Il primo punto sollevato dal sindacato riguarda proprio la condizione contrattuale del personale della ricerca. Nonostante gli incrementi economici previsti dal CCNL Sanità 2022-2024, i lavoratori della ricerca sanitaria non hanno ancora beneficiato, sul piano normativo, delle innovazioni introdotte per il personale del Comparto. Da qui la richiesta di affrontare nel nuovo contratto una serie di questioni rimaste aperte e di rafforzare il riconoscimento professionale di ricercatori sanitari e collaboratori alla ricerca.
Relazioni sindacali e contrattazione integrativa
Tra le priorità indicate dalla Fials c’è innanzitutto l’introduzione di una disciplina specifica delle relazioni sindacali, sul modello di quella prevista dal CCNL del Comparto Sanità.
Il tema non è soltanto formale. La richiesta è infatti collegata alla possibilità di rendere pienamente operativa la contrattazione integrativa nelle aziende e negli istituti presso cui opera il personale della ricerca sanitaria.
In particolare, il sindacato chiede che la contrattazione aziendale possa intervenire su tutti gli istituti economici previsti dal contratto, con l’obiettivo di rendere più trasparenti e concretamente esigibili anche gli strumenti legati allo sviluppo professionale.
Tra questi vengono indicati il sistema degli incarichi e i Differenziali economici di professionalità, che rappresentano uno degli elementi attraverso cui il contratto può riconoscere l’evoluzione delle competenze e delle responsabilità dei lavoratori.
L’accesso all’Area di elevata qualificazione
Un altro capitolo riguarda l’ordinamento professionale.
La Fials chiede di consentire anche al personale della ricerca sanitaria l’accesso all’Area di elevata qualificazione, estendendo quindi le possibilità di valorizzazione professionale previste nell’ambito del sistema di classificazione del personale.
La questione si inserisce nel più ampio tema della costruzione di un percorso di carriera per professionisti che svolgono attività di ricerca all’interno delle strutture del Servizio sanitario nazionale.
Per il sindacato, infatti, il rinnovo contrattuale dovrebbe intervenire non soltanto sulla parte economica, ma anche sulla possibilità di costruire percorsi professionali coerenti con le competenze acquisite, le responsabilità assunte e il ruolo svolto all’interno degli Irccs e degli Istituti zooprofilattici.
Orario di lavoro e straordinari
Un ulteriore punto portato al tavolo riguarda l’articolo 9, lettera B, del contratto.
La proposta della Fials è quella di modificare la disciplina relativa al superamento delle 36 ore settimanali, prevedendo per il ricercatore sanitario la possibilità di scegliere tra il riposo compensativo e il pagamento delle ore effettuate come lavoro straordinario.
Si tratta di una richiesta che punta a rendere più chiara la gestione dell’orario di lavoro e, al tempo stesso, a riconoscere economicamente l’eventuale attività svolta oltre l’orario ordinario quando il lavoratore scelga questa modalità di compensazione.
Il nodo dei fondi per il trattamento accessorio
Particolarmente rilevante è poi la questione delle risorse destinate al trattamento economico accessorio.
La Fials ha chiesto di intervenire sul limite finanziario previsto dall’articolo 18 del CCNL 2019-2021 per i fondi destinati al personale della ricerca sanitaria.
Il problema, secondo il sindacato, è legato al meccanismo che ancora oggi ancora la quantificazione delle risorse a parametri che rischiano di non riflettere l’attuale dimensione e organizzazione del personale.
Per superare questo vincolo sono state avanzate due ipotesi: da una parte l’aumento della percentuale applicata al monte salari; dall’altra l’aggiornamento della data utilizzata come riferimento per il calcolo, oggi fissata al 31 dicembre 2021.
Il tema dei fondi sarà quindi uno dei passaggi più delicati della trattativa, perché dalla disponibilità di risorse per la contrattazione integrativa dipende anche la concreta possibilità di rendere esigibili alcuni degli istituti economici e professionali richiesti.
Una trattativa che parte dai nodi ancora irrisolti
Il rinnovo del CCNL 2025-2027 si apre dunque con un’agenda che va oltre il semplice aggiornamento degli incrementi economici.
Per il personale della ricerca sanitaria, il confronto dovrà infatti misurarsi con la necessità di completare il percorso di armonizzazione normativa con il resto del personale del Ssn, intervenendo contemporaneamente su relazioni sindacali, contrattazione integrativa, sviluppo professionale, orario di lavoro e risorse destinate al trattamento accessorio.
La Fials ha ribadito che l’obiettivo del confronto dovrà essere quello di garantire al personale della ricerca sanitaria “gli stessi diritti, le stesse opportunità professionali e le stesse tutele” riconosciute agli altri lavoratori del Servizio sanitario nazionale.
Il confronto all’Aran è appena iniziato. I prossimi incontri dovranno entrare nel merito delle singole proposte e verificare quali margini esistano per intervenire su un impianto contrattuale che, per il personale della ricerca sanitaria, presenta ancora alcune specificità rispetto alla disciplina del Comparto Sanità.