Tariffe che non tengano conto dei costi necessari a garantire qualità e sicurezza delle prestazioni odontoiatriche rischiano di ridurre l’offerta nel Servizio sanitario nazionale, rendendo più difficile l’accesso alle cure per le persone economicamente e socialmente più fragili.
È l’allarme lanciato dalla Commissione Albo Odontoiatri nazionale della FNOMCeO, che ha scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti per esprimere osservazioni sul decreto 7 agosto 2026 relativo alle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre, definisce le tariffe relative all’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica.
“Gli importi previsti per diverse prestazioni odontoiatriche”, afferma Andrea Senna, presidente della CAO nazionale, “appaiono difficilmente conciliabili con la complessità e con i costi che caratterizzano oggi una prestazione erogata nel rispetto degli standard professionali, organizzativi e di sicurezza richiesti dall’ordinamento e dal Servizio sanitario nazionale”.
L’attività odontoiatrica, sottolinea la CAO, richiede personale qualificato, rigorosi processi di sterilizzazione, rispetto degli adempimenti in materia di radioprotezione e sicurezza delle cure, apparecchiature e tecnologie adeguate, manutenzione, materiali e dispositivi appropriati, oltre al costante aggiornamento professionale degli odontoiatri.
Il nodo dei costi standard
La CAO richiama la stessa disciplina posta alla base del decreto, secondo cui la determinazione delle tariffe deve considerare i costi standard delle prestazioni, nel rispetto di criteri di efficienza, appropriatezza e qualità dell’assistenza. L’aggiornamento delle tariffe, inoltre, deve tenere conto anche dell’innovazione tecnologica e organizzativa e dell’andamento dei costi dei principali fattori produttivi.
“Il punto”, sottolinea Senna, “non è tutelare un interesse economico della categoria. È garantire la sostenibilità di un modello di assistenza odontoiatrica nel Servizio sanitario nazionale che permetta all’odontoiatra di operare secondo scienza, coscienza e deontologia e nelle condizioni necessarie ad assicurare qualità e sicurezza delle cure”.
Il nuovo decreto dopo il contenzioso sul provvedimento 2024
Il nuovo decreto interviene dopo il contenzioso relativo al precedente provvedimento del 25 novembre 2024 e dopo le sentenze del TAR Lazio che ne avevano disposto l’annullamento con efficacia differita. La Conferenza delle Regioni, a luglio, aveva richiamato l’intesa sul nuovo DM Tariffe come passaggio necessario per sostituire il decreto del 2024 entro il termine fissato dal giudice amministrativo.
Alla luce del nuovo percorso seguito per la determinazione delle tariffe, la CAO nazionale chiede di approfondire in quale misura siano stati effettivamente considerati, per l’odontoiatria, i costi necessari alla corretta erogazione delle prestazioni e al rispetto degli standard richiesti.
“Tariffe non adeguatamente correlate ai costi incomprimibili di una prestazione sanitaria corretta e sicura”, prosegue Senna, “possono avere conseguenze che vanno ben oltre la remunerazione del singolo erogatore. Il rischio è comprimere progressivamente l’offerta territoriale e rendere più difficile garantire prestazioni odontoiatriche nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.
Da qui la richiesta ai ministri Schillaci e Giorgetti di uno specifico approfondimento tecnico sulle prestazioni odontoiatriche, anche attraverso un confronto con la CAO nazionale.
“La salute orale è parte integrante della salute della persona”
“La salute orale è parte integrante della salute della persona”, conclude Senna, “e deve trovare nel Servizio sanitario nazionale condizioni di erogazione coerenti con i livelli di qualità, sicurezza e appropriatezza che l’ordinamento richiede ai professionisti”.
Per il presidente CAO, garantire tariffe coerenti con i costi necessari a una corretta assistenza significa tutelare prima di tutto i cittadini e il loro diritto effettivo di accesso alle cure.