Tshopo. Sono ormai 49 le zone sanitarie interessate. Si tratta della più grande epidemia di BVD mai segnalata nella Repubblica Democratica del Congo.

Nella trentesima settimana il picco di casi e decessi L’aumento continuo dei contagi, l’espansione geografica e la mortalità costantemente elevata confermano la rapida evoluzione dell’emergenza sanitaria. Nell’ultima settimana per la quale sono disponibili dati completi, la trentesima settimana epidemiologica, sono stati registrati 567 casi e 296 decessi: i numeri settimanali più alti segnalati dall’inizio dell’epidemia.

A complicare le operazioni di risposta contribuiscono l’insicurezza, gli spostamenti e la mobilità della popolazione, insieme ai movimenti transfrontalieri. Fattori che aumentano anche il rischio di un’ulteriore diffusione geografica del virus.

Le autorità nazionali della Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e gli altri partner, continuano ad attuare misure di risposta su vasta scala. È tuttavia necessario un sostanziale rafforzamento delle attività per riuscire ad anticipare l’evoluzione dell’epidemia. Le iniziative di preparazione e risposta nell’intera regione africana continuano a essere orientate da un quadro regionale di preparazione e definizione delle priorità.

In Uganda dichiarata la fine dell’epidemia, ma non abbassare la guardia ministero della Salute dell’Uganda ha dichiarato conclusa l’epidemia di BVD nel Paese, dopo 42 giorni senza nuovi casi confermati di trasmissione locale. L’ultimo paziente contagiato localmente era stato dimesso il 16 giugno 2026. L’ultimo caso importato è stato invece dimesso da un centro di trattamento il 16 luglio, dopo aver ottenuto due risultati negativi ai test.

Tuttavia l’Uganda, afferma l’Oms,  rimane comunque esposta al rischio di nuovi casi importati e di una reintroduzione della malattia, a causa della trasmissione ancora in corso nella confinante Repubblica Democratica del Congo. L’Oms ribadisce quindi la necessità di mantenere elevate le misure di sorveglianza, preparazione e controllo, soprattutto alla luce dei continui spostamenti della popolazione e del rischio di trasmissione oltre confine.

03 Agosto 2026

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